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Riqualificare gli spazi esterni: da dove partire?

Beatrice Vitali e Alberto Rabitti

In Italia c’è, da qualche anno, una tendenza diffusa a riqualificare gli spazi esterni dei servizi per l’infanzia, dopo che per decenni si è sviluppato lo sguardo sugli spazi interni.

Spesso però succede che il punto di partenza non è la vita reale dei bambini (dentro come fuori), ma aspettative e progetti adulti, con la conseguenza di realizzazioni anche interessanti e innovative in cui però i bambini faticano ad esserne i protagonisti, essendo lontane dalle reali esigenze di gioco.

La scuola a cielo aperto

Sarah Wauquiez

Una volta alla settimana la classe di Caroline, Anissa e Nicolas fa scuola all’aperto, negli immediati dintorni della scuola. I bambini giocano con i materiali che la natura propone, esplorano e scoprono il loro ambiente con tutti i loro sensi, si muovono.

Gran parte del tempo è dedicata al gioco libero, accompagnato dai due educatori, che in quelle fasi osservano in modo mirato ogni bambino e gli forniscono gli impulsi necessari per sostenerlo nel modo migliore nel suo apprendimento, e per preservare la naturale propensione ad apprendere dei bambini. La giornata è strutturata da un rito iniziale e conclusivo e da una breve attività guidata, che aiutano i bambini ad orientarsi nel tempo e forniscono alcune idee di attività.

Bambini protagonisti del proprio capolavoro formativo; costruire una scuola fatta di natura e di apprendimenti tra dentro e fuori

Laura Malavasi

Non si può pensare di costruire una scuola per il futuro che si svolga solo negli spazi interni, lasciando fuori dalla porta un contesto tra i più ricchi e complessi che si possa conoscere: la natura. La pedagogia dei capolavori parte dal concetto che i bambini possano essere i protagonisti dei loro apprendimenti che si realizzano in ogni luogo e in ogni tempo, tra fuori e dentro, sui libri e all’aperto.

Giochi rischiosi, proteggiamo troppo i nostri bambini?

Ellen Beate Hansen Sandseter

Diversi studiosi hanno mostrato che i bambini sono esploratori attivi, che spesso ricercano giochi rischiosi che possono coinvolgere attività fisiche rischiose e giochi in cui vengono messe alla prova la capacità di combattere e la forza fisica. (Ball, 2002; Readdick e Park, 1998; Sandseter, 2010b; S.J. Smith, 1998; Stephenson, 2003; Stine, 1997). In un classico sul gioco animale e umano, Aldis (1975) sottolinea che gran parte del gioco per i bambini è legata alla paura e che i più piccoli ricercano attivamente le sensazioni forti di situazioni che suscitano paura come appendersi e saltare dall’alto.

Vivere all’aperto…

L’équipe della scuola Valldaura, Barcellona Maria Arribas, Maria Jesús Echeverria, Laura Fernàndez-Cavada, Neus Garcia, Teresa Gené, Jeanne Hansen, Lourdes Pujalte, Ona Vargas.

“All’asilo comunale di Valldaura (Barcellona), trascorrere più tempo all’aperto presuppone che si prendano decisioni in merito alle pratiche educative all’aperto: attrezzature, materiali e relazioni costruiti in ambiente esterno aiutano a generare esperienze che favoriscono lo sviluppo e la trasmissione di rappresentazioni e abitudini più rispettose dell’ambiente e più sostenibili.”