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Che impegno essere degni di una bimba come Agata

Ha tre anni e una sindrome che provoca gravi malformazioni. Una come lei non è da compatire ma da ammirare: per la fiducia che mostra ogni giorno. Continua a leggere...

COME RACCONTARE LA PAURA

Le parole giuste per non turbare i più piccoli. Da sempre bambini e adolescenti sono stati testimoni silenziosi e impauriti delle violenze degli adulti. Eppure dare loro delle risposte si può. Ad alcune condizioni. Massimo Ammanniti Da sempre bambini e adolescenti sono stati testimoni silenziosi e terrorizzati per le violenze…

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L’INFANZIA PERDUTA DEL MONDO

Il compito di chi sopravvive alla tragedia. Quale responsabilità hanno gli adulti che osservano impotenti lo scempio compiuto sulle vite innocenti? Quella di far sì che la nostra resti una società aperta. Massimo Recalcati L’obiettivo tragicamente chiaro: uccidere nel mucchio le vite dei nostri figli in un luogo di festa.…

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“Le mie madri pentite di essere madri”

Parla la sociologa israeliana Orna Donath, autore di un libro-indagine che ha fatto discutere: “Ma questo non significa non amare i propri figli” Francesca Sforza “Li chiamo, mi preoccupo, naturalmente sto in ansia per loro, organizzo pranzi e cene, ci parlo, ci gioco. Mentre sto lì però non faccio che…

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Le gabbie di genere cominciano all’Università

Dalle materne alle medie comandano le bimbe. Poi, pian piano, le griglie sociali iniziano a ribaltare i ruoli. Allontanando le ragazze dai mestieri “da uomo”.

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Se il papà cambia pelle

Diventano padri sempre più tardi, ma sono padri sempre più coinvolti. Il primo Rapporto sulla paternità in Italia, offre uno spaccato di come stia cambiando anche in Italia, come in altri Paesi sviluppati, il modo di essere e fare i padri.

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È nella culla che si formano le competenze

Non si può capire il cervello adulto se non sappiamo come si sono formate le sue rappresentazioni e i circuiti neurali che ne stanno alla base.

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Neonati in scatola: la ricetta finlandese contro le morti in culla conquista l’America.

In New Jersey 105mila baby box “Insegna ai genitori il modo giusto per far dormire i piccoli senza rischi”. Sperimentazione anche in Scozia. Il segreto non è il cartone ma il messaggio che contiene.

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Quella figlia perduta

Chiara Saraceno Qual è il diritto da privilegiare nel decidere con chi deve stare un bambino, quello alla stabilità affettiva e identitaria di una bambina che non conosce altri genitori se non quelli che l’hanno allevata negli ultimi cinque anni o quello dei suoi genitori naturali, cui era stata ingiustamente…

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Hanno vinto i bambini. Perché nessuno nasce di serie B

“Padri gay, via libera all’adozione”. La rivoluzione scritta dai giudici.

Il Tribunale di Firenze riconosce il diritto a due coppie: è la prima volta in Italia.

Michela Marzano

Il riconoscimento da parte del Tribunale per i minorenni di Firenze dell’adozione di due bambini da parte di una coppia gay non è soltanto un passo avanti nel riconoscimento dei pari diritti per le coppie eterosessuali e omosessuali.

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Mai come in questo periodo sentiamo parlare di vaccini…qualche riflessione sul tema.

Un’approfondita riflessione di Loredana Bondi sull’obbligatorietà o meno dei vaccini.

Di fronte al vasto movimento di opinione che mette in discussione la validità ed efficacia dei vaccini, evidenziandone i rischi per la salute dei bambini, l’articolo fornisce accurate informazioni storiche e legislative sul tema, sui risultati della ricerca medica in merito al rapporto rischi/ benefici e analizza i provvedimenti normativi vaccinali a livello regionale, nazionale ed europeo.

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Avere un figlio rende felici i papà. E le mamme? Non qui da noi

Uno studio europeo: diventare genitori migliora la vita agli uomini, ma la peggiora alle donne. Tranne dove il welfare funziona.

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L’obiettivo “vero” del Gruppo di Firenze e della lettera dei 600 ovvero la petizione a orologeria.

Cinzia Mion

Ho intenzione anch’io di intervenire in merito al “Gruppo di Firenze” che ha promosso la tristemente famosa petizione “Contro il declino dell’italiano a scuola-Lettera aperta di 600 docenti universitari” su cui sono intervenute molte persone competenti, linguisti, docenti, associazioni professionali, ex-sottosegretari: tutti altamente legittimati a dire la loro in una specie di contro-petizione che ha messo insieme delle stimolanti e quanto mai adeguate nonché raffinate argomentazioni al fine di depotenziare il velenoso documento.

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Sbatti l’asilo in prima pagina

Il commento di Arturo Ghinelli su due recenti casi nazionali che coinvolgono gli asili nido e chiamano ancora una volta in causa la scarsa “cultura dell’infanzia” che caratterizza il nostro Paese e i rischi che corre .

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Attenti professori, da oggi si vota sul vostro carisma

Ci vuole entusiasmo nell’insegnare, perché l’attenzione degli studenti passa dal coinvolgimento emotivo.

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Tutti in classe tra querce e pupazzi di neve

Marco Belpoliti Le scuole nei boschi sono sempre esistite.  Perché l’edificio scolastico era situato in  una località montana, perché dietro l’aula c’era un bosco di querce o un faggeto, perché per andare a scuola a piedi, spesso d’inverno e con la neve per terra, si dovevano percorrere chilometri su sentieri…

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I voti e le bocciature fanno male agli studenti e alla scuola

Franco Lorenzoni, insegnante Alla fine i voti sono rimasti anche nella scuola primaria e media. Ministra e governo hanno avuto paura di andare contro l’opinione prevalente degli insegnanti, già abbondantemente irritati per alcune pessime conseguenze della legge della buona scuola, e contro diversi opinionisti di peso, che vedono nei voti…

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L’alternanza Scuola-lavoro e il binomio Capire/Riuscire.

In questi giorni nel mondo educativo ed istituzionale delle scuole superiori si è acceso il dibattito sulla importanza dell’imparare “dentro e fuori la scuola”

Cinzia Mion ci introduce nel suo contributo ad autori e teorie cognitive che si offrono come sfondo alla connessione Capire /Riuscire e ci aiutano a comprendere gli orientamenti in grado di sostenere e accompagnare la proposta della alternanza scuola-lavoro.

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Almanacchi e lunari

Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? Almanacchi per l’anno nuovo? Sì signore. Credete che sarà felice quest’anno nuovo? Oh illustrissimo sì, certo. Come quest’anno passato? Più più assai. Come quello di la? Più più, illustrissimo. Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno…

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“Bambini, giocate da soli”

Nel Paese del Lego i ragazzi sono lasciati liberi di sporcarsi, di correre rischi e di lottare. Un modo per farne adulti consapevoli. E appagati

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Il talento: esiste oppure no?

Il talento non è qualcosa di innato, ma un processo evolutivo. Intervista a Susanna Mantovani e Maria Assunta Zanetti “Se uno non ha talenti ma lavora con rigore può riuscire a ottenere grandi risultati. Se, al contrario, ha molti talenti ma non sviluppa é quasi certo che non ne venga…

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Al di là dei delitti e delle pene

Umberto Galimberti
Si può giudicare pienamente responsabile una madre che uccide il figlio? E un dilemma che riguarda la capacità di “sentire” il bene e il male

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Il congedo dei papà che aiuta le donne

Michela Marzano

Ben venga la proposta avanzata da Tito Boeri di rendere obbligatori 15 giorni di stop dal lavoro nel primo mese dalla nascita del figlio.

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Le scorciatoie portano sempre alla meta?

Mirella Castagnoli
II panino da casa è una scorciatoia che salta tutti i valori solidali, applica il “ciascuno per sé”, non garantisce di fatto la qualità, pone problemi d’igiene, di salubrità (un panino al giorno toglie il medico di torno?), di panino freddo /vivanda da scaldare, ecc.

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Perché l’immaturità dell’infanzia facilita l’apprendimento

Massimo Ammanniti

“Il lavoro” di padri e madri è impossibile, diceva Freud. Ma invece è indispensabile assecondare gli orientamenti dei piccoli.”

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Parenting

Essere genitori non è un mestiere ed è sbagliato voler determinare il destino dei figli, Che vanno accompagnati ma poi lasciati andare. La psicologa Alison Gopnik demolisce le tendenze educative a base di “sostegno e controllo”.

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L’amore non si conta in ore

Umberto Galimberti

I bambini non hanno bisogno di tempo “di qualità”. Ma di tanto tempo trascorso con loro. Perché è così che imparano a distinguere il bene dal male.

Ogni tanto mi chiedo se nella nostra civiltà, tutt’altro che liquida, perché cementata dalle regole ferree dell’economia, sia ancora possibile mettere al mondo bambini e prestar loro quell’attenzione di cui necessitano per costruire un’identità positiva che garantisce una sicurezza di base per tutta la vita.

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Se serve il giudice per affermare un diritto di tutti

Chiara Saraceno

Tutti i bambini dall’anno in su in Germania hanno in linea di principio diritto ad avere un posto al nido. Questo diritto è stato introdotto nel 2013 non solo per favorire l’occupazione delle madri e il loro ritorno al lavoro dopo 1’anno di congedo ben remunerato cui hanno diritto dal 2007, ma per ridurre le disuguaglianze di partenza tra bambini, offrendo a tutti, indipendentemente dalla condizione lavorativa della madre e dalle condizioni famigliari, pari opportunità educative.

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Telecamere 1

Arturo Ghinelli

Il pedagogista Daniele Novara boccia come «follia» la legge appena approvata dalla Camera, che consente l’installazione di telecamere di videosorveglianza in asili, scuole, istituti per anziani e disabili allo scopo di prevenire abusi e maltrattamenti. «I bambini sono sicuri quando hanno buone maestre. Bisogna ripartire dalla selezione e dalla formazione, le telecamere sono una scorciatoia. I maltrattamenti capitano in tutto il mondo, noi siamo i primi a pensare di risolverli con le telecamere: o siamo i più furbi o siamo i più cretini»

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La crociata di Bergoglio contro la teoria gender

Chiara Saraceno

I nemici del matrimonio non sono la povertà e più in generale le ristrettezze economiche che non consentono di fare progetti per il futuro, la disuguaglianza tra uomo e donna dentro e fuori la famiglia, un’organizzazione del lavoro che lascia poco spazio alla vita privata. Non lo sono neppure i matrimoni forzati e precoci, con il loro seguito di sesso imposto a quasi-bambine e gravidanze precoci.

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Se il gender a scuola aiuta a combattere le discriminazioni

Michela Marzano

“Una cosa è la persona che ha una tendenza omosessuale o anche che cambia sesso”, ha detto l’altro giorno Papa Francesco per spiegare quanto dichiarato in Georgia a proposito dell’ideologia gender. “Un’altra è fare insegnamenti nelle scuole su questa linea, per cambiare la mentalità: io chiamo questo colonizzazione ideologica”, ha concluso il Pontefice. Ma a quali insegnamenti si riferisce esattamente Papa Francesco? Che cosa vuol dire “cambiare la mentalità”? Cos’è questo benedetto “gender” di cui tanto si parla e che, di fatto, è solo il termine inglese per il quale esiste ovviamente una traduzione italiana, ossia l’espressione “genere”?

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Le due madri

Ho letto con empatia e risonanza emotiva molto forte la lettera rimasta anonima.”Io, mamma lavoratrice, non ce l’ho fatta”, indirizzata a Beppe Severgnini, apparsa alcuni giorni fa sul Corriere della sera. Subito dopo ne è apparsa un’altra intitolata “Perché noi mamme single non siamo un flagello” in risposta ad un…

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Che cosa si perde con la vittoria del panino libero

Panino libero o mensa scolastica? L’istituzione scolastica dovrebbe assecondare tutti o dare a tutti le stesse opportunità

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Sono stufa di dover rendere l’infanzia dei miei figli magica

Bunmi Laditan

autore di The Honest Toddler: A Child’s Guide to Life

Se le nostre nonne e bisnonne vedessero le attenzioni che le madri oggi si autoimpongono per crescere i loro figli penserebbero che siamo malate.

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L’asilo a noleggio dentro ai container, ecco l’idea di Needo

La domanda è sempre quella:chi paga?
Se serve ad aumentare il numero degli asili perché no!

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I piccolissimi al TocaTi’ – Festival internazionale dei giochi di strada – 16-17-18 settembre

Per tre giorni piazze, strade, giardini del centro storico di Verona sono a disposizione dei cittadini e dei turisti per giocare. Propongono i loro giochi le Comunità ludiche provenienti dalle regioni italiane. Adulti pieni di passione e di amore per le loro radici remote, ma soprattutto depositari di abilità motorie,…

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Bambini: non è più tempo di favole.

«C’era una volta…». Così iniziavano le favole… Ma oggi, al tempo di internet, app e televisione, i nostri bambini leggono ancora le favole che hanno per protagonisti eroi pronti a tutto per far trionfare il bene? Negli Stati Uniti la National Rifle Association, un’organizzazione che agisce in favore dei detentori di armi da fuoco, sul suo blog ha iniziato a riscrivere i classici per bambini mettendo in mano ai protagonisti fucili e pistole. E che dire delle favole “gender” che sono state al centro di polemiche in alcune scuole in Veneto e in Toscana?

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Bravi maestri si diventa

The economist, Regno Unito

Saper insegnare non è un talento innato. E non s’impara neanche con una laurea in pedagogia: a fare la differenza è il lavoro in classe e il confronto con gli altri.

Per gli studenti di undici e dodici anni della sua classe di matematica Jimmy Cavanagh è un insegnante nato. È affettuoso ma determinato. Ha la voce forte. Quando la risposta è corretta sorride. L’80 per cento dei suoi alunni alla North star academy di Newark, nel New ]ersey, viene da famiglie che hanno bisogno di aiuto per pagare la mensa scolastica.

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Istruzioni per genitori apprensivi: rilassatevi subito

Vittorio Zucconi

Nuove ricerche avvisano: da molti nemici invisibili i bimbi si difendono da soli.

Meglio saperlo fin dal primo momento. Perché poi con l’età anche i pericoli crescono …

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La scuola dei bambini

Arturo Ghinelli
Omran, che avrà 20 anni nel 2030, chissà se potrà andare a scuola, correre, giocare con i suoi fratelli. Se imparassimo la lezione che ci ha detto, potrebbe accadere.

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La moltiplicazione dei genitori

Gustavo Pietropolli Charmett, psichiatra e psicoterapeuta

La sempre più frequente rottura del patto coniugale impone una ridefinizione dei ruoli degli adulti e dei loro rapporti con i figli: entrano in campo figure che devono giostrarsi tra bisogno di mostrare autorevolezza e i rischi di rifiuto.

Non è soltanto la biologia a determinare le funzioni della madre e del padre: lo dimostra il vissuto delle nuove famiglie.

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L’altra metà del lavoro

Più cresce l’occupazione delle donne, più si crea reddito e più si fanno figli.
Ma pesa il divario “domestico” di genere: la fatica non retribuita è distribuita male. In particolare in Italia.
Va ricompensato e inquadrato il lavoro di cura femminile ?
E’ cambiato e come il modello di cura dei figli nelle società avanzate?
Quali nuove trappole per donne e uomini di nuova generazione alle prese con gli impegni genitoriali e il lavoro ?
L’ inchiesta di Elisabetta Muriti, giornalista di Ddonna La Repubblica, mette a confronto dati, voci internazionali, analisi, ricerche, proposte: dal lavoro femminile di cura retribuito, al part time e monte ore di cura non retribuito per tutti, fino agli investimenti per asili nido di qualità, per terminare con le solite “donne forti” che, bando ai sensi di colpa, alla fine ce la fanno sempre a gestire tempi, figli e lavoro.

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Co-costruire per realizzare servizi efficaci per i bambini e le famiglie

Franca Manoukian, psicologa Studio A.P.S.

Ritrovo in questo seminario tante persone che conosco perché negli anni scorsi ho condiviso con loro dei percorsi formativi, animati da un impegno a ricercare modalità organizzative e operative più adeguate: ci univa e ci sosteneva l’obiettivo di realizzare dei servizi sempre più rispondenti alle esigenze e alle domande dei bambini e delle loro famiglie, misurandosi con le risorse e con i vincoli istituzionali, economici, culturali, con le fatiche e le difficoltà inevitabilmente inscritte nelle quotidianità delle interazioni.

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Delle telecamere e del sospetto

Arturo Ghinelli
Tornando alle maestre che maltrattano i bambini, difenderle proprio non si può; però, forse, si può capire perchè raggiungono un tale livello di disumanità.
Una spiegazione possibile è che sono stressate…

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La ricerca dei percorsi di integrazione per i bambini con handicap

Carla Gaddi, psicologa

Il tema dell’integrazione è complesso ed appassionante: i livelli di inclusione di persone diverse per origini, storia e caratteristiche individuali costituiscono infatti un indicatore significativo dei livelli di civiltà raggiunti; è possibile apprezzare, leggere la fisionomia etica di un contesto sociale, di una nazione, di un popolo, di una città a seconda di come la questione dell’integrazione viene elaborata ed affrontata.

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La bella estate dei bambini

Arturo Ghinelli

Pinguini all’asilo

“Asili infuocati.In due asili i condizionatori sono rotti.I papà comprano i pinguini”

Resto del Carlino Bologna

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Due importanti progetti di continuità educativa: la formazione con l’osservazione e le sezioni di raccordo nido-materna

Mimma Noziglia, psicologa , Milano

Ho scelto di parlare di “continuità educativa”, non soltanto per ricordare due importanti momenti di formazione rivolti alle educatrici dei Nidi e delle Scuole dell’infanzia, ma per sottolineare come il bambino per crescere abbia bisogno di una continuità di cure, di relazioni – all`interno della propria famiglia e con le altre persone cui viene affidato, nel nostro caso le educatrici.

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II bambino e le sue relazioni: in famiglia, al nido, alla scuola dell’infanzia

Cristina Riva Crugnola, Simona Gazzotti

La relazione pensata per questa giornata nasce dall’esperienza accumulata sul tema dell’osservazione del bambino e delle sue relazioni con adulti significativi – genitori, caregiver, educatrici di nido o di scuola dell’infanzia – da parte del gruppo di ricerca coordinato dalla Prof.ssa Riva Crugnola.

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Educazione, formazione, istruzione

Fulvio Scaparro, psicologo e psicoterapeuta

Sono felice per l’elezione di Obama ma non condivido e anzi trovo pericolose e controproducenti le attese messianiche sintetizzate in titoli a tutta pagina nei quotidiani di oggi, del tipo “Il mondo è cambiato”, “Il mondo è a una svolta” e simili. Questa mia opinione serve a entrare direttamente nel tema attorno al quale stiamo oggi discutendo.

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Assistenza o educazione? I bisogni dei bambini come base per pensare ai servizi per I’infanzia


Ida Finzi, psicologa e psicoterapeuta

Ho cercato di pensare al tema di oggi partendo da quello che è stato il mio percorso e quindi dall’angolatura della psicologia dell’infanzia. Ho lavorato per più di trent`anni nei servizi pubblici di Milano nell’area della psicologia materno-infantile; ero prima nei Servizi Medico-Psico-Pedagogici Comunali, poi Ussl poi Asl; ho fatto tutto il percorso dei Servizi Territoriali e ripensando a partire da questa esperienza mi sono venute in mente alcune osservazioni.

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Entrare in anticipo per uscire in ritardo

Arturo Ghinelli

Come vecchio maestro non posso che confermare queste affermazioni e augurarmi che ogni disposizione di legge che attualmente prevede l’iscrizione anticipata alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria venga cancellata per salvaguardare i diritti dei bambini, naturalmente abbassando di pari passo notevolmente le rette degli asili nido e delle scuole dell’infanzia.

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Il Nido fa bene? a chi? come?

Arturo Ghinelli

Effetti dell’asilo nido sulle capacità cognitive e non cognitive dei bambini

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Educhiamo i nostri figli a stare dalla parte delle bambine

Matteo Bussola

Ai maschi, da bambini insegnano che le femmine non si picchiano neanche con un fiore. Da piccolo mi chiedevo il perché, visto che alle bambine il contrario non lo insegnano mica. Se ci educano da subito a non esercitare aggressività sull’altra metà del cielo è forse un indizio: l’idea che un germe di violenza abiti dentro ogni maschio, o questa cosa non avrebbe motivo di esser detta, nemmeno scomodando i fiori.

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Ricordo di J. Bruner

Cinzia Mion

Correva l’anno 1963 ed io mi ero appena iscritta al Movimento di Cooperazione Educativa sull’onda di un illuminante incontro con una docente del movimento, incontro che a suo tempo ho già raccontato nel ricordo di Mario Lodi. Era il mio secondo anno di ruolo come docente alla scuola elementare. Fu durante una riunione del gruppo di Treviso che Ines Casanova arrivò con un libro tenuto come una reliquia. Era di un autore nuovo, un tale Bruner, dal titolo “Dopo Dewey. Il processo di apprendimento nelle due culture” della casa editrice Armando Armando.

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Gli spettri dell’ambivalenza

Lea Melandri

TEMPI PRESENTI.
Il lavoro di cura e domestico, la centralità delle donne nella vita pubblica segnalano alcune contraddizioni delle teorie sull’emancipazione femminile. Una lettura sulla trasformazione delle relazioni tra i sessi

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Bambini trattati male

recensione di Paola Marchesin

Il saggio breve di Paolo Perticari, dal titolo “ Bambini trattati male”, si offre al lettore nella forma di libro intervista, a corredo del volume “Katharina Rutschky, Pedagogia Nera.Fonti storiche dell’educazione civile”, curato ed introdotto dallo stesso.

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Lingua madre

Arturo Ghinelli

“Do legui is mei che uan”. Quanto dovranno aspettare questi ragazzi, anche quelli nati in Italia, per poter studiare e formarsi in un ambiente non monolingue?

Anton nella presentazione che ha scritto, da condividere con i compagni del gruppo di L2, dice di sè: “Ho 15 anni, sono moldavo, sono in Italia da sei mesi. Faccio la scuola Cavour in 2A. Parlo moldavo, russo e l’italiano, studio inglese e francese. Abito a Modena”.

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Le neuroscienze al servizio della scuola

Sandrine Cabut con Luc Cédelle, Le Monde, Francia

Studiare cosa succede nel cervello di una persona che impara può migliorare i metodi d’insegnamento. Ma la strada dal laboratorio alle aule è ancora lunga

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FIGLI 3 x 2: PRENDI TRE PAGHI DUE

Arturo Ghinelli

 

Se farai due figli prenderai tre volte gli 80 euro, la bellezza di ben 240 euro!

Al primo figlio per la verità ti toccherà solo un due per uno: due volte gli 80 euro, cioè 160 euro.

È la ricchezza dei figli, bellezza!

Il governo ha scoperto che l’Italia ha smesso di fare bambini (alla buonora!) e pertanto con un cambiamento di verso ha deciso di raddoppiare il bonus bebè per i primi tre anni di vita.

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Rette record e posti vuoti
La grande fuga dagli asili nido

Repubblica, mercoledì 5 maggio, ha dedicato un paginone inchiesta all’asilo nido con una presentazione del futuro come un disastro annunciato.

Abbiamo intervistato telefonicamente Aldo Fortunati, Direttore AREA EDUCATIVA dell’Istituto degli Innocenti di Firenze chiedendogli elementi più concreti per la lettura del fenomeno.

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E alle mamme gli facciam la festa

Arturo Ghinelli

Save the Children ha preparato un rapporto sulle mamme in Italia 2016, e le ha chiamate “Le equilibriste”. Equilibriste loro malgrado perché l’accesso al mercato del lavoro delle mamme dipende dalla possibilità di trovare un equilibrio soddisfacente tra la loro vita personale e la vita lavorativa.

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Non è l’anatomia a rendere capaci di fare i genitori

La differenza sessuale garantisce la salute psichica dei figli? Non si direbbe …

Umberto Galimberti

Ora che le decisioni sono state prese e il clima su questo non è più infuocato, approfitto per tornare sul tema delle adozioni, discutendo in termini “quasi scientifici”, dal momento che la psicoanalisi a cui lei fa riferimento non è una scienza, e le neuroscienze sanno ancora troppo poco dell’anima e anche, se mi permette, del corpo.

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La bolla del silenzio

Arturo Ghinelli

La maggioranza dei residenti nel condominio di Via Anfossi 36 a Milano ha fatto causa al nido “La locomotiva di Momo“che ha sede in quel condominio perché se ne vada e in primo grado ha vinto.

Finalmente è stata trovata una strada per chiudere i nidi: laddove non riescono i sindaci possono riuscire i condomini!

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A colloquio con Penny Ritscher

A colloquio con Penny Ritscher

“Il tempo vuoto dei bambini è stato riempito, ma un tempo riempito non è sinonimo di un tempo vissuto pienamente, anzi. Più il tempo viene imbottito di appuntamenti e più si rischia di viverlo in modo superficiale, di corsa, senza godere le cose in profondità. […] Un tempo riempito rischia di lasciarci a mani vuote”.

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Niente baci (di cioccolato) ai bambini

Federico Rampini

Il divieto è scattato a scuola: pericolo allergie. È solo un esempio dell’ultima mania degli Usa: proteggere i piccoli da (quasi) tutto.

È severamente vietato portare i Baci Perugina a scuola. Non sta proprio scritto su un cartello all’ingresso, ma è come se. La scuola di New York dove lavora mia moglie ha diramato ai prof un lungo elenco di prodotti pericolosissimi, che devono stare alla larga dal perimetro dell’istituto. I Baci Perugina sono tra quelli. Contengono nocciole, e chi ha un’allergia o comunque un’insofferenza alimentare…

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Calo delle nascite

Arturo Ghinelli

In merito alla chiusura dell’Asilo nido”Rubens Triva”nel novembre scorso avevo scritto al Garante per l’Infanzia dell’Emilia-Romagna, Luigi Fadiga, perché intervenisse sull’Amministrazione comunale di Modena che aveva intenzione di chiudere dal prossimo anno scolastico il primo Asilo nido d’Italia.

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È tra zero e tre anni che si diventa qualcuno

Umberto Galimberti

Quanto conta la prima infanzia? Moltissimo, perché nei primi mesi di vita si formano definitivamente le nostre mappe cognitive e affettive. Tutto ciò che segue, allora, è colpa dei genitori? No, ma resta, nel bene e nel male, una loro responsabilità

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Sono passati due anni

Mario Lodi raccoglieva e conservava gli elaborati degli alunni, da cui traeva stimoli e riflessioni e che studiava e interpretava con estrema acutezza. Molti ce li ha messi a disposizione attraverso le sue mostre e le sue pubblicazioni. La Casa delle arti e del gioco, una splendida cascina padana a Drizzona, in provincia di Cremona, è diventata lo scrigno dove si conserva il suo tesoro pedagogico, che grazie alla figlia Cosetta e ad un gruppo di collaboratori, è ancora disponibile. Qualsiasi educatore che vi si voglia avvicinare potrà conoscere metodo, stile e consapevolezza del valore della relazione biunivoca adulto-bambino e trarre così linfa per la crescita del suo patrimonio professionale.
Ripubblichiamo un’intervista rilasciata a Repubblica per i suoi 90 anni.
Di SIMONETTA FIORI

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Su la testa!

Ferruccio Cremaschi

Negli incontri che si succedono in questo periodo il discorso cade spesso, e non a caso, sui temi della delega contenuta nella 107 e sulle prospettive dei servizi dell’infanzia.

L’atteggiamento più diffuso tra le educatrici è di preoccupazione per il futuro. La domanda ricorrente è: che cosa faranno di noi? Quale sarà il nostro futuro? Che cosa decideranno?

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Metti una mattina a Brescia

Mirella Castagnoli

Nella mattinata di sabato 23 gennaio nell’Aula Magna dell’Istituto Tartaglia-Olivieri di Brescia una folta platea di circa 200 insegnanti/educatori ha ascoltato ed ha interagito con i tre relatori: Giovanna Zunino (Comitato scientifico di Proteo Fare Sapere nazionale); Lorenzo Campioni (Gruppo nazionale Nidi-Infanzia), Mario Maviglia (Dirigente Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia) sul tema “Il percorso 0-6 nel sistema di istruzione. Riflessioni tra difficoltà e potenzialità”, incontro organizzato dal CIDI di Brescia e da Proteo Fare Sapere di Brescia.

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La scuola paritaria dell’infanzia e i suoi contratti

Massimo Mari

La legge di parità scolastica ha introdotto modifiche sostanziali al nostro ordinamento stabilendo che il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, comma 2 della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali, con l’ obiettivo prioritario per la Repubblica di espandere l’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita.

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“Ogni 8 minuti”

Cinzia Mion
Sono reduce dall’aver assistito a una rappresentazione teatrale contro il femminicidio, ad opera degli studenti del liceo Cornaro di Padova, con la regia di A. Riello, dal titolo “ogni 8 minuti” e desidero comunicare a quelli che leggono queste note la mia ammirazione, da estendere alla responsabile del progetto Prof.ssa Manuelita Masia.
Si tratta di una rappresentazione di una potenza folgorante, che interpella profondamente tutti quelli che hanno avuto l’opportunità di assistervi, ragazzi, ragazze e adulti.

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I bambini sono i miei datori di lavoro

Alex Corlazzoli

Quando mi chiedono: “Tu cosa insegni?”, io rispondo sempre: “La vita”.
Le mie materie cambiano di anno in anno perché il precario deve essere sempre pronto a tutto. In cinque anni ho insegnato storia, geografia, informatica, educazione all’immagine, educazione motoria e scienze in quinta, in quarta, in terza e in seconda. Ho fatto l’insegnante di sostegno non specializzato per un bambino di prima elementare affetto da autismo; lo faccio ancora per altri due ragazzini, la cui diagnosi non mi è stata spiegata chiaramente.

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I luoghi del crescere. Nidi e Sezioni Primavera: esperienze a confronto

Milena Manini

I primi anni del nuovo secolo hanno ricollocato in primo piano, dal punto di vista politico culturale e legislativo, il tema dell’educazione dell’infanzia da zero a sei anni, questione rimasta tendenzialmente in ombra dopo l’esaurimento dell’imprinting progettuale ed economico della legge n. 285/1997. Le sue deliberazioni permisero il riconoscimento e il consolidamento del sistema dei servizi secondo una duplice direzione: una educativa, caratterizzata dalla compresenza di nidi, scuole dell’infanzia, tipologie integrative e tipologie sperimentali ed una politica organizzativa di con-correnza gestionale tra sistema pubblico e sistemi privati.

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Un impegno non solo pedagogico ma squisitamente politico

Loris Malaguzzi
É importante e molto utile per tutti, soprattutto per i giovani che lavorano nel nido, cercare di riagganciare la loro storia a quel po’ di storia che, avendoli preceduti, ha consentito il superamento e il conseguimento di una serie di studi e di obiettivi; ed è per questo che e stato possibile avere nel nostro paese un’istituzione cosi nuova, cosi isolata anche sul piano della cultura nazionale, rispetto e in confronto al livello europeo e mondiale; un’istituzione cosi concretamente importante, luogo di ulteriore conferma di molte ipotesi e di molte speranze. I nidi vengono dopo una lunga storia, non nascono all’improvviso, hanno dietro di loro un lungo processo, un duro e travagliato processo di avanzamento e di maturazione.

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Lettera agli insegnanti dei servizi per l’infanzia e delle primarie. Un appello e qualche cattivo pensiero.

Amilcare Acerbi
Mi chiedo e molti si saranno chiesti “che cosa ci può essere di nuovo in una rivista e in un sito che si rivolge a insegnanti e educatori?” Ed io che cosa ci metterei, a partire dalla mia esperienza con insegnanti, genitori, bambini?

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Più teoria per lavorare meglio

Laura Benigni

Contrariamente a quello che si sente ripetere, ciò di cui il nido manca di più è la teoria; più teoria serve a chi lavora dentro il nido, e a chi fa della ricerca, anche se c’è controversia su certi termini: per esempio su ciò che è “scientifico” oppure no. Comunque la mia sensazione è che ci vuole più teoria per gli amministratori, per chi lavora dentro il nido; più teoria e più condivisione di ruoli anche all’interno di circoli specifici, di mestieri chiamati a produrre ricerca sull’infanzia

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Un’utopia dell’educazione

Marc Augè

È su questa base che si dovrebbe costruire ciò che, a volte, ho definito una “utopia dell’educazione”. Passo dopo passo, ma senza mai perdere di vista la finalità alla quale essa vorrebbe rispondere.
In questo settore, è importante non accontentarsi delle chiacchiere. Le affermazioni e le statistiche (per esempio, quelle che riguardano il tasso di scolarizzazione) non sono sufficienti; possono perfino servire da alibi alle inerzie più colpevoli. Certo, è importante che i ragazzi siano scolarizzati, ma è altrettanto importante che non vengano insegnate loro delle sciocchezze. Tenerli in classe senza prepararli a nulla, o imprigionarli per indottrinarli, non deve essere confuso con l’ideale dell’educazione per tutti.

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Lettera aperta di un nonno contro la chiusura dei nidi e dei servizi per la prima infanzia

Arturo Ghinelli

Forte solo del fatto di essere cittadino, marito, padre e nonno
OSO CHIEDERE

– al Garante regionale per l’infanzia Luigi Fadiga (lo chiederei anche al Garante comunale, se ci fosse come succede in altre città italiane),
– al Difensore Civico, se non fosse stato mandato via perché troppo lento nel rispondere ai cittadini che lamentano dei soprusi ricevuti…

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Ogni passaporto è una promessa

Jhumpa Lahiri
Due mesi fa, all’aeroporto di Fiumicino, ci siamo accorti che il passaporto di nostra figlia era scaduto. Era arrivato il giorno fatidico: eravamo all’accettazione, in partenza per NewYork. “Il documento della bimba non è valido”, ha detto l’impiegata dell’Alitalia. Sono rimasta esterrefatta, schiacciata da un senso di colpa. In pena per il viaggio, presa da mille dettagli, avevo dimenticato di controllare la cosa più importante.

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Verso un servizio per la fascia zero-sei

Anna Bondioli
Le “ ragioni” della continuità nido-materna
Già da alcuni anni – sulle riviste specializzate, da parte di chi opera nei servizi per l’infanzia prescolastica, nei convegni del settore – il tema dei rapporti tra asilo nido e scuola materna appare rilevante per le discussioni e i confronti che suscita. Poche, però, se non quasi inesistenti, sono, a livello italiano, le esperienze di effettivo raccordo tra le due agenzie educative, da cui partire e con cui confrontarsi nella prospettiva della progettazione di un servizio per l’infanzia zero-sei.
Le ragioni che spingono verso la continuità dei due servizi sono molteplici e spesso intrecciate tra loro (a considerazioni educative si aggiungono prese di posizione politiche e a queste si sommano esigenze amministrative e sindacali). (…)

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Vacciniamo i bambini contro la miseria economica e culturale.

Arturo Ghinelli
Il 20 novembre dalle 8 alle 9 di mattina verrà distribuito the caldo e biscotti davanti all’asilo nido Triva a Modena ai genitori e ai cittadini che firmeranno la richiesta alla Giunta comunale di non procedere alla chiusura dei nidi comunali e in particolare del nido Triva, in cui è rimasta una sola sezione.

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Continuità educativa

Elena Tavoni intervista Nice Terzi
Se parliamo di continuità educativa tra Nido d’infanzia e scuola dell’infanzia, quali possono essere gli intenti progettuali?
Se si parla di continuità educativa, più che analizzare e confrontare progetti educativi mi sembra necessario fare lo sforzo di esplicitare le intenzioni educative che li motivano, di mettere queste a confronto e di cercare in esse quella continuità che mantiene una coerenza educativa pur nella diversificazione delle scelte e dei progetti.
È questo un impegno metodologico importante che sta alla base della progettazione e del lavoro di gruppo del nido e della scuola dell’infanzia all’insegna di ciò che amo chiamare “coerenza educativa”.

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La programmazione in asilo nido

Augusta Foni

La programmazione educativa si impone come uno dei nuclei centrali dell’attuale dibattito sul nido, con una onnipresenza nei contesti più diversi che rende spesso difficile l’identificazione di quello che è in realtà realizzata, aspirazione, prospettiva culturale, operazione tecnica ed esperienza di lavoro.
Mi propongo di dare qualche elemento per cogliere questi aspetti nella realtà del nido, a partire dall’elaborazione che negli anni scorsi ha portato gli operatori a enucleare alcuni temi e contenuti tipici e ad abbozzare gradatamente in rapporto ad essi un approccio più sistematico, in cui hanno incominciato ad articolarsi finalità, strumenti e procedure, modalità di verifica.

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Bastano un paio di firme

Zygmunt Bauman
Bastano pochi minuti e un paio di firme per distruggere ciò che aveva richiesto migliaia di cervelli e un numero doppio di mani e molti anni per essere costruito. Questa fulmineità è, forse, il lato più attraente della distruzione, il più terrificante e infame, e nondimeno indomabile – benché in nessun’altra epoca questa tentazione sia risultata più irresistibile di quanto avvenga nelle nostre attuali vite di corsa e nel nostro mondo ossessionato dalla velocità.

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Tremate bambini, arriva Renzi

Arturo Ghinelli
Renzi ha detto che in Italia c’è un milione di bambini poveri che vanno aiutati dal governo.
Poiché a suo tempo sono stato bambino povero anch’io, provo a ricordare come ho vissuto la mia povertà.

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La giornata delle bambine

Cinzia Mion
Il giorno 11 ottobre si celebra la Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze voluta dall’Onu quattro anni fa e che speriamo continui a essere ricordata non come una festa ma come un monito a sostenere e a rispettare le piccole donne, all’interno della più grande campagna per i diritti delle bambine, diritti ancora oggi non pienamente riconosciuti a livello di politiche e pianificazioni internazionali ma ancora di più calpestati a livello di culture antropologiche diverse e consuetudini tramandate.

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Un giorno all’anno

di Francesco Caggio
Ci sono giorni qualunque?
“Come accade la vita? È una questione di cui mi sono preoccupata presto… La vita si compone di innumerevoli, microscopici frammenti temporali. . .? Strano allora che non riusciamo a coglierla Dobbiamo riconoscere che è qualcosa di più della somma degli attimi. Più anche della somma di ciascun giorno. A un certo punto inavvertitamente, tutti questi giorni si trasformano in tempo vissuto”

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Perché dobbiamo raccontare storie ai nostri bambini

Massimo Ammanniti
Una ricerca americana conferma che i piccoli a cui gli adulti leggono favole, sviluppano maggiori capacità intellettive
Per generazioni e generazioni i genitori hanno giocato con i figli che iniziano a comprendere le parole, insegnando le parole delle illustrazioni dei libri che vengono poi ripetute dai bambini. Quando poi i bambini crescono i genitori raccontano oppure leggono delle storie o delle favole.

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Il ruolo della famiglia nel progetto educativo del nido

Loris Malaguzzi
Ogni riflessione che faccia riferimento all’asilo nido deve scontare difficoltà e limiti oggettivi che si connettono alla natura stessa dell`istituzione: per come è nata, come si è sviluppata, come ha mancato ai suoi obiettivi programmatici, dove si è distribuita e dove no, dove è stata trafugata e adattata ad altre destinazioni, dove sopravvive e cerca, come qui, il suo rafforzamento qualitativo, dove purtroppo ha smesso di funzionare, dove lo stato giuridico degli educatori è rispettato e dove no, dove il raccordo legislativo tra regioni e comuni funziona e dove no. E resta, come sua antica dannazione, quel suo essere classificato come servizio a domanda individuale – un atto blasfemo -che spesso inevitabilmente la conduce a una discriminazione dell’utenza e a una disattesa dello spirito della Legge 1044 del 1971.

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E’ nato e chiede asilo.

Arturo Ghinelli
E’ nato un bambino.
Mamma e papà sono contenti. I nonni danno segni di smarrimento della ragione.
Le maestre gioiscono al pensiero che aumenta la materia prima del loro lavoro.

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Una legge tutta da fare

Ferruccio Cremaschi
Della proposta di legge (prima 1260, poi “buona scuola” legge 107 del 13/07/2015) se n’è parlato molto. Ci si è impegnati moltissimo per cercare di inserire e conservare punti ritenuti qualificanti. Per oltre un anno c’è stato un grande impegno a molti livelli di cittadini/e attenti/e all’infanzia per sostenere un disegno di legge che si proponeva di aggiornare la normativa sul Nido (dopo oltre quarant’anni dalla legge istitutiva) e di avviare una prima riflessione sui diritti all’educazione dei bambini e delle bambine fin dalla nascita. Poi i testi ci sono cambiati tra le mani. Sembrava che … e poi sembrava …

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