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Carta dei Diritti della Bambina

Un’enunciazione di principi per le coppie che si apprestano a vivere un’esperienza unica, quella di accompagnare la propria bambina dai primi passi verso il suo sviluppo evolutivo.

Non una contrapposizione di genere ma la presa di coscienza da parte dei neogenitori, non solo di figli femmine ma anche di figli maschi, delle differenze che il genere comporta, sia sotto l’aspetto fisico che emozionale e riproduttivo. Le specificità vanno scoperte, coltivate, valorizzate, esaltate in tutta la loro bellezza, nel rispetto dei reciproci ruoli e della diversa visione del mondo, perché più che mai oggi la società ha bisogno del contributo di donne e uomini responsabili e consapevoli delle diverse ma complementari peculiarità.

La bellezza della diversità.

Un’enunciazione di principi per le coppie che si apprestano a vivere un’esperienza unica, quella di accompagnare la propria bambina dai primi passi verso il suo sviluppo evolutivo.

Non una contrapposizione di genere ma la presa di coscienza da parte dei neogenitori, non solo di figli femmine ma anche di figli maschi, delle differenze che il genere comporta, sia sotto l’aspetto fisico che emozionale e riproduttivo. Le specificità vanno scoperte, coltivate, valorizzate, esaltate in tutta la loro bellezza, nel rispetto dei reciproci ruoli e della diversa visione del mondo, perché più che mai oggi la società ha bisogno del contributo di donne e uomini responsabili e consapevoli delle diverse ma complementari peculiarità.

Nonostante una normativa garantista in materia di diritti umani, le bambine continuano ad essere le vittime silenziose e inermi delle più disparate forme di violenza e di condizionamenti fisici e psichici che portano di fatto alla violazione dei diritti fondamentali alla salute, alle cure, all’istruzione ed alla protezione. Obiettivo di questa Carta è abbattere il muro della discriminazione di genere e attribuire alla bambina fin dalla nascita le stesse opportunità dei coetanei maschi.

La Carta dei Diritti della Bambina, nella sua formulazione originaria, è stata presentata ed approvata nel 1997 a Reykjavik al IX Congresso della B.P.W. Europe (Business Professional Women), organizzato dalla I.F.B.P.W., ONG che lavora in collaborazione con le Nazioni Unite, e alla quale la F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) è affiliata. Ispirata alla Convenzione ONU del 1989 sui Diritti del Fanciullo, la Carta nasce per incidere sul piano istituzionale, sulle coscienze e stimolare l’opinione pubblica a dibattere delle problematiche e dei diritti legati al genere femminile dall’età zero all’età adolescenziale.

Normativa a tutela delle Minori

  • Legge 09 gennaio 2006, n. 7- “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”
  • Risoluzione del Parlamento Europeo del 03 settembre 2008 – “Impatto del marketing e della pubblicità”
  • Ratifica Convenzione di Lanzarote del 19 settembre 2012 – Lo Stato italiano ratifica la Convenzione di Lanzarote contro l’abuso e lo sfruttamento minorile
  • Risoluzione del Parlamento Europeo del 12 marzo 2013 sull’eliminazione degli stereotipi di genere nell’Unione Europea e contro la sessualizzazione delle bambine
  • Ratifica Convenzione di Istambul del giugno 2013 – Lo Stato italiano ratifica la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica

Ogni bambina ha il diritto:

1. Di essere protetta e trattata con giustizia dalla famiglia, dalla scuola, dai datori di lavoro anche in relazione alle esigenze genitoriali, dai servizi sociali, sanitari e dalla comunità.

2. Di essere tutelata da ogni forma di violenza fisica o psicologica, sfruttamento, abusi sessuali e dalla imposizione di pratiche culturali che ne compromettano l’equilibrio psico-fisico.

3. Di beneficiare di una giusta condivisione di tutte le risorse sociali e di poter accedere in presenza di disabilità a forme di sostegno specificamente previste.

4. Di essere trattata con i pieni diritti di persona dalla legge e dagli organismi sociali.

5. Di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole.

6. Di ricevere informazioni ed educazione su tutti gli aspetti della salute, inclusi quelli sessuali e riproduttivi, con particolare riguardo alla medicina di genere per le esigenze proprie dell’infanzia e dell’adolescenza femminile.

7. Di beneficiare nella pubertà di sostegno positivo da parte della famiglia, della scuola e dei servizi socio-sanitari per poter affrontare i cambiamenti fisici ed emotivi tipici di questo periodo.

8. Di apparire nelle statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età.

9. Di non essere bersaglio, né tantomeno strumento, di pubblicità per l’apologia di tabacco, alcol, sostanze nocive in genere e di ogni altra campagna di immagine lesiva della sua dignità.

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