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Per narrare le infanzie

Marco Veglia

L’autore racconta della fascinazione condivisa che si determina quando un adulto legge una storia ad un bambino. Afferma che leggere è imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi, a leggere e leggersi, attraverso la differenza dell’altro, attraverso la narrazione si realizza una corrispondenza tra scoprire e lasciarsi scoprire, configurare e configurarsi.

Costruire una Cittadinanza attiva a partire dalle bambine e dai bambini tra 0 e 6 anni

Elena Mignosi

La cittadinanza attiva nasce in una cornice democratica e partecipativa. I servizi educativi sono la prima palestra di esperienze significative con i pari e di esercizio di diritti e di democrazia diretta.

Come si costruisce in una cornice democratica e partecipativa la cittadinanza attiva fin dalla primissima infanzia? Che ruolo hanno i servizi educativi e gli adulti in questo processo?

Proveremo a rispondere a queste domande nella convinzione che un cambiamento sociale e culturale sia possibile solo a partire da una nuova attenzione ai bambini nei primi sei anni di vita e dalla diffusione di una cultura dell’infanzia e per l’infanzia.

Il mio sogno per le bambine e i bambini di Palermo: un centro di laboratori esperienziali dedicati all’infanzia

Giovanna Marano

Il mio sogno per le bambine e i bambini di Palermo: un luogo tutto per loro, dedicato alle attività creative, alle esplorazioni percettive, alle variazioni immaginative, grafiche, verbali, alle suggestioni narrative e sensibili che possono aiutare le nuove generazioni a crescere meglio.


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Il sistema educativo 0/6 nella città di Palermo
Quale continuità 0/6?

Concetta Monachello

Il D.lgs n 65/2017 che istituisce il Sistema di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni rimette in campo alcuni problemi da sempre aperti, primo fra tutti quello dei rapporti fra nido e Scuola dell’infanzia e, quindi, della continuità educativa. Questione che oggi, più che mai, prestandosi a troppe interpretazioni, chiede si faccia chiarezza intorno al suo significato e senso.


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Narrare, educare, curare

Silvana Nicolosi

Il contributo mette in luce i nessi tra la narrazione, l’educazione e la cura.

La narrazione rappresenta il luogo d’origine dell’individuo, si intreccia con l’educazione dal momento che il pensiero narrativo organizza e dà senso all’esperienza umana, esercita il sentire comune e aiuta a riconoscersi nell’universalità dell’esperienza; inoltre le storie aiutano il bambino a raccontare la propria e “curano l’anima” attraverso la relazione terapeutica che si instaura tra l’adulto che legge il bambino che ascolta.


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Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

Laura Malavasi

(dall’introduzione del libro di prossima uscita Fuori mi annoio. Spunti educativi, suggestioni e strumenti di lavoro per vivere gli spazi aperti superando la paura (degli adulti) di annoiarsi).

Siamo pellicani o black skimmer? Ossia ci immergiamo completamente nella natura o ne sfioriamo solo la superficie? Seguiamo l’itinerario concettuale dell’autrice per scoprire la valenza educativa del dentro e del fuori e rivalutare un apprendimento, quello dello “stare fuori”, che è concedersi di fare errori e darsi tempo.

Narrare l’infanzia attraverso le immagini

Manuela Cecotti
La forza della fotografia per la cultura dell’infanzia
“Quali bambini narriamo quando li rappresentiamo attraverso le immagini?” Questo interrogativo accompagna l’autrice nella sua analisi delle fotografie dell’infanzia, che tendono a rispondere più alla suggestione degli adulti che corrispondere ad un momento costruttivo della vita. La fotografia può rivelarsi uno strumento decisamente prezioso proprio per cambiare punto di vista,e dal racconto fotografico degli educatori può prendere il via un modo più autentico di presentare l’infanzia, attraverso i cento linguaggi che i bambini sono in grado di mettere in campo.


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La vita professionale dei docenti di scuola dell’infanzia: una testimonianza tra esperienza, formazione formale e informale e professionalità

Maria Raffaella Pagliusi

La vita professionale delle persone per le quali “essere a scuola non è un tempo e uno spazio residuale, ma un tempo e uno spazio di vita tra altri tempi e spazi di vita” dovrebbe essere un incessante percorso formativo, costituito da interventi formali e informali. La scuola dell’infanzia si prenda cura dei propri insegnanti, il profilo professionale richiesto potrebbe costituire un parametro significativo per tutti gli altri ordini di scuola.


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