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L'istruzione finisce nelle classi scolastiche, ma l'educazione finisce solo con la vita.

Frederick William Robertson

Segnalazione esperienze


La cultura dell’educazione cresce attraverso le buone pratiche e le esperienze, ma soprattutto attraverso la condivisione del lavoro, dei risultati, della valutazioni.

La sezione Didattica è uno spazio aperto che cresce attraverso il contributo di tutti i lettori.

Segnala la documentazione che desideri mettere in rete e condividere con i/le colleghi/e.


Didattica 0-6 anni

Il gioco psicomotorio all’aria aperta: un setting sospeso tra natura e cultura

Alessandro Bortolotti

Attraverso il presente report intendo trattare alcune dimensioni relative al rapporto tra bambini e natura individuate grazie ad una ricerca ispirata allo Studio di Caso. Quest’ultimo riguarda un’esperienza didattica di carattere esplorativo attuata presso scuole dell’infanzia bolognesi dove i percorsi di attività psicomotoria vengono svolti in giardino, sperimentazione resa possibile da condizioni particolarmente favorevoli.

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Agire per Apprendere

L.Stefanini, M. Bonali

 

E' un dato ampiamente condiviso da parte di chi opera nella scuola e, più in generale, in ambito formativo- educativo, che le metodologie e gli approcci oggi impiegati nelle situazioni scolastiche e pre-scolari, non sempre producano gli stessi risultati che alcuni anni fa riuscivano ad assicurare. Si avverte, quindi, nel mondo educativo la necessità di coinvolgere i bambini in un processo che li faccia crescere e permetta loro di raggiungere gli obiettivi che gli adulti considerano importanti per lo sviluppo personale, educativo e sociale. Sono “sul mercato” molte proposte.


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La progettazione nella scuola dell’infanzia
prima parte

Giovanna Criscione ripercorre i passaggi culturali e documentali che portano all’attuale proposta di progettazione triennale, attraverso le Unità Formative, per la scuola dell’infanzia.


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Maneggiare con cura. Corpi, emozioni e pratiche di cura nei servizi educativi per la prima infanzia.

Simona Baratti, Gruppo 0-6, Movimento di Cooperazione Educativa

«Alle educatrici e agli adulti, in genere, spetta dare ascolto, capire veramente, espandere la voce dei bambini. L’ascolto è un gioco di specchi e di rimandi, è impostare un rapporto che sappia di emozioni che si traducono in linguaggio, l’ascolto è negoziazione di significati: è disponibilità ad esserci con i bambini, è avere lo sguardo sottile che registra il cambiamento, è restituzione ai bambini del senso della loro efficacia, è evitare, infine, che i bambini siano “figure di silenzio”


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Con-vivere una mattina speciale al nido

A cura di: Elisa Balducci, Mascia Contucci, Elisa Reggiani

(Educatrici Nido d’infanzia “Il Poggio dei Bimbi” di Poggio Torriana, RN)

Morena Garattoni

(Coordinatrice pedagogica, comune di Poggio Torriana)

L’esperienza riferita nel contributo rappresenta uno dei possibili modi di declinare, in modo operativo e concreto, la partecipazione delle famiglie alla vita del Nido.


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La lettura ad alta voce rivolta a bambine e bambini, una pratica che muove, lega e diverte
LeMileggiamè

a cura di Marianna Langella e le Mileggiamè

Le numerose e creative attività dei Mileggiamè sono raccontate con vivacità da alcune delle protagoniste del progetto.


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La Pimpa nell’armadietto

Alessandra Magini, Silvia Travaglini

Un’“esperienza adulta” di accoglienza e inserimento nell’ambiente di lavoro del Nido d’infanzia ci riporta all’“esperienza bambina” dell’accoglienza e inserimento dei nuovi piccoli …
"Sono arrivata al nido Tilde Bolzani di Anzola il 7 Gennaio 1996. Mi sono presentata con un gran sorriso ed un ciclamino rosa. Sorridevo, ma dentro di me, avevo un gran magone.


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Il giornalino delle notizie dei bambini

Michela Pluda, Emanuela Navarretta

La scrittura di un giornalino di classe offre la possibilità di valorizzare i vissuti dei bambini, di sviluppare la comunicazione con la comunità extrascolastica, oltre che decondizionare i partecipanti rispetto alla visione del mondo che possono ricavare dai mass media.


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Il labirinto dei sensi

Silvana Audano, Amilcare Acerbi

La realizzazione del labirinto ha costituito un’intensa attività che ha portato adulti e bambini ad instaurare una collaborazione e una relazione autentica, a provare emozioni e ad apprendere un rapporto vivo con la natura.


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Alla scoperta della matematica nella scuola dell’infanzia

Claudia Ventura

Quanta matematica c’è nell’ambiente di apprendimento, e quanta nel quotidiano gioco libero del bambino?


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La PED-agògica musicale

Matteo Frasca pone come condizione del “fare musica” lo smantellamento degli stereotipi che ci accompagnano, la generica e diffusa affermazione di “non essere portati per la musica”. Un approccio connotato dall’autobiografia musicale porta il soggetto nel cuore della musica, gli permette di creare musica e di accompagnare i bambini nello stesso percorso.


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Una didattica per i bambini di cinque anni

Giovanna Criscione

Ogni adulto che si occupa di educazione, genitore, educatore, docente, dirigente o coordinatore, si è interrogato, almeno una volta, sulla possibilità dell’anticipo scolastico, sull’opportunità di intraprendere nel corso della scuola dell’infanzia percorsi formalizzati di insegnamento-apprendimento dell’italiano, sulla correttezza di azioni e progetti che “preparano” i bambini alla scuola primaria. L’autrice, con il suo sapere esperto, offre importanti elementi di riflessioni su questioni di non poco conto nel percorso educativo vissuto dai bambini dalla scuola dell’infanzia a quella primaria.


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“Il gioco della sabbia” è una cosa semplice…

Marianna Langella ripercorre la storia del “gioco della sabbia”, mette in luce le sue possibili valenze e ne illustra le fasi di preparazione, svolgimento e valorizzazione.


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Le lingue d’origine e l’italiano L2 al nido

Roberta Nepi

La varietà di lingue e culture in un ambiente educativo porta complessità e opportunità. Nepi Roberta presenta un esempio concreto di educazione interculturale e linguistica che conferma il ruolo del Nido come contesto privilegiato di confronto e apprendimento linguistico.

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Un laboratorio esperienziale: le parole del cibo

Il cibo è alimento ma è anche cultura, come abbiamo sperimentato durante le festività. Roberta Nepi propone un approccio interculturale al cibo, da sperimentare con i bambini, per apprendere l’italiano come seconda lingua.

L’attenzione alla creatività e la centralità del bambino, alla base della pedagogia nell’educazione alla prima infanzia, si uniscono in questo laboratorio con la fiducia nella didattica esperienziale, nel learning by doing, che attraverso la manipolazione, costruzione e realizzazione pratica coinvolge tutti i canali sensoriali, per passare poi gradualmente al livello astratto della lingua.

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Come i bambini scoprono le strategie di apprendimento e costruiscono i loro saperi e le loro teorie
Come gli adulti li accompagnano e come questo processo crea nuovi accessi alla conoscenza

Xkè? Il laboratorio della curiosità è un centro per la didattica delle scienze che dal 2011 svolge laboratori per le scuole primarie e secondarie di I grado, un progetto nato dalla Fondazione per la Scuola, su impulso della Compagnia di San Paolo.

Caterina Ginzburg presenta un percorso laboratoriale tematico nel quale i bambini costruiscono saperi e teorie, gli adulti li accompagnano e insieme creano nuovi accessi alla conoscenza.

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Visioni di culture dell’infanzia 0/6 e oltre

Il progetto di “Casa-Officina”, centro educativo interculturale, ci racconta come una risposta alle esigenze del territorio e della comunità possa arrivare dal privato sociale, in collaborazione col sistema pubblico.
Nell’esperienza di Palermo si realizza con l’attivazione di un servizio integrativo un centro di educazione sperimentale con specificità interculturali (biblioteca multilingue) ed ambientali (la coltivazione dell’orto).

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Un progetto di formazione come buona pratica, dove l’esperienza è origine di nuova conoscenza

Enrica Fontani
Un progetto di formazione che risponda a determinati criteri è una buona pratica a tutti gli effetti e può portare alla costituzione o al consolidamento di una comunità di pratica; nell’articolo si ripercorrono alcune delle prerogative di una formazione che porti sviluppo professionale e miglioramento del servizio e della scuola. Si presenta, per sommi capi, un esempio di formazione operativa che ha coinvolto educatori di Nido e insegnanti di Scuola d’Infanzia in una proposta che ha richiesto di mettere in campo l’esperienza per ridefinire il loro ruolo, in merito agli spazi, nel progetto educativo.

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Abitare poeticamente la Terra

Concetta Monachello
Per quanto sappiano tutto sulla natura, i bambini del quartiere – e, più in generale, della città – difficilmente hanno l’opportunità di avere con essa un rapporto diretto: giocare all’aperto, mettere un seme sotto terra e seguirne le trasformazioni, approcciare un lombrico o osservare una rana, un ragno o una crisalide non sono esperienze alla loro portata. Inoltre, poiché vivono il mondo naturale come estraneo e pericoloso, in genere i loro genitori programmano in toto la loro vita con attività che si svolgono quasi sempre al chiuso o in ambienti totalmente antropizzati: casa, scuola, palestra, parco giochi.

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Fotografia ed educazione: quando le immagini diventano relazioni

Emanuela Cecotti

Nel presente contributo sono riportate alcune pratiche relative alla documentazione fotografica in ambito educativo nelle quali la fotografia diviene strumento per migliorare la relazione e approfondire la comprensione dei significati.

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Intercultourando: sguardi molteplici costruiscono un video-racconto di scuola

La scuola dell’infanzia di Fondo partecipa a un progetto di ricerca, intitolato “Scuola dell’infanzia, intercultura e comunità: come le sfide inclusive sviluppano le risorse sociali di un territorio”, promosso dalla Federazione e finanziato dalla Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, connotato come ricerca-intervento per la promozione di pratiche di sviluppo di comunità intese come l’insieme di tecniche di ricerca, intervento e formazione per la costruzione di strategie di cittadinanza attiva insieme agli attori sociali di una comunità, compresi quelli più periferici.

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Due passi nel bosco e nel borgo per condividere buone pratiche

di Tiziana Ceol e Luisa Fontanari
L’iniziativa, apparentemente semplice, di scambio di progetti didattici educativi realizzati nell’ambiente esterno alla scuola, racchiude e svela forti valenze educative in favore di tutti i partecipanti: per la comunità la riscoperta del territorio e della partecipazione, per i bambini l’occasione di instaurare relazioni e apprendimenti significativi, per gli insegnanti un’opportunità autentica per condividere buone pratiche.

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Due progetti educativi tra “micro” e “macro”, elementi in comune e prospettive diverse

Enrica Fontani

 

Dall’esame di alcuni punti di contatto e di altrettanti elementi di differenza tra due progetti, rivolti ai bambini di scuola dell’infanzia e di nido, scaturiscono alcuni ragionamenti sui bisogni dai quali prendono l’avvio le due proposte, sui destinatari ai quali si rivolgono, sul modo di procedere e di documentare le iniziative. Questo ci fa riflettere sul fatto che un progetto, se ben concepito e condotto, sia qualcosa di “vivo” e rispondente al contesto in cui si svolge e ai protagonisti che lo animano.


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Lo spazio nel progetto educativo: il ruolo dell’educatore

Il tema dell’ambiente inteso come spazio è un elemento fondamentale nella definizione del progetto educativo che si intende realizzare. Secondo una teoria socio-costruttivista dell’apprendimento le strutture, la scelta dei materiali e il modo in cui vengono messi a disposizione dei bambini costituiscono un invito all’esplorazione e alla comunicazione con l’ambiente e tra le persone presenti nello spazio educativo.

(Introduzione ai percorsi formativi operativi per nidi -“Progettare per i piccolissimi”- e scuole d’infanzia -“Dalla progettazione alla giornata Educativa” – del Comune di Genova).

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Piccoli scienziati crescono

Esperienze di educazione scientifica alla scuola dell’infanzia di Ponte Arche

a cura delle insegnanti di Ponte Arche (TN): Doriana Artini, Liana Comai, Cecilia Donini, Erina Onorati, Chiara Tonidandel

L’idea di proporre ai bambini della nostra scuola un percorso di esplorazione di tipo scientifico è nata da un insieme di fattori, promossi e sostenuti dalla formazione, che hanno portato noi insegnanti a modificare nel profondo sia il nostro pensiero nei confronti dei bambini, sia il modo con il quale ci accingiamo a proporre le esperienze e le sviluppiamo con loro.

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Progetto “Eat with your mind”

Il Comune di Genova da tempo si pone come obiettivi: favorire l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute, garantire attraverso il Servizio Ristorazione la sicurezza alimentare delle mense scolastiche, incentivare l’adesione a progetti di corretta gestione dei rifiuti e lotta agli sprechi. Dunque sensibilizzare la cittadinanza all’importanza del mangiar sano, del recupero dei vecchi sapori e dei piatti tradizionali ed oggi ritiene che si debba fare un ulteriore passo che coinvolga i grandi, ma soprattutto i piccoli: modificare le abitudini alimentari quotidiane cercando di accostarle ai concetti del “buono”, “pulito” e “giusto”.

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Perché un orto a scuola?

Le insegnanti della scuola dell’Infanzia G. Rodari hanno scelto di aderire al progetto “Orto in condotta
(L’iniziativa è promossa da Slow Food) a partire dal 2008, cogliendo la possibilità di “investire” di una maggiore intenzionalità educativa, una parte dello spazio verde esterno alla scuola che, pur essendo molto ampio, non veniva utilizzato in tutta la sua potenzialità.
L’orto si è infatti dimostrato una straordinaria “porta aperta” sul mondo della natura capace di avvicinare il bambino sollecitandone la curiosità ed educandone i sensi, offrendo la possibilità di mettere “le mani in pasta”, di fare davvero esperienza diretta in un contesto che muta ogni giorno.


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Documentare per ricercare strategie come metodo d’azione

Enrica Fontani
 
La documentazione nel sistema educativo si compone di numerose raccolte, predisposte in banche dati strutturate o come repertori tematici, organizzate in singole esperienze oppure in veri e propri centri di documentazione. Questa molteplicità dell’offerta di selezioni di attività didattico -educative è giustificata dal ruolo che riveste il documentazione e la diffusione delle buone pratiche per l’educatore e l’insegnante? Proviamo a ripercorrere e verificare le ragioni a sostegno della documentazione come azione che possa indurre miglioramento professionale.

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“Il veterinario, il dottore, gli animali e la famiglia”

Scuola dell’Infanzia statale “G. Rodari”, Fossano (CN).

Il percorso educativo-didattico qui presentato, è narrato attraverso l’utilizzo di una documentazione ri-costruita con i bambini attraverso fotografie, disegni, cartelloni, frasi significative e nodi concettuali messi in evidenza dall’insegnante.

L’esperienza ha coinvolto un gruppo di 17 bambini, di cui n.11 di quattro anni e n.6 di cinque anni, che si è denominato:“Il veterinario, il dottore, gli animali e la famiglia “ sulla base dei giochi e degli interessi che li hanno accomunati. Il percorso che è scaturito dal gioco del far finta dei bambini, ha impegnato i bambini e l’insegnante per un periodo esteso (da gennaio a giugno) con tempi “slow” in cui si intrecciavano esperienze di gioco e di ricerca generando nuovi saperi e crescita relazionale nel gruppo e nei singoli.


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Il primo giorno di scuola

FRancesco Tonucci

La scuola per il bambino

Che cosa è la scuola per il bambino? È prima di tutto l’inizio di un’esperienza sociale. Un’esperienza che oggi la famiglia non riesce a far vivere al bambino. La città viene vissuta sempre di più come un grande nemico, le famiglie si chiudono negli appartamenti sempre più piccoli, sempre più comodi, sempre più autosufficienti: contengono le macchine per lavare, per cucinare, per stirare, per conservare a lungo i cibi, per divertirsi… si potrebbe uscire anche solo una volta al mese. Bisogna proteggersi dalla strada, dal rumore, dal gas, dai vicini…

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