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A settembre, priorità assoluta…forse è già emergenza.

Prima scena Sul treno Milano-Ventimiglia, prima classe, poca gente, un venerdì sera di fine maggio. Con voce cantilenante “Mamma…mammaaa… mi vedi? Guarda…..”. Come un mantra un bambino di circa 4 anni tenta di far vedere una pagina di un libro dove forse aveva fatto un disegno. Un po’ in piedi...


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Non parole ma immagini

Ornella Martini

La semplicità che tendiamo sbrigativamente ad attribuire alle immagini, talvolta in contrapposizione alla parola, è soltanto apparente. Ogni immagine è veicolo di molteplici significati e possibili interpretazioni, può, inoltre, raccontarci il mondo assumendo un alto valore etico oltre che estetico. Ecco che diviene un’urgenza l’educazione all’immagine, della quale Eco poneva già nel 1974 i capisaldi filosofici.


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Che cosa facciamo: Barbie o capelli?

Ornella Martini

Una riflessione che, a partire dalle profonde trasformazioni dei “giochi di oggi” rispetto ai “giochi di ieri”, invita ad un uso consapevole che valorizzi il potere educativo del digitale perché “una linea pedagogico-didattica può dare l’impronta a tutta la scuola e all’educazione nazionale solo se potrà ‘incorporare’ organicamente nella sua prassi, i mezzi e gli strumenti di informazione e di trasmissione che sono tipici della civiltà in cui viviamo. (Ciari, 2012. 178-179)”.

Lo specchio magico

Nel passaggio dal paradigma dell’intensità e della fatica al paradigma della leggerezza e dell’estensione non si può prescindere dall’interesse e dalla comprensione degli allievi, intercettata con il contatto e il dialogo, mantenuta viva con esperienze e storie che avvicinano, in una comune ricerca di senso.

Ornella Martini


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Apprendimento o addestramento?

Come uscire dall’”agonismo esistenziale strategico” che caratterizza ormai tutte le sfere del vivere e, in modo particolare, l’apprendimento? L’autrice suggerisce la via dell’istinto, dell’immaginazione, della creatività, degli affetti, delle avventure, delle grandi narrazioni emozionanti e dell’esplorazione libera, dimensioni che l’adulto deve garantire attraverso un investimento sul tempo necessario, e sugli spazi da esplorare, grandi, liberi, vari e nuovi.


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In punta di dita

Ornella Martini
L’intensa frequentazione del digitale e del virtuale da parte dei bambini porta un mutamento nel rapporto corpo e mente e, di conseguenza, nei modi dell’apprendere. Un atteggiamento di osservazione e indagine consente all’adulto di comprendere modi e significati del fenomeno e di rielaborare forme educative ad esso coerenti.