Login
Registrati
facebook
Google+

Come ci prepariamo al nuovo anno?

Paola Toni

Formatrice


Promesse, promesse

La fine dell’anno impone bilanci e riflessioni. Induce a fare (ma soprattutto a farci) promesse di miglioramento. Tra le più pensate (e anche un po’ tra le più ingenue, ma auspicabili) ci sono l’aumento della pazienza, il raggiungimento di una molteplicità di maggiori conoscenze, ma ancora più difficile, imparare a prendere le cose con più leggerezza, non lasciarsi coinvolgere troppo dagli eventi … e sono solo alcuni esempi. Per ciascuno di noi sono diverse, nella tipologia e nell’intensità.

Vorrei   quindi proporVi alcune riflessioni su come è possibile raggiungere gli obiettivi/promessa che ci facciamo con meno fatica e maggiori risultati. Proviamo. Parto dal miglioramento professionale e dall’aumento di competenze. Può servire la formula dell’apprendimento. Eccola.

 

 

Il flusso di Knowledge (k) ovvero di conoscenze sta alla quantità di A (attenzione) moltiplicato per il t (tempo). L’ha proposta Idriss Aberkane neuroscienziato francesce di 31 anni al Festival della Scienza di Genova che ha sottolineato come l’attenzione e quindi il coinvolgimento, la curiosità, la motivazione fondamentale nei processi di apprendimento, siano manifestazioni facilmente verificabili nella corteccia cerebrale.

Il tempo è la variabile strategica. Una risorsa tiranna perché tutti lamentano di non averne mai abbastanza ma facciamo qualcosa per recuperarla?

Affrontiamo quindi i due temi legati all’apprendimento: attenzione e tempo.

 

Attenzione e amore

Kevin Kelly, guru della realtà virtuale (ultimo libro uscito a ottobre 2017 dal titolo “L’inevitabile” Ed. Il Saggiatore) dice “Saremo sempre dei principianti destinati a imparare. Ogni tecnologia ne porterà altre in un ciclo continuo”.

Non mi pare una brutta prospettiva, anzi. Ma se diamo retta alle neuroscienze, bisogna che ciascuno di noi aumenti la propria capacità di attenzione. In un dimensione quotidiana dai ritmi veloci recuperarla può sembrare difficile.

Ecco i suggerimenti: esercitarsi alla concentrazione, allenare la mente tutti i giorni e immaginare, pensare, elaborare molti pensieri intorno ad uno stesso tema. Spingere il ragionamento in profondità, non accontentarsi della prima idea che possiamo esprimere, cambiare il punto di vista, fare salti empatici mettendoci altri cappelli e dentro altri ruoli.

Ma questi molteplici impegni possono venire alleviati da quanto suggerisce Aberkane (“Liberate il cervello”, ed. Ponte alle Grazie): “Dato che l’ergonomia massima viene raggiunta quando ci si diverte, il gioco è uno strumento formidabile per catturare At”.

E questo possiamo farlo molto bene e non limitarlo solo al periodo delle festività. Ma l’attenzione ha anche a che fare con l’amore, infatti (suggerisce l’autore) quando “ci si innamora di una persona si ha voglia di dedicarle tutta la nostra attenzione e il nostro tempo…L’economia della conoscenza è una economia del piacere e dell’amore come già ci avevano spiegato Leonardo da Vinci e Vittorino da Feltre: non c’è eccellenza senza amore”.

Ora passiamo al tempo

 

Tempo e autodisciplina

Come fare per averne di più? Bisogna individuare i nostri ladri di tempo e autodisciplinarsi. Allenare la volontà (Roberto Assagioli, “L’Atto di volontà”, ed. Astrolabio) per regolamentarsi e motivarsi.

Bisogna dare valori elevati al proprio obiettivo e fare attenzione ai sabotatori interni che spesso sono più invasivi di quelli esterni. Quelli esterni forse si possono gestire con più facilità: il collega che arriva in ufficio e interrompe la vostra concentrazione, il parente sempre bisognoso di confidarsi e sfogarsi o anche amici che chiedono e pretendono di essere ascoltati e consolati. Tutti devono essere indotti a condividere un tempo che fissate insieme e che è conveniente per entrambi.

Ma i sabotatori interni? Rimugino o, come diceva Paul Watzlawick ruminazione, pensiero ossessivo che va su e giù e occupa la nostra mente per periodi che sono sempre troppo lunghi visto che l’unica utilità che hanno è quella di sfibrarci. E ancora il disordine, l’incapacità di assegnare un posto alle cose. E il cellulare sempre acceso…

Forse i ladruncoli più agguerriti sono i social. Quanto tempo passate su Facebook, Instagram, Linkedin? O sul web?

Oggi possiamo accedere ad una quantità di informazioni inimmaginabile sino a pochi anni fa. Quindi

l’aumento di conoscenza rispetto al passato è altamente facilitato. Ma sono aumentate le responsabilità nella gestione della propria vita e del proprio lavoro che vanno dall’essere abili nel concedersi pause di silenzio, nel saper scegliere “quali saperi” ci servono e non lasciarsi travolgere dal mondo infinito del web, affascinante ma esagerato, a non disdegnare i social e quel concetto di comunity ma all’interno di un tempo definito, a privilegiare le relazioni d’incontro nella comunità reale e creare una interezza armonica.

 

Buon 2018 a tutti…

 

Paola Toni

print

Lascia un commento