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Il Coronavirus segna una stagione problematica, piena di vicende tragiche e stressanti che ha coinvolto (e in molti casi sconvolto) il mondo dell’educazione e dell’infanzia.

Siamo costretti a riflettere sulle difficoltà del presente, a escogitare modalità di sopravvivenza, a ipotizzare e sperare nel futuro.

Ma è anche un’occasione che da una parte ci costringe, e da un’altra ci invita a riflettere sul lavoro specifico dell’educatore, a distillarne la sostanza per trovare che cosa debba essere salvato e sviluppato e che cosa può e dovrà essere abbandonato.

Nasce così questa raccolta di interventi disparati che portano elementi di riflessione per liberare in ciascun lettore, in ciascun educatore la scelta e la volontà di ricominciare. Come, sarà la sfida che ognuno dovrà affrontare.

 

Ritorno tra i banchi – Danimarca: Gli otto principi proposti dal Sindacato per il ritorno a scuola

Stig Lund, Copenhagen

  1. Indossare occhiali da bambino. (Assumere la prospettiva del bambino)

Tutte le decisioni devono essere condotte attraverso il filtro della prospettiva dei bambini: cosa crea sicurezza e benessere nei bambini? Le raccomandazioni sanitarie devono tenere conto della tradizione pedagogica danese, in cui i segnali emessi dal bambino, l’autogestione e i “percorsi di esercizio” sociali sono fondamentali.

Dare speranza ai giovani: hanno bisogno di segnali chiari che la vita e la vita di tutti i giorni stanno tornando.

Come pedagogisti vorremmo fornire un rapido contributo educativo prima che vengano lanciati i piani di riapertura.

Il virus può uccidere la scuola … se gli insegnanti non immaginano la cura [3]

Jaume Funes, 16 maggio 2020

Un po ‘di fronte all’insegnante e un po’ di fronte allo schermo

Tra le immagini curiose e contraddittorie lasciate a noi dalla crisi virale, ne abbiamo due legate all’universo digitale in cui viviamo. Il primo, fin dall’inizio, era il riflesso di un vero bagno di realtà: si scopre che non lo sapevamo ma vivevamo tutti tra gli schermi! La scuola (autorità, famiglie e insegnanti), refrattaria alle tecnologie di comunicazione (singolarmente simboleggiata dalle pretese di vietare lo smartphone all’interno), si è scatenata per scoprire se gli studenti avevano un computer a casa per continuare a fare “scuola “. Il demoniaco divenne necessario.

Il virus può uccidere la scuola … se gli insegnanti non immaginano la cura [1]

Jaume Funes, 14 maggio 2020

Nel mezzo della crisi generata dalla mutevole complessità della pandemia covid-19, la scuola e i suoi professionisti devono affrontare un orizzonte instabile, che ogni giorno genera nuove contraddizioni e sfide. Quando siamo a metà maggio (a metà del terzo trimestre) dobbiamo già dare risposte ad almeno tre domande immediate e urgenti:

  1. a) se gli studenti dovrebbero passare dal confinamento alla realtà senza scuola fino a settembre;
  2. b) se ha senso aprire la scuola per alcuni cicli, in particolare la scuola materna;
  3. c) in base a quali parametri dovremmo iniziare a pianificare la scuola per il prossimo anno scolastico.

Tutti e tre i quesiti sono integrati giorno dopo giorno da nuovi e diversi parametri di una realtà in movimento.

Danimarca: situazione in via di normalizzazione – 27 maggio 2020

Stig Lung, Copenhagen

Tutti i centri per l’infanzia ECEC e le scuole danesi sono stati chiusi il 13 marzo e per un mese è stata aperta solo l’emergenza per i bambini con i genitori al lavoro in settori essenziali come gli ospedali.

Ma la situazione di Covid19 è migliorata così tanto che tutti i centri ECEC hanno riaperto il 15 aprile (comprese le scuole per i primi 4 gradi – alunni di 6-10 anni). Ma tutti i centri e le scuole hanno dovuto attenersi a severe regole sanitarie: spazio libero per bambino raddoppiato, distanza di 2 metri, lavaggio delle mani più volte al giorno, pulizia dei giocattoli. I bambini e gli adulti dovrebbero rimanere nello stesso gruppo per tutto il giorno e non mescolarsi.

Ritorno tra i banchi – 24 maggio 2020

I diritti dei bambini e le misure di cautela per il coronavirus in Germania (nidi e scuole d’infanzia)

Roger Prott

Inclusi nel lockdown completo che si è avuto in tutta la Germania dalla prima metà di marzo di quest’anno, nidi e scuole d’infanzia (e le strutture collegate) hanno sospeso i loro servizi in generale.

L’educazione in tempi di pandemia. Uno sguardo femminista

Rosa Sensat Feminist Education Working Group. Genere e curriculum

In quanto gruppo di lavoro sull’educazione femminista, genere e curriculum dell’Associazione Rosa Sensat, vogliamo presentare la nostra visione sulla situazione in cui viviamo. Siamo un gruppo di insegnanti e professoresse femministe di diverse generazioni, in diverse situazioni amministrative e con impegno professionale nelle varie fasi educative (infanzia, primaria e secondaria), che a partire dalla nostra esperienza e da riflessioni condivise esponiamo alcune domande, che ci sembrano fondamentali…

Una nuova sfida per la didattica

Milva Capoia, pedagogista

La situazione che stiamo vivendo in questo periodo a causa della pandemia solleva così tanti interrogativi in ambito pedagogico che sarebbe del tutto affrettato cercare di trovare delle risposte esaustive; con urgenza necessitano delle soluzioni almeno a tutela della salute, soluzioni che, in ogni caso, non possono non essere raccordate con istanze educative di cui sono portatori i minori e non solo.

Ritorno tra i banchi – 15 maggio 2020

Portogallo (Lucia Santos)

Ecco l’essenziale delle linee guida del servizio sanitario nazionale per la riapertura degli asili nido il 18 maggio. La scuola dell’infanzia aprirà il 1 luglio.

Pochissimi bambini stanno tornando, alcuni per mancanza di fiducia, ma anche perché il governo paga i genitori che hanno figli sotto i 12 anni fino alla fine del mese per rimanere a casa. Si prevede che dopo il 1° giugno le cose cambieranno.

Ritorno tra i banchi – 23 aprile 2020

La Croazia riapre nidi e scuole d’infanzia (Helena Buric)

Al momento i bambini i cui genitori lavorano entrambi già vanno all’asilo (ci sono pochi bambini in ogni asilo o nessuno). L’Associazione croata degli infermieri ha applicato alcune raccomandazioni in merito al comportamento: per iscrivere non più di 5 bambini per gruppo, la distanza tra i bambini deve essere di 2 metri, i pannolini devono essere cambiati indossando i guanti, i giocattoli devono essere puliti regolarmente, i bambini devono sedere a un tavolo separato per pasto …

Ritorno tra i banchi – 19 aprile 2020

Considerato l’interesse del primo post sulla situazione in alcuni Paesi europei, abbiamo chiesto agli amici di Zeroseiup sparsi nel mondo di darci notizie su cosa succede a casa loro.

Ecco le prima risposte. Ci aggiorneremo periodicamente.

Ritorno tra i banchi – 17 aprile 2020

Francia

Il 13 aprile il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che dall’11 maggio asili e scuole, chiuse da metà marzo, riapriranno gradualmente. La scelta sarebbe dettata dalla preoccupazione per le ricadute sociali, psicologiche ed educative della chiusura prolungata e delle disparità sempre maggiori tra gli alunni, in particolare nei quartieri popolari e nelle zone rurali. La notizia ha colto di sorpresa gli insegnanti, che davano per certa la riapertura a settembre e che ora esprimono perplessità, scrive Le Monde