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Il Coronavirus segna una stagione problematica, piena di vicende tragiche e stressanti che ha coinvolto (e in molti casi sconvolto) il mondo dell’educazione e dell’infanzia.

Siamo costretti a riflettere sulle difficoltà del presente, a escogitare modalità di sopravvivenza, a ipotizzare e sperare nel futuro.

Ma è anche un’occasione che da una parte ci costringe, e da un’altra ci invita a riflettere sul lavoro specifico dell’educatore, a distillarne la sostanza per trovare che cosa debba essere salvato e sviluppato e che cosa può e dovrà essere abbandonato.

Nasce così questa raccolta di interventi disparati che portano elementi di riflessione per liberare in ciascun lettore, in ciascun educatore la scelta e la volontà di ricominciare. Come, sarà la sfida che ognuno dovrà affrontare.

 

Ritorno tra i banchi – 24 maggio 2020

I diritti dei bambini e le misure di cautela per il coronavirus in Germania (nidi e scuole d’infanzia)

Roger Prott

Inclusi nel lockdown completo che si è avuto in tutta la Germania dalla prima metà di marzo di quest’anno, nidi e scuole d’infanzia (e le strutture collegate) hanno sospeso i loro servizi in generale.

L’educazione in tempi di pandemia. Uno sguardo femminista

Rosa Sensat Feminist Education Working Group. Genere e curriculum

In quanto gruppo di lavoro sull’educazione femminista, genere e curriculum dell’Associazione Rosa Sensat, vogliamo presentare la nostra visione sulla situazione in cui viviamo. Siamo un gruppo di insegnanti e professoresse femministe di diverse generazioni, in diverse situazioni amministrative e con impegno professionale nelle varie fasi educative (infanzia, primaria e secondaria), che a partire dalla nostra esperienza e da riflessioni condivise esponiamo alcune domande, che ci sembrano fondamentali…

Una nuova sfida per la didattica

Milva Capoia, pedagogista

La situazione che stiamo vivendo in questo periodo a causa della pandemia solleva così tanti interrogativi in ambito pedagogico che sarebbe del tutto affrettato cercare di trovare delle risposte esaustive; con urgenza necessitano delle soluzioni almeno a tutela della salute, soluzioni che, in ogni caso, non possono non essere raccordate con istanze educative di cui sono portatori i minori e non solo.

Ritorno tra i banchi – 15 maggio 2020

Portogallo (Lucia Santos)

Ecco l’essenziale delle linee guida del servizio sanitario nazionale per la riapertura degli asili nido il 18 maggio. La scuola dell’infanzia aprirà il 1 luglio.

Pochissimi bambini stanno tornando, alcuni per mancanza di fiducia, ma anche perché il governo paga i genitori che hanno figli sotto i 12 anni fino alla fine del mese per rimanere a casa. Si prevede che dopo il 1° giugno le cose cambieranno.

Ritorno tra i banchi – 23 aprile 2020

La Croazia riapre nidi e scuole d’infanzia (Helena Buric)

Al momento i bambini i cui genitori lavorano entrambi già vanno all’asilo (ci sono pochi bambini in ogni asilo o nessuno). L’Associazione croata degli infermieri ha applicato alcune raccomandazioni in merito al comportamento: per iscrivere non più di 5 bambini per gruppo, la distanza tra i bambini deve essere di 2 metri, i pannolini devono essere cambiati indossando i guanti, i giocattoli devono essere puliti regolarmente, i bambini devono sedere a un tavolo separato per pasto …

Ritorno tra i banchi – 19 aprile 2020

Considerato l’interesse del primo post sulla situazione in alcuni Paesi europei, abbiamo chiesto agli amici di Zeroseiup sparsi nel mondo di darci notizie su cosa succede a casa loro.

Ecco le prima risposte. Ci aggiorneremo periodicamente.

Ritorno tra i banchi – 17 aprile 2020

Francia

Il 13 aprile il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che dall’11 maggio asili e scuole, chiuse da metà marzo, riapriranno gradualmente. La scelta sarebbe dettata dalla preoccupazione per le ricadute sociali, psicologiche ed educative della chiusura prolungata e delle disparità sempre maggiori tra gli alunni, in particolare nei quartieri popolari e nelle zone rurali. La notizia ha colto di sorpresa gli insegnanti, che davano per certa la riapertura a settembre e che ora esprimono perplessità, scrive Le Monde