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Arte contemporanea e integrazione, esperienza biennale nelle scuole di Bra

Cristina Testa

La scuola dell’infanzia di zona Montecatini sorge nel cuore del quartiere oltre ferrovia di Bra. Nel corso degli ultimi anni il quartiere si è popolato di numerose famiglie straniere e la scuola ha visto aumentare la presenza di alunni stranieri, mentre le famiglie italiane hanno iniziato a preferire scuole collocate in altre zone della città.

La scuola, con le sue insegnanti, ha sentito il bisogno di confrontarsi con una situazione sociale e professionale talvolta carica di difficoltà ma straordinariamente stimolante dal punto di vista pedagogico. Decisa ad assumere un atteggiamento positivo di fronte al cambiamento e di fare del multiculturalismo un punto di forza e di ricchezza, rendendo la scuola oltre ferrovia non più la scuola degli stranieri ma la scuola dove si parlano tante lingue, dove si sperimenta e dove si cerca l’incontro tra culture diverse.

L’arte e il suo linguaggio universale e internazionale, capace di superare qualsiasi differenza di lingua e di cultura è stata il filo conduttore di tutto il percorso permettendo così ai bambini di esprimere non solo la loro creatività ma dando un’opportunità in più di esprimersi, di acquisire competenze, comunicare, di cogliere nelle diverse culture gli elementi più fecondi per costruire un progetto comune.


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QUIsSI CRESCE! Un percorso di comunità educante che ha il respiro di una visione

Anna Pisani - Responsabile comunicazione QUIsSI CRESCE!

A Macerata istituzioni, genitori, insegnanti e educatori riprogettano e trasformano insieme gli spazi esterni come luoghi di connessione tra i servizi educativi e la città, ampliano i servizi educativi e integrativi per famiglie anche fuori dai circuiti educativi classici, privilegiando il dialogo intergenerazionale. Il progetto QUIsSI CRESCE! è sostenuto da Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile


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Una didattica per i bambini di cinque anni

Giovanna Criscione

Ogni adulto che si occupa di educazione, genitore, educatore, docente, dirigente o coordinatore, si è interrogato, almeno una volta, sulla possibilità dell’anticipo scolastico, sull’opportunità di intraprendere nel corso della scuola dell’infanzia percorsi formalizzati di insegnamento-apprendimento dell’italiano, sulla correttezza di azioni e progetti che “preparano” i bambini alla scuola primaria. L’autrice, con il suo sapere esperto, offre importanti elementi di riflessioni su questioni di non poco conto nel percorso educativo vissuto dai bambini dalla scuola dell’infanzia a quella primaria.


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Gli invarianti pedagogici

Diana Penso rilegge i cambiamenti che il Decreto 65/2017 può indurre alla luce degli invarianti pedagogici di Celestine Freinet.Attraverso la centralità dell’ascolto e della relazione, l’importanza fondamentale del corpo, la costruzione di condizioni organizzative appropriate e l’osservazione, la progettazione e la valutazione il Nido e la Scuola d’infanzia hanno la possibilità di interpretare e scrivere un curricolo verticale che risponda alle esigenze formative dei bambini dagli zero ai sei anni.


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Cari insegnanti, ripensiamo il nostro ruolo per costruire il dialogo

Cari insegnanti, ripensiamo il nostro ruolo per costruire il dialogo

Lettera aperta di Franco Lorenzoni, maestro elementare, per una scuola che contribuisca alla costruzione di una società aperta
di FRANCO LORENZONI

Care colleghe e colleghi insegnanti,
come tanti, mi domando in questi mesi cosa sia possibile fare per arginare la crescente intolleranza verso chi emigra nel nostro Paese. Il clima sociale sta mutando a una velocità impressionante. La mentalità intollerante e razzista sta crescendo intorno a noi: è un dato di fatto. Come educatore, non posso accettare che una ragazza di Milano che ha il padre africano confessi a sua madre di aver paura a uscire di casa. Credo che, per contrastare il veleno del razzismo, noi insegnanti siamo chiamati a ripensare il nostro ruolo. Abbiamo responsabilità ineludibili riguardo alla difficile costruzione di una società aperta.