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Telecamere 1

Arturo Ghinelli

Il pedagogista Daniele Novara boccia come «follia» la legge appena approvata dalla Camera, che consente l’installazione di telecamere di videosorveglianza in asili, scuole, istituti per anziani e disabili allo scopo di prevenire abusi e maltrattamenti. «I bambini sono sicuri quando hanno buone maestre. Bisogna ripartire dalla selezione e dalla formazione, le telecamere sono una scorciatoia. I maltrattamenti capitano in tutto il mondo, noi siamo i primi a pensare di risolverli con le telecamere: o siamo i più furbi o siamo i più cretini»

Assistenza o educazione? I bisogni dei bambini come base per pensare ai servizi per I’infanzia


Ida Finzi, psicologa e psicoterapeuta

Ho cercato di pensare al tema di oggi partendo da quello che è stato il mio percorso e quindi dall’angolatura della psicologia dell’infanzia. Ho lavorato per più di trent`anni nei servizi pubblici di Milano nell’area della psicologia materno-infantile; ero prima nei Servizi Medico-Psico-Pedagogici Comunali, poi Ussl poi Asl; ho fatto tutto il percorso dei Servizi Territoriali e ripensando a partire da questa esperienza mi sono venute in mente alcune osservazioni.

Strumenti e tecniche di promozione e comunicazione strategica dei servizi educativi

Paola Toni
Ogni situazione che si vuole promuovere richiede la scelta del canale e dello strumenti specifico e il piano di comunicazione che li ingloba deve essere portato a conoscenza di tutto il personale e meglio se condiviso.

I luoghi del crescere. Nidi e Sezioni Primavera: esperienze a confronto

Milena Manini

I primi anni del nuovo secolo hanno ricollocato in primo piano, dal punto di vista politico culturale e legislativo, il tema dell’educazione dell’infanzia da zero a sei anni, questione rimasta tendenzialmente in ombra dopo l’esaurimento dell’imprinting progettuale ed economico della legge n. 285/1997. Le sue deliberazioni permisero il riconoscimento e il consolidamento del sistema dei servizi secondo una duplice direzione: una educativa, caratterizzata dalla compresenza di nidi, scuole dell’infanzia, tipologie integrative e tipologie sperimentali ed una politica organizzativa di con-correnza gestionale tra sistema pubblico e sistemi privati.

Più teoria per lavorare meglio

Laura Benigni

Contrariamente a quello che si sente ripetere, ciò di cui il nido manca di più è la teoria; più teoria serve a chi lavora dentro il nido, e a chi fa della ricerca, anche se c’è controversia su certi termini: per esempio su ciò che è “scientifico” oppure no. Comunque la mia sensazione è che ci vuole più teoria per gli amministratori, per chi lavora dentro il nido; più teoria e più condivisione di ruoli anche all’interno di circoli specifici, di mestieri chiamati a produrre ricerca sull’infanzia