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Ambiente, Natura, Uomo, Sviluppo, termini dai significati estremamente labili.

Daniela Viroglio

 

Variabili in uso e abuso, teorie e prassi attribuite all’esigenza di salvaguardia del pianeta; spesso slogan di prodotti in vendita destinati a noi consumatori. Definizioni senza anima, che si adattano a tutti. Alibi per giustificare a Noi stessi scelte e comportamenti talvolta più per moda che per convinzione. Vita all’aria aperta, educazione out door “scoperte dell’ultima ora” per crescere meglio. L’esigenza di riscoprire la natura quale contesto indispensabile al benessere.

Attualità di pensiero? Nuova Educazione? Esigenza didattica di questo tempo?

Prati, boschi, cielo, acqua, piazze e cortili, sono contesti evocativi di esplorazione, gioco, meditazione. Dimensioni di esperienza e di poesia, dove crescere, conoscere ed imparare. Così, con la naturalezza che è l’essenza stessa dell’esistenza di tutti gli esseri viventi al mondo.

Un mondo che apre ad infinite e rinnovate occasioni di incontro, dove tutto muove secondo regole definite, vere e ineguagliabili.

Una filosofia della conoscenza che porta con sé anima e intelligenza, logica e emozioni: questi i valori, i principi, la teoria e la prassi che Walter Ferrarotti mi ha trasmesso, prima come insegnante e poi come pedagogista.

Nessuna retorica nel suo pensare, nessun addestramento   imposto per suscitare comportamenti, ma un unico vero e significativo insegnamento: VIVERE.

Vivere la realtà, coglierne il senso, usare le mani, perché la ragione connetta il significato dei simboli e crei i presupposti a perseguire conoscenza

Perdersi e ritrovarsi continuamente nell’universo, non porsi limiti alla curiosità, all’esplorazione, mettersi alla prova e commettere errori. Concetti tradotti in pratica di vita quotidiana, esercizi utili a crescere ad ogni età.

Età e tempo, due dimensioni considerate da Ferrarotti senza limiti per fare esperienza, perché rinnovate dal desiderio di continuare a scoprire gli aspetti mutabili della realtà. Una modalità per coltivare interesse per ciò che ci circonda ed è parte di noi.

Una visione ecologica della nostra esistenza permeata da emozioni che si rinnovano, sempre diverse e sempre nuove, vissute con razionalità, emotività e istinto in un equilibrio che ci rende speciali e non diversi, si perché è indispensabile mantenere la propria unicità, non omologarsi, non per distinguersi ma per essere sempre se stessi.

L’unicità dell’essere umano, altro valore sottolineato, nei suoi scritti, nella sua relazione con gli altri e nella sua pedagogia. Il bisogno di valorizzare lo spirito di iniziativa, l’azzardo ad andare oltre, scoprire i propri talenti e condividere lo sforzo con gli altri per raggiungere un obiettivo. La relazione, la capacità di condividere, fare insieme, essere laboratorio del fare per stare bene con se stessi e con gli altri.

Il laboratorio, contesto dove tutto di noi si coinvolge, dove ogni azione intrapresa porta ad un risultato, dove è chiesta attenzione, rispetto delle regole, dove le idee diventano progetto, e la condivisione cooperativa è strategia per il risultato finale. Laboratorio di conoscenza e socialità.

Un modo di concepire l’educazione con un dinamismo scandito da attenzione alle menti, al cuore, ai bisogni e ai desideri, una scuola aperta, un laboratorio che non ha confini tra il mondo esterno e l’aula strutturata perché vuole connetterne senso e significati amplificando le opportunità per crescere e imparare.

Una modalità di pensare e concepire l’educazione non secondo dottrine o metodi a priori, una pedagogia che coglie dal sapere teorico l’importanza di sostenere menti aperte e assertive, tanto più necessarie in questo tempo scandito da specializzazioni esasperate e al tempo stesso omologate, dove più che mai emerge l’esigenza di un’originalità a sostegno di una identità assertiva e cooperativa che contrasti individualismo e esasperata affermazione del sé.

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Un commento su “Ambiente, Natura, Uomo, Sviluppo, termini dai significati estremamente labili.”

  1. Le esperienze di attraversamento del torrente Ceronda in località La Cassa costituiscono un esempio delle innumerevoli, realizzate nell’ambiente naturale, coordinate da Walter Ferrarotti, per educare i bambini nel rapporto diretto con la realtà. La realtà, nei suoi aspetti meno urbanizzati, in particolare, consente di sperimentare come le idee, per avere un significato vero, non possono non confrontarsi e scontrarsi con la complessità, la non linearità, la resistenza, la durezza, ecc., Ciò riguarda tutti i campi del vivere, da quello strettamente cognitivo a quello sociale ed affettivo, a quello esistenziale in senso lato; sono il confronto e lo scontro a verificare la comprensione di un’idea, l’autenticità di un rapporto interpersonale, le capacità motorie, ecc.. E’ il rapporto diretto con la terra che suggerisce i limiti e le possibilità del rapporto con la stessa; è la scoperta dei tempi necessari per germogliare e crescere che induce a stare nell’attesa e a non avere fretta perché la vita si esprima ed incanti con la sua evoluzione e le sue sorprese. E’ il dolore per un insuccesso che orienta a rivedere un percorso in un modo diverso. E’ la fatica del provare e riprovare che favorisce in uno sportivo la leggerezza del gesto atletico. E’ anche il “sangue” versato, cioè la ripetizione e la possibile incomprensione, che verifica il valore di una parola, di una promessa o di una proposta. Il rapporto diretto con la realtà con la sua grammatica della complessità è oggi più che mai necessario per contrastare le relazioni virtuali, spesso all’origine di fraintendimenti e rapide conclusioni.

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