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L’inizio della solidarietà (togetherness) nel gioco condiviso fra bambini nella prima infanzia

Sylvie Rayna

Lo scopo di questo articolo è di illustrare la nozione di solidarietà (togetherness) attraverso le osservazioni raccolte nei centri per la prima infanzia durante gli studi condotti nel quadro teorico del costruttivismo Piagetiano. L’articolo riguarda l’inizio di questo fenomeno, studiato osservando i bambini sotto i 3 anni di età, nella loro dimensione cognitiva. Esso evidenzia una capacità precoce nei bambini piccoli, di penetrare il mondo dell’intersoggettività fornendo delle indicazioni per favorire lo sviluppo di queste competenze nei servizi per la prima infanzia.


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Genitori formatori dei professionisti che si occupano di rapporti umani

Augusta Moletto, Riziero Zucchi

“Le scienze dell’uomo hanno compiuto un’evoluzione che le ha condotte all’attuale specializzazione, ma nella loro essenza conservano tutti i valori della genitorialità”, a partire da questa affermazione gli autori delineano un percorso di miglioramento per gli educatori. La crescita degli adulti è possibile a condizione che si pongano nella prospettiva del professionista riflessivo, coltivino un “sapere situato, di analisi concreta di situazione concrete e di gestione condivisa dei processi”.


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Le parole dei bambini

Maria Pia Babini

L’ascolto dei bambini, oltre ad essere un atteggiamento etico degli adulti, li impegna dal punto di vista operativo e metodologico. Il progetto presentato scandisce i passaggi e valorizza i momenti peculiari dell’ascolto in favore del bambino, dell’adulto e del gruppo di lavoro.


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La PED-agògica musicale

Matteo Frasca pone come condizione del “fare musica” lo smantellamento degli stereotipi che ci accompagnano, la generica e diffusa affermazione di “non essere portati per la musica”. Un approccio connotato dall’autobiografia musicale porta il soggetto nel cuore della musica, gli permette di creare musica e di accompagnare i bambini nello stesso percorso.


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Una didattica per i bambini di cinque anni

Giovanna Criscione

Ogni adulto che si occupa di educazione, genitore, educatore, docente, dirigente o coordinatore, si è interrogato, almeno una volta, sulla possibilità dell’anticipo scolastico, sull’opportunità di intraprendere nel corso della scuola dell’infanzia percorsi formalizzati di insegnamento-apprendimento dell’italiano, sulla correttezza di azioni e progetti che “preparano” i bambini alla scuola primaria. L’autrice, con il suo sapere esperto, offre importanti elementi di riflessioni su questioni di non poco conto nel percorso educativo vissuto dai bambini dalla scuola dell’infanzia a quella primaria.


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Gli invarianti pedagogici

Diana Penso rilegge i cambiamenti che il Decreto 65/2017 può indurre alla luce degli invarianti pedagogici di Celestine Freinet.Attraverso la centralità dell’ascolto e della relazione, l’importanza fondamentale del corpo, la costruzione di condizioni organizzative appropriate e l’osservazione, la progettazione e la valutazione il Nido e la Scuola d’infanzia hanno la possibilità di interpretare e scrivere un curricolo verticale che risponda alle esigenze formative dei bambini dagli zero ai sei anni.


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