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L’individuo non vive secondo ciò che sarà, ma secondo ciò che è

Intervista a Arianna Saulini a cura di Enrica Fontani

Supportare il bambino ad apprendere, conoscere, socializzare, a rafforzarsi emotivamente fa parte del ruolo che ogni professionista dell’educazione ha per contrastare la povertà educativa.

“L’individuo non vive secondo ciò che sarà, ma secondo ciò che è”.
Questo principio, dal quale prende l’avvio il pensiero e l’attività di Korczak, mette in luce la drammaticità delle condizioni di molti bambini di oggi.


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Garantire i diritti

In una società “liquida” come sta diventando l’Italia, non basta affermare i diritti (in questo caso di tutti i bambini a frequentare la scuola senza rinunciare avere una scuola di alta qualità).

Situazioni critiche si presentano continuamente e richiedono una riflessione attenta per dare risposte adeguate alle specifiche realtà. Non esiste un’unica soluzione, non sono i bambini che debbono adattarsi alle strutture, ma va rimessa in discussione questa organizzazione se non risponde ai “diritti” di bambini e bambine concreti e reali.

Oggi alla ribalte delle cronaca è la situazione di Monfalcone (che documentiamo con un articolo del Corriere della sera, la lettera del garante e una lettera del movimento nato in risposta al’iniziativa dell’Amministrazione locale), ma molte sono le città già investite dal problema o che saranno coinvolte nel prossimo futuro.

Quando abbatteremo i muri della diffidenza e dell’estraneità?

di Umberto Galimberti Non bastano l’integrazione e neppure l’assimilazione dello straniero. Quel che occorre è il reciproco riconoscimento. Se è vero, come riferisce il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), che noi occidentali, per mantenere il nostro attuale livello di vita, abbiamo bisogno dell’80% delle risorse della terra,

Se si è cresciuti in una comunità, non è possibile essere stranieri

Umberto Galimberti Bambini che hanno frequentato le stesse scuole e acquisito gli stessi insegnamenti dei nostri vanno riconosciuti come italiani.   Il problema dell’immigrazione e dell’accoglienza può trovare più facilmente una soluzione se smantelliamo alcuni stereotipi, come la nostra presunta “identità nazionale”, enfatizzata dal fascismo che si rifaceva ai fasti

Hanno vinto i bambini. Perché nessuno nasce di serie B

“Padri gay, via libera all’adozione”. La rivoluzione scritta dai giudici.

Il Tribunale di Firenze riconosce il diritto a due coppie: è la prima volta in Italia.

Michela Marzano

Il riconoscimento da parte del Tribunale per i minorenni di Firenze dell’adozione di due bambini da parte di una coppia gay non è soltanto un passo avanti nel riconoscimento dei pari diritti per le coppie eterosessuali e omosessuali.

Se serve il giudice per affermare un diritto di tutti

Chiara Saraceno

Tutti i bambini dall’anno in su in Germania hanno in linea di principio diritto ad avere un posto al nido. Questo diritto è stato introdotto nel 2013 non solo per favorire l’occupazione delle madri e il loro ritorno al lavoro dopo 1’anno di congedo ben remunerato cui hanno diritto dal 2007, ma per ridurre le disuguaglianze di partenza tra bambini, offrendo a tutti, indipendentemente dalla condizione lavorativa della madre e dalle condizioni famigliari, pari opportunità educative.