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Progetto pedagogico 0/6 tra natura e cultura

Progetto pedagogico 0/6 tra natura e cultura

Aprire le porte di servizi all’infanzia, in questo caso privati, alla cittadinanza, alle famiglie, significa accogliere persone e condividere pensieri, azioni, modalità e strategie educative; significa rendere pubblica la cultura dei servizi all’infanzia; significa rendere trasparenti i percorsi di crescita, di ricerca, di autonomia e di sviluppo armonico delle bambine e dei bambini che abitano questi luoghi.

Francesca Peron ci racconta il “Progetto pedagogico 0/6 tra Natura e Cultura” della Cooperativa Cianfry

Un laboratorio esperienziale: le parole del cibo

Un laboratorio esperienziale: le parole del cibo

Il cibo è alimento ma è anche cultura, come abbiamo sperimentato durante le festività. Roberta Nepi propone un approccio interculturale al cibo, da sperimentare con i bambini, per apprendere l’italiano come seconda lingua.

L’attenzione alla creatività e la centralità del bambino, alla base della pedagogia nell’educazione alla prima infanzia, si uniscono in questo laboratorio con la fiducia nella didattica esperienziale, nel learning by doing, che attraverso la manipolazione, costruzione e realizzazione pratica coinvolge tutti i canali sensoriali, per passare poi gradualmente al livello astratto della lingua.

Niente baci (di cioccolato) ai bambini

Federico Rampini

Il divieto è scattato a scuola: pericolo allergie. È solo un esempio dell’ultima mania degli Usa: proteggere i piccoli da (quasi) tutto.

È severamente vietato portare i Baci Perugina a scuola. Non sta proprio scritto su un cartello all’ingresso, ma è come se. La scuola di New York dove lavora mia moglie ha diramato ai prof un lungo elenco di prodotti pericolosissimi, che devono stare alla larga dal perimetro dell’istituto. I Baci Perugina sono tra quelli. Contengono nocciole, e chi ha un’allergia o comunque un’insofferenza alimentare…

Il cibo locale nella ristorazione scolastica, a partire dai servizi per l’infanzia

Giovanni Faedi richiama all’esigenza di rifondare le nostre abitudini alimentari, a partire dai più piccoli e dalle loro famiglie, secondo criteri di salute personale e di sostenibilità ambientale. Le motivazioni che adduce a scelte alimentari sane e corrette non sono banali e folkloristiche bensì scientificamente fondate: il recupero della territorialità dei cibi consente, oltre a favorire l’occupazione locale, di recuperare il contatto fisico con gli ambienti naturali, di tutelare la biodiversità, e di ridurre il consumo energetico.


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