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La condivisione di attività e di attenzione fra i bambini nella prima infanzia: la dimensione spaziale nel setting pedagogico e il ruolo dell’educatore

Lo studio propone un’analisi dei processi attraverso i quali gli aspetti materiali e simbolici dell’ambiente interagiscono con le attività dell’educatore, determinando l’esperienza del bambino in un centro per la prima infanzia. Quest’analisi riveste un interesse particolare sia per la pratica educativa sia per la comprensione dei processi di sviluppo nel secondo anno di vita dei bambini. In questo periodo avvengono dei cambiamenti importanti nell’interazione dei bambini con la componente fisica e sociale dell’ambiente circostante, per quanto riguarda il loro sviluppo cognitivo e l’acquisizione della capacità di muoversi autonomamente.

Imparare da piccoli e piccolissimi

Come imparano i bambini piccoli?

Tutti concordiamo sul fatto che nei primi 3-4 anni di vita il bambino “impara” molto di più che in qualunque periodo successivo, e quest’apprendimento avviene in una serie di campi molto diversi fra loro. Ma… come imparano i bambini tutte queste cose? Siamo abituati a pensare che gli adulti insegnino ai bambini, e abbiamo una certa idea di cosa vuol dire insegnare. Però molto poco di quello che i bambini imparano in questi anni dipende da un insegnamento esplicito, formale da parte degli adulti: come si insegna a un bambino a camminare? E a parlare? Certamente, possiamo “stimolare” in tanti modi l’apprendimento del linguaggio, ma chi e come insegna ai bambini l’accento locale con cui parlano l’italiano (o qualunque altra lingua)? Eppure tutti lo imparano!

Condizioni che influenzano lo sviluppo motorio

Come assicurare al bambino il sostegno dell’adulto in questo “cammino verso il cammino”, organizzando fin dall’inizio del suo percorso verso questa momento cruciale di sviluppo, risposte e condizioni adatte a un agire libero e indipendente? Quale immagine di bambino è sottesa alle pratiche del “ movimento libero” fin dalla nascita ? Su questo tema la ricerca e la pratica di Emmi Pikler hanno lasciato il segno nella storia della psicopedagogia infantile. I suoi principi e riflessioni, sia per educatori sia per genitori, relativi allo sviluppo autonomo dei movimenti nei primi anni di vita del bambino, sono stati ripresi e reinterpretati da moltissimi servizi educativi a livello nazionale e internazionale, andando a costituire uno dei fondamentali tasselli della cultura pedagogica d’infanzia, in particolare per la fascia dei lattanti.

Per un’ infanzia quattro volte A: Autentica, Autonoma, Ambiente, Avventura.

Franco Frabboni 4.2 Bambini Autonomi Il Progetto/tre-sei di Loris Malaguzzi pone alla seconda rotonda l’infanzia targata Autonomia. (….) Parliamo di bambini seri, concentrati e protesi con tutte le loro forze a ingrandire – da soli – gli orizzonti alfabetici e lunari. E’ un’infanzia che ha una irresistibile voglia di osservare il

Progetto pedagogico 0/6 tra natura e cultura

Aprire le porte di servizi all’infanzia, in questo caso privati, alla cittadinanza, alle famiglie, significa accogliere persone e condividere pensieri, azioni, modalità e strategie educative; significa rendere pubblica la cultura dei servizi all’infanzia; significa rendere trasparenti i percorsi di crescita, di ricerca, di autonomia e di sviluppo armonico delle bambine e dei bambini che abitano questi luoghi.

Francesca Peron ci racconta il “Progetto pedagogico 0/6 tra Natura e Cultura” della Cooperativa Cianfry