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Visioni di culture dell’infanzia 0/6 e oltre

Il progetto di “Casa-Officina”, centro educativo interculturale, ci racconta come una risposta alle esigenze del territorio e della comunità possa arrivare dal privato sociale, in collaborazione col sistema pubblico.
Nell’esperienza di Palermo si realizza con l’attivazione di un servizio integrativo un centro di educazione sperimentale con specificità interculturali (biblioteca multilingue) ed ambientali (la coltivazione dell’orto).

Educazione, terra, natura – Programma

  Libera Università di Bolzano – Campus di Bressanone, viale Ratisbona, 16I – 39042 Bressanone Convegno internazionale1-3 dicembre 2016 Bressanone Giovedì 1 dicembreSessione plenaria – Aula Magna14,30/15,00 Accoglienza dei partecipanti con immagini e microstorie che raccontano idee di paesaggi, luoghi e relazioni con la natura.15:00 – 15,30 Saluti delle Autorità15,30 Educare

“Green educational questions map” – L’esperienza: Le domande che nascono in un contesto naturale-rurale

Dall’esperienza al torrente nascono dai bambini le “green questions”, le domande che la natura stessa sollecita.

Dalla documentazione dell’esperienza provengono le riflessioni sul ruolo didattico e pedagogico di queste domande.

Il cibo locale nella ristorazione scolastica, a partire dai servizi per l’infanzia

Giovanni Faedi richiama all’esigenza di rifondare le nostre abitudini alimentari, a partire dai più piccoli e dalle loro famiglie, secondo criteri di salute personale e di sostenibilità ambientale. Le motivazioni che adduce a scelte alimentari sane e corrette non sono banali e folkloristiche bensì scientificamente fondate: il recupero della territorialità dei cibi consente, oltre a favorire l’occupazione locale, di recuperare il contatto fisico con gli ambienti naturali, di tutelare la biodiversità, e di ridurre il consumo energetico.


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Due progetti educativi tra “micro” e “macro”, elementi in comune e prospettive diverse

Enrica Fontani

 

Dall’esame di alcuni punti di contatto e di altrettanti elementi di differenza tra due progetti, rivolti ai bambini di scuola dell’infanzia e di nido, scaturiscono alcuni ragionamenti sui bisogni dai quali prendono l’avvio le due proposte, sui destinatari ai quali si rivolgono, sul modo di procedere e di documentare le iniziative. Questo ci fa riflettere sul fatto che un progetto, se ben concepito e condotto, sia qualcosa di “vivo” e rispondente al contesto in cui si svolge e ai protagonisti che lo animano.


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Progetto “Eat with your mind”

Il Comune di Genova da tempo si pone come obiettivi: favorire l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute, garantire attraverso il Servizio Ristorazione la sicurezza alimentare delle mense scolastiche, incentivare l’adesione a progetti di corretta gestione dei rifiuti e lotta agli sprechi. Dunque sensibilizzare la cittadinanza all’importanza del mangiar sano, del recupero dei vecchi sapori e dei piatti tradizionali ed oggi ritiene che si debba fare un ulteriore passo che coinvolga i grandi, ma soprattutto i piccoli: modificare le abitudini alimentari quotidiane cercando di accostarle ai concetti del “buono”, “pulito” e “giusto”.