Login
Registrati
facebook
Google+

A proposito di Outdoor Education…

Lo sviluppo della capacità di rappresentazione mentale nell’esperienza robinsoniana
Walter Ferrarotti

La rappresentazione mentale è un’operazione che può avvenire in forme diverse e con diversi gradi di complessità: può riguardare semplici oggetti oppure azioni può fatti; può riferirsi a fatti di durata più o meno lunga, richiamati alla memoria, o a progetti di azioni con uno sviluppo più o meno complesso e prolungato. Questa operazione si avvale degli stimoli provenienti da tutti i canali percettivi e di tutte le operazioni che l’individuo compie nei processi di interazione con l’ambiente. Ciò significa che la rappresentazione mentale non avviene esattamente nello stesso odo in due individui diversi e che è fortemente influenzata dal modo di rapportarsi all’ambiente da parte di ciascun individuo.

Ambiente, Natura, Uomo, Sviluppo, termini dai significati estremamente labili.

Daniela Viroglio

 

Variabili in uso e abuso, teorie e prassi attribuite all’esigenza di salvaguardia del pianeta; spesso slogan di prodotti in vendita destinati a noi consumatori. Definizioni senza anima, che si adattano a tutti. Alibi per giustificare a Noi stessi scelte e comportamenti talvolta più per moda che per convinzione. Vita all’aria aperta, educazione out door “scoperte dell’ultima ora” per crescere meglio. L’esigenza di riscoprire la natura quale contesto indispensabile al benessere.

Attualità di pensiero? Nuova Educazione? Esigenza didattica di questo tempo?

Matrici sociali e culturali del pensiero di Walter Ferrarotti

Gianluigi Camera

Nessuno di noi è una monade “senza porte e finestre”come Leibniz sosteneva. Così almeno ci dice il comune sentire. Così comune da essere accettato come una tautologia. Da ciò deriva l’ interesse ad analizzare la pluralità di apporti sul piano sociale, culturale, esperienziale che ciascuno di noi può metabolizzare nell’ arco della propria formazione.

La formazione

Maria Grazie Tiozzo, responsabile pedagogica nei servizi educativi della Città di Torino.

 

Nella sua idea di scuola laboratorio, che doveva preparare alla vita sociale e al miglioramento della stessa società, gli adulti preposti a questa funzione non potevano giungere impreparati:

“L’educatore dovrebbe possedere e coltivare l’attitudine ad aggiornare e a migliorare le proprie conoscenze e capacità professionali …..la cultura specifica su problemi di pedagogia , psicologia e sociologia è ciò che contribuisce a fare di un adulto un educatore, non perché adulto in rapporto con bambini, ma perché possiede cultura e capacità con le quali crea condizioni di esperienze positive per lo sviluppo di coloro che gli sono affidati, perché ha acquisito tecniche di comunicazione che gli consentano di stabilire rapporti con bambini diversi, perché ha idee chiare su problemi sociali e propone delle scelte che rispondono ad esigenze di sviluppo della società”

L’esperienza dell’apprendimento scolastico come fucina di idee

Milva Capoia

I bambini che iniziano il nido e la scuola dell’infanzia hanno già un ricco patrimonio di idee, in forma non ancora astratta, che consente loro di essere molto attivi. Tale predisposizione all’attività, soprattutto quella esplorativa, investe tutti gli aspetti della loro personalità da quello motorio a quelli cognitivo ed affettivo, tenendo presente, in ogni caso, che tali distinzioni sono utili ai fini della scelta delle esperienze in cui coinvolgerli ma, in realtà, si tratta di funzioni che in modo contemporaneo e sinergico vengono utilizzate per la scoperta di sé e del mondo.

Incontro di riflessione nel decennale della scomparsa del Dottor Ferrarotti

Rinaldo Orsolani

In un’intervista di qualche tempo fa, Nicholas Negroponte, guru dell’informatica, dell’intelligenza artificiale e del machine learning, profetizzava per un futuro non lontano un mondo in cui “Non ci saranno differenze tra artificiale e naturale”, dove i due aspetti un tempo oppostisaranno indistinguibili” e dove “anche il latte potrà essere prodotto da una stampa 3D e non da una mucca”.

Nel decennale della scomparsa di Walter Ferrarotti, scenari come quelli disegnati da Negroponte ci ricordano quanto attuale sia ancor oggi il suo pensiero pedagogico.