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E’ nato e chiede asilo.

Arturo Ghinelli


E’ nato un bambino.

Mamma e papà sono contenti. I nonni danno segni di smarrimento della ragione.

Le maestre gioiscono al pensiero che aumenta la materia prima del loro lavoro.

Il sindaco è contento perché aumenta la popolazione, riconoscimento indiretto della qualità della vita nella sua città.

Ma lui, il diretto interessato sarà contento?

Mi ha sempre divertito l’idea che se a un tratto tutti quelli che, per una ragione o per l’altra non possono parlare, lo potessero fare se ne sentirebbero delle belle.

Nella vignetta di Altan, per esempio, il neonato dice :-Prima o poi faremo i conti-

E’ nato in un mondo dove c’è la guerra diffusa e milioni di persone sono costrette ad emigrare per trovare rifugio e non solo non vengono facilitati nei loro spostamenti ma vengono ostacolati tanto che migliaia di loro, anche bambini, muoiono per mare o per terra.

Ebbene quando il bambino, che oggi è nato, andrà a scuola e studierà la storia della odierna dispersione dei popoli in cerca di un posto dove rifugiarsi e permettere ai propri figli di diventare grandi. Quando questo succederà, parlerà e chiederà:

Ma tu nonno sapevi che, mentre io nascevo, migliaia di persone morivano annegate in mare o soffocate nella stiva di una nave o chiuse dentro un camion o in una valigia? Tu,nonno, cosa hai fatto? Cosa hai detto?

Non potremo certo rispondere che non sapevamo perché tutti i giorni i giornali e le televisioni ci tenevano informati.

Dovrò rispondere :- Io sapevo e non ho fatto niente!

Se potesse da subito parlare il bimbo appena nato probabilmente direbbe:- Ma perchè mi avete messo al mondo?Un mondo in cui Shems “Speranza”vè nata su un pezzo di cartone in un sottopassaggio della stazione di Budapest e l’ambulanza si è rifiutata di portarla in ospedale;vdove Adou è stato chiuso all’interno di una valigia per varcare il confine con la Spagna;ve Alan è morto insieme al suo fratellino e alla sua mamma nell’attraversare il mare che divide due belle spiagge per le vacanze; Prosperi invece si è salvata nel naufragio in cui è morta la madre e lei è sbarcata a Palermo tenendo stretto il suo orsachiotto. Potevo esserci io al loro posto, perché nessuno può scegliere dove nascere.

Kinan invece che ha già tredici anni ha detto forte che se fermate subito la guerra non verremo più a darvi fastidio in Europa, ma nessuno gli ha dato ascolto.

Qualcuno potrebbe obiettare al bimbo appena nato che lui è stato fortunato perché è nato in Italia e non dovrà migrare nè per mare nè per terra. Ma anche a questa obiezione il bambino potrebbe rispondere:- Fortunato,certo sono stato più fortunato di altri ma anche qui ho saputo che Achille, appena nato come me, potrà vedere sua madre e suo padre solo per un’ora perché i suoi genitori sono in prigione e forse verrà messo in vendita alla famiglia miglior offerente che potrà adottarlo. L’Italia è anche quel paese in cui un uomo, che ha ucciso due bambini, invece sta per uscire dalla prigione e tornerà libero di ucciderne altri .E voi dite che sono stato fortunato?

Ci illudiamo che ci siano cose che i bambini non possono capire,ma non è vero. Ci sono cose insopportabili per dei bambini che non riescono a spiegare ai grandi perchè mancano loro le parole e quando riescono a parlare come Kinan a noi grandi(?!) non resta che morire per la vergogna o fingere di non aver sentito.

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