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A settembre, priorità assoluta…forse è già emergenza.

Paola Toni

Formatrice


Prima scena

Sul treno Milano-Ventimiglia, prima classe, poca gente, un venerdì sera di fine maggio.

Con voce cantilenante “Mamma…mammaaa… mi vedi? Guarda…..”. Come un mantra un bambino di circa 4 anni tenta di far vedere una pagina di un libro dove forse aveva fatto un disegno. Un po’ in piedi sul sedile… un po’ ’ seduto per continuare a disegnare… forse a scrivere. La mamma, seduta nel posto dietro. A fianco un passeggino con un bimbo di 10-12 mesi a cui aveva dato il biberon e glielo teneva appoggiato sulla bocca con la mano sinistra e con la destra teneva il cellulare. Parlava da Pavia e ormai avevamo superato Ronco Scrivia…. le gallerie facevano cadere la telefonata che subito veniva ripresa. Il bimbo grande continuava a ripetere la stessa frase…. il piccolo si stava spazientendo….il biberon era vuoto e la pressione della mano lo teneva sempre sulla sua bocca

 

Seconda scena

Passeggiata di Rapallo, una bambina di circa 7 anni vuole un gioco che vende un ambulante. Il padre sta parlando al cellulare…. la bambina grida e lui, finalmente, la guarda e dice…”Sei stai buona”. Lei durissima risponde…”Stai buono anche tu che sei sempre al cellulare…”

 

Terza scena

Identica alla seconda ma è un bambino che rivendica dalla madre attenzione e ascolto, sostenendo che è il cellulare l’impedimento.

 

Poi leggo questa notizia. E’ un tema scritto il 16 maggio 2918 da un bambino che frequenta la seconda elementare in una scuola della Luisiana, Stati Uniti. Il titolo era “Quale invenzione non ti piace e perchè”. E questo lo svolgimento.

“Odio i telefoni perché i miei genitori ci passano tutto il giorno. Odio lo smartphone di mia mamma vorrei che non lo avesse mai comprato”.

Ha anche fatto un disegno: uno uno smartphone sbarrato da una X e a fianco una faccina con scritto «Lo odio».

La sua insegnante, Jen Beason, ha postato l’elaborato che riporto qui sotto, sul suo profilo Facebook con l’hashtag #listentoyourkids: «ascoltate i vostri bambini». e ha anche scritto che su 21 studenti quattro hanno ammesso di odiare lo smartphone.

In poche ore è stato condiviso da 260mila utenti. L’insegnante ha lanciato gli hashtag #getoffyourphone e #listentoyourkids per raccomandare ai genitori appunto di «staccarsi dai telefonini» e di «ascoltare i propri figli».

Una ricerca inglese

Un sondaggio condotto nel 2017 da Digital Awareness UK (istituzione inglese che studia e promuove nelle scuole l’uso consapevole degli strumenti digitali), ha coinvolto oltre 5.000 soggetti (3000 alunni e 2000 genitori) in vista della Conferenza di primavera intersettoriale HMCMettersi nei panni dei genitori: nuovi modi di lavorare tra scuole e famiglie” , British Library, Londra, 26 aprile 2017.

(https://www.hmc.org.uk/blog/parentpupil-digital-behaviour-poll-media-briefing/)

La ricerca ha evidenziato questi risultati:

  • Il 36% (più di un bambino su tre) ha chiesto alla madre e al padre di limitare l’uso del cellulare
  • Il 22% degli studenti ritiene che l’uso di dispositivi mobili impedisca alle famiglie di godere della reciproca compagnia e l’82% dei bambini dichiara che i pasti dovrebbero essere privi di dispositivi
  • Il 14% crede che l’uso dei cellulari abbia impedito alle famiglie di godersi il tempo trascorso insieme e dichiara che i genitori continuano a usarlo, guardarlo, controllarlo anche durante i pasti. Ma il 95% dei genitori ha riferito di non utilizzare i dispositivi mobili durante i pasti.
  • Solo il 10% delle madri e dei padri è consapevole di quello che pensano i figli sul loro modo di usare il telefono, anche se quasi la metà ammette di passare troppo tempo online.

La ricerca ha messo in evidenza i tanti dati discordanti: secondo i bambini e i ragazzi coinvolti il 34% pensa che i genitori siano ostili all’uso dei cellulare perché toglie loro il sonno, mentre la preoccupazione maggiore dei genitori è che il troppo uso sia nocivo all’acquisizione di abilità sociali che sono state indicati da una percentuale molto bassa di bambini. I ricercatori sono rimasti molto stupiti dalle differenti percezioni e, insieme agli insegnanti, intraprenderanno iniziative nei confronti dei genitori e degli studenti.

 

Le preoccupazioni della SIP

La SIP, Società Italiana Pediatri al 74° convegno annuale a Roma il 14 giugno 2018 ha comunicato questi dati: i bambini cominciano sempre prima a cimentarsi con i dispositivi digitali. Il dato più eclatante arriva dagli Stati Uniti: il 92% dei bambini inizia a usarli già nel primo anno di vita e all’età di due anni li utilizza giornalmente. In Italia 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E mamma e papa’ sono troppo spesso permissivi: il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno.(fonte: Kabali HK, Irigoyen MM, Nunez-Davis R, Budacki JG, Mohanty SH, Leister KP,  et al. Exposure and Use of Mobile Media Devices by Young Children. Pediatrics 2015;136:1044-1053 )

Solo il 29% dei genitori chiede consiglio ai pediatri. La Società Italiana di Pediatria per la prima volta si esprime con un documento ufficiale sulluso dei media device (cellulare, smartphone, tablet, pc ecc.) nei bambini da 0 a 8 anni di età. Il Position Statement dei pediatri italiani, è stato pubblicato sulla rivista Italian Journal of Pediatrics ( https://rdcu.be/Xx8t).

Si legge: “E’ il frutto di un’approfondita analisi della letteratura scientifica che ha indagato sia gli effetti positivi sia quelli negativi sulla salute fisica e mentale dei bambini al fine di stabilire l’età più appropriata per l’esposizione ai media device e le corrette modalità. No a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire. Limitare l’uso a massimo 1 ora al giorno nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni e al massimo 2 ore al giorno per quelli di età compresa tra i 5 e gli 8 anni. Il documento dei pediatri sconsiglia inoltre programmi con contenuti violenti e soprattutto l’uso di telefonini e tablet per calmare o distrarre i bambini. No al cellulare “pacificatore”. Si, invece, all’utilizzazione di applicazioni di qualità da usare insieme ai genitori.

Nessuna criminalizzazione delle tecnologie digitali, anzi alcune applicazioni hanno mostrato di avere un impatto positivo sull’apprendimento in età prescolare, purché usate insieme ai genitori” .

Sarà un settembre impegnativo!

 

 

 

 

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