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“Green educational questions map” – L’esperienza: Le domande che nascono in un contesto naturale-rurale

Dall’esperienza al torrente nascono dai bambini le “green questions”, le domande che la natura stessa sollecita.

Dalla documentazione dell’esperienza provengono le riflessioni sul ruolo didattico e pedagogico di queste domande.

Il cibo locale nella ristorazione scolastica, a partire dai servizi per l’infanzia

Giovanni Faedi richiama all’esigenza di rifondare le nostre abitudini alimentari, a partire dai più piccoli e dalle loro famiglie, secondo criteri di salute personale e di sostenibilità ambientale. Le motivazioni che adduce a scelte alimentari sane e corrette non sono banali e folkloristiche bensì scientificamente fondate: il recupero della territorialità dei cibi consente, oltre a favorire l’occupazione locale, di recuperare il contatto fisico con gli ambienti naturali, di tutelare la biodiversità, e di ridurre il consumo energetico.


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Due progetti educativi tra “micro” e “macro”, elementi in comune e prospettive diverse

Enrica Fontani

 

Dall’esame di alcuni punti di contatto e di altrettanti elementi di differenza tra due progetti, rivolti ai bambini di scuola dell’infanzia e di nido, scaturiscono alcuni ragionamenti sui bisogni dai quali prendono l’avvio le due proposte, sui destinatari ai quali si rivolgono, sul modo di procedere e di documentare le iniziative. Questo ci fa riflettere sul fatto che un progetto, se ben concepito e condotto, sia qualcosa di “vivo” e rispondente al contesto in cui si svolge e ai protagonisti che lo animano.


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Progetto “Eat with your mind”

Il Comune di Genova da tempo si pone come obiettivi: favorire l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute, garantire attraverso il Servizio Ristorazione la sicurezza alimentare delle mense scolastiche, incentivare l’adesione a progetti di corretta gestione dei rifiuti e lotta agli sprechi. Dunque sensibilizzare la cittadinanza all’importanza del mangiar sano, del recupero dei vecchi sapori e dei piatti tradizionali ed oggi ritiene che si debba fare un ulteriore passo che coinvolga i grandi, ma soprattutto i piccoli: modificare le abitudini alimentari quotidiane cercando di accostarle ai concetti del “buono”, “pulito” e “giusto”.