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Gioco della sabbia: tanto per capire qualcosa

Lella Ravasi Bellocchio

Nasce da un test inglese, “il gioco del mondo”, della pediatra Loewenfeld, negli anni Trenta, questo gioco-costruzione delle immagini come rappresentazione simbolica. Viene poi raccolto, arricchito e in qualche modo reinventato da Dora Kalff, allieva di Carl Gustav ed Emma Jung. Con il timbro pionieristico di cui era capace, Dora Kalff collaborava con il Kantonsspital di Zurigo, lavorando in particolare con pazienti intrattabili con cure normali, sofferenti di malattie psicosomatiche, risolvendo casi impossibili. La cosa mi interessava molto. Ero affascinata dalle immagini, dalle diapositive che Dora Kalff mostrava raccontando la patologia e la cura, come lo ero dal suo studio ricavato all’interno di una casa del Seicento vicino a Zurigo, una casa con un’impronta, un’aria quasi “magica”, come ancor più mi appare oggi che so, da poco, che lì aveva vissuto Goethe. Un altro mondo.

Per un’ infanzia quattro volte A: Autentica, Autonoma, Ambiente, Avventura.

Franco Frabboni 4.2 Bambini Autonomi Il Progetto/tre-sei di Loris Malaguzzi pone alla seconda rotonda l’infanzia targata Autonomia. (….) Parliamo di bambini seri, concentrati e protesi con tutte le loro forze a ingrandire – da soli – gli orizzonti alfabetici e lunari. E’ un’infanzia che ha una irresistibile voglia di osservare il

Progetto pedagogico 0/6 tra natura e cultura

Aprire le porte di servizi all’infanzia, in questo caso privati, alla cittadinanza, alle famiglie, significa accogliere persone e condividere pensieri, azioni, modalità e strategie educative; significa rendere pubblica la cultura dei servizi all’infanzia; significa rendere trasparenti i percorsi di crescita, di ricerca, di autonomia e di sviluppo armonico delle bambine e dei bambini che abitano questi luoghi.

Francesca Peron ci racconta il “Progetto pedagogico 0/6 tra Natura e Cultura” della Cooperativa Cianfry