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Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine

Virginia Woolf

Zeroseiup on-line


Zeroseiup on-line 5/2018

Dopo lo Zero/6 lo Zero/16

Amilcare Acerbi

Parole chiave e pensieri per una nostra utopia educativa
Lettera aperta: Cari giovani educatori potreste non condividere …. ma se non siete d’accordo, ditemi che altro perseguite per i prossimi anni.

 

Ora che lo ZeroSei è diventato qualcosa di più che uno slogan credo che per il futuro che dobbiamo costruire e vivere sarà necessario acquisire la determinazione di andare al confronto con gli altri (individui e soggetti) che educano e che amministrano, per realizzare una elaborazione di strategie insieme e interrompere la deriva che sta trasformando tutto il corpo insegnante, di qualsiasi livello e grado, in un esercito di baby sitter e parcheggiatori per giovani e giovanissimi consumisti.

In un mondo complesso le strategie educative non possono articolarsi e durare il tempo di un solo ordine di scuola o peggio di un solo anno scolastico.

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Zeroseiup on-line 4/2018

Lettera aperta all’INVALSI: a proposito di RAV-infanzia

Cinzia Mion

Cosa chiedere al nostro INVALSI?

Ho sempre difeso il lavoro dell’Invalsi per sviluppare nel nostro Paese una moderna cultura della valutazione di sistema. Anche quando le varie bufere della contestazione demonizzavano le “Prove INVALSI”, anche quando amici miei di associazioni professionali mettevano in dubbio la validità e l’opportunità di rilevazioni degli apprendimenti basate su prove standardizzate. Soprattutto da quando a presiedere questa istituzione è arrivata A.M. Ajello di cui apprezzo l’impostazione culturale e di cui conosco la serietà. I tre presidenti che l’hanno preceduta all’INVALSI erano valenti economisti (e quindi era giustificato il dubbio che tanto fervore sulla misurazione degli apprendimenti avesse l’obiettivo di verificare produttività e costi della scuola). Ora, un presidente che proviene da studi psicopedagogici si pone certamente altre domande, in primis “Quali sono i fattori che spiegano le caratteristiche gli apprendimenti degli allievi? Come possiamo conoscerli e intervenire su di essi”?

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Zeroseiup on-line 3/2018

Lo zero Sei che verrà

Amilcare Acerbi

Appunti per definire il profilo professionale del personale educativo e una piattaforma contrattuale consona. 07 Aprile 2018
 
 

La situazione è complessa. Tra regione e regione le normative per i nidi sono differenti, per la scuola dell’infanzia vi sono modelli organizzativi e pedagogici di scuole comunali, statali e paritarie, falsamente simili, pur dichiarandosi tutte allineate alle norme statali. Molti nidi sono in appalto a cooperative, talvolta anche scuole dell’infanzia. I comuni capoluogo in alcune regioni sono strutturati per gestire, in altre né loro né comuni più piccoli sono in grado di provvedere alcunché, salvo avvalersi di deleghe a imprenditori privati o del privato sociale. I comuni montani soprattutto soffrono di esodi familiari fortissimi perché non ci sono servizi. I contratti a seconda del soggetto gestore sono diversi, basti solo pensare al trattamento differente degli insegnanti delle sezioni primavera. Non tutti i corsi di laurea di scienze della formazione sono ad oggi corrispondenti alle indicazioni del legislatore.

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06up online2-2018 Febbraio

Zeroseiup on-line 2/2018

Dopo 50 anni, verso una Scuola aperta

Ferruccio Cremaschi
Direttore responsabile Zeroseiup

Il 18 marzo 1968, cinquant’anni fa, veniva approvata la legge 444 “Ordinamento della scuola materna statale”, presidente del Consiglio Aldo Moro, ministro dell’istruzione Luigi Gui, presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

Fu una conquista storica osteggiata da molte forze che ritenevano la scuola dello Stato un’indebita ingerenza nella sfera dei diritti della famiglia all’educazione dei figli. Si affiancava alle esperienze avviate in molte città italiane dalle amministrazioni comunali che in molti casi erano intervenute per fronteggiare il bisogno di assistenza delle famiglie e dei bambini con impegni anche massicci dal punto di vista numerico (pensiamo alle esperienze ormai scomparse di Napoli, Foggia, Messina, …) e avviando in molti casi esempi di innovazione e qualità che restano ancora oggi riferimento a chiunque si occupi d’infanzia in Italia e all’estero.

Superate le resistenze iniziali la scuola dello stato si estese poi sempre più assorbendo e sostituendo in molti casi l’impegno degli Enti locali, fino a rappresentare oggi la garanzia della generalizzazione e una presenza diffusa in tutte le Regioni.

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Zeroseiup on-line 1/2018

A metà del guado

Ferruccio Cremaschi
Dopo la legge 107/2015 e il decreto legislativo 65/2017 “Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni” attuativo dell’articolo 1, comma 181, lettera e), della legge 107 (Buona scuola) a che punto siamo? Ci sono spazi per attivare progetti zerosei?

Le norme base ci sono, altri interventi applicativi sono allo studio e stanno arrivando (sempre che la prossima tornata elettorale non complichi la situazione e blocchi il lavoro degli uffici ministeriali e delle Commissioni insediate). Si sta lavorando sulle linee guida, sul tema dei titoli di studio. Problematiche importanti e complesse. Le linee guida devono intervenire sulla materia dello zerotre che finora è rimasta orfana di “orientamenti pedagogici”, ma soprattutto dovranno trovare un’armonizzazione con le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione del 2014. E questo tenendo conto anche del processo di riorganizzazione che ha portato alla pressoché generalizzazione degli Istituti comprensivi che hanno legato la scuola dell’infanzia alla scuola primaria con contaminazione delle pratiche educative e della stessa visione dell’educazione sempre più attratta da una concezione di istruzione e di impianto cognitivista.

Sarà un terreno su cui si cimenterà anche la formazione dei prossimi anni nella speranza di salvare il concetto che “cura è educazione” e che il bambin

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Zeroseiup on-line 4/2017

Su la testa

Ferruccio Cremaschi

Si chiude un anno che ha visto l’approvazione di un intervento legislativo sul segmento educativo zerosei, un risultato inseguito vanamente per lustri attraverso presentazioni di leggi a iniziativa popolare, raccolte di firme, mobilitazioni di professionisti dell’educazione e di genitori.

Adesso un riferimento esiste, certamente non il pieno risultato perseguito per tanto tempo, certamente un panorama non completamente chiaro e definito senza ombre e zone a rischio, ma perlomeno un punto di partenza esiste e da questa premessa possiamo guardare avanti.

Il rischio più grave sarebbe infatti quello di ritenersi appagati dalla conclusione di questo tormentato iter e di ritirarsi soddisfatti all’interno del perimetro delineato dalla 107.

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copertina 06up online 3 2017

Zeroseiup on-line 3/2017

Asili, posti liberi ma troppo cari: i bimbi vanno (gratis) alle materne

Ferruccio Cremaschi
Costi altissimi, orari che mal si conciliano con i ritmi lavorativi alimentano un paradosso: un sistema che sembrava sommerso dalle richieste ora sta trovando un suo equilibrio (disastroso, perché raggiunto non aumentando l’offerta ma facendo precipitare la domanda), ed è arrivato all’estremo di non riuscire nemmeno  a riempire quei posti considerati fino a poco tempo fa dannatamente scarsi. L’Istituto degli Innocenti, la più antica istituzione pubblica dedicata alla tutela dei bambini, ha analizzato quel che succede nei cinquanta Comuni più rappresentativi d’Italia: per cento posti disponibili nei nidi le richieste sono 106; il guaio è che tra chi ottiene il posto in 13 rinunciano ancora prima di entrare e altri 6 si dileguano entro tre mesi. Alla fine il 20% dei posti resta scoperto e, per di più, tra chi resiste, il 4% non paga regolarmente la retta.

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Zeroseiup on-line 2/2017

Costruire cornici di senso, inquadrare questioni

Laura Malavasi, Matteo Lei
Cosa ci guadagna un bambino a frequentare il nido, la scuola dell’infanzia e poi la scuola primaria e via andando?
E cosa ci guadagna a frequentare luoghi educativi aperti, flessibili , disponibili al cambiamento in cui le strutture organizzative e temporali possono essere morbide e fluide?

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Zeroseiup on-line 1/2017

Almanacchi e lunari

Ferruccio Cremaschi

Nel ciclo della natura ci ritroviamo a iniziare un nuovo anno. Possiamo porci anche noi le note domande di Leopardi sul concetto di tempo, sulla delusione del passato, sull’illusione del futuro.
Non ci abbandoniamo alla riflessione filosofica, ma restiamo ancorati alle vicende che riguardano da vicino la professione dell’educatore e l’infanzia.
Il passaggio da un anno all’altro non muta il panorama, come non sembra suggerire spunti di mutamento il passaggio da un governo a un altro.

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Zeroseiup on-line 6/2016

Le scorciatoie portano sempre alla meta?

Mirella Castagnoli

La Camera ha approvato la legge sulla videosorveglianza negli asili e nelle strutture per anziani e disabili con 279 sì, 22 no e 69 astenuti. Il provvedimento approvato con larga e trasversale maggioranza a Montecitorio tiene conto delle 12 proposte di legge depositate in commissione e di alcune migliaia di firme e petizioni provenienti da “circoli” facebook, e social vari. Tuttavia malgrado una così larga intesa, non solo non ci sentiamo di rallegrarci, ma esprimiamo una profondissima preoccupazione, così come preoccupazione esprimono associazioni che di cura e infanzia si occupano – vedi il gruppo nazionale Nidi e Infanzia, il pedagogista Daniele Novara, il garante per la Privacy dottor Antonello Soro, ecc. – solo per citarne alcuni fra i più noti.

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Zeroseiup on-line 5/2016

Un anno per parlarne

Nel dibattito all’inizio dell’estate sono ritornate d’attualità le discussioni sui benefici del Nido a partire da recenti ricerche presentate come grandi novità, di fatto riportando la discussione indietro di cinquant’anni. Il punto di partenza resta sempre una lettura distorta di Bowlby cavalcata da un fronte familistico-maternalistico che aveva alzato le barricate per sostenere l’insostituibilità della mamma a qualsiasi forma di educazione più articolata, in contrapposizione alla generalizzazione della scuola dell’infanzia e dell’avvio del nido. Una discussione ormai superata e di nessuna utilità pratica. Tuttavia anche noi presentiamo in questo numero un’intervista al sociologo Valerio Belotti che, attraverso una ricerca longitudinale, esplora le influenze sullo sviluppo cognitivo della frequenza di servizi educativi in età precoce.

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Zeroseiup on-line 4/2016

Cuore e pancia

Ferruccio Cremaschi
Se non terremo conto delle conseguenze che potrà avere nel tempo la nostra politica educativa non riusciremo a creare e condizioni perché i bambini possano crescere meglio. Quali misure, per qule scopo, con quali forme di responsabilità, per chi, sono domande che devono interessare ciascuno di noi. (Jerome Bruner)

La caratteristica di questa fase della vita italiana sembra essere legata al provvedimento contingente con ricadute immediate e con una visione senza respiro di prospettiva. Simbolo ne sono gli interventi degli 80 euro o dei 500 euro agli insegnanti, ai giovani. Tutte iniziative che indubbiamente possono far piacere a chi riceve la “mancia” ma che non fanno intravedere un progetto, una visione di sviluppo e di crescita futura.

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Zeroseiup on-line 3/2016

Non basta sopravvivere

Ferruccio Cremaschi
In questi mesi ho avuto occasione di incontrare moltissime educatrici in diverse città italiane. Il quadro che ne ho ricevuto è che esista un grandissimo impegno e una forte professionalità che non demordono nonostante il quadro generale spesso deprimente.

Certo le prime reazioni sono di sconforto, di lamento per la scarsa considerazione che esiste oggi nei confronti del sistema educativo. Emergono problemi reali di non scarso rilievo sulla carenza di risorse, sulla precarietà diffusa, sulle incertezze del quadro politico e del futuro personale.

Con tutto questo l’attenzione ai bambini, la cura per il lavoro, la disponibilità a discutere, a confrontarsi, a crescere è estremamente viva.

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Zeroseiup on-line 2/2016

Su la testa!

Negli incontri che si succedono in questo periodo il discorso cade spesso, e non a caso, sui temi della delega contenuta nella 107 e sulle prospettive dei servizi dell’infanzia.

L’atteggiamento più diffuso tra le educatrici è di preoccupazione per il futuro. La domanda ricorrente è: che cosa faranno di noi? Quale sarà il nostro futuro? Che cosa decideranno?

È un atteggiamento che mi fa letteralmente infuriare. Non per la preoccupazione condivisibile per le prospettive di cambiamento e per l’investimento umano, culturale, professionale che può richiedere il rimettersi in gioco. Su questo siamo d’accordo che ogni cambiamento è una sfida che richiede investimento di energie, volontà di rinnovamento, scommessa sulle proprie capacità. Può esere un momento di difficoltà, ma è certamente un momento positivo.

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Zeroseiup on-line 1/2016

Un impegno non solo pedagogico ma squisitamente politico

Loris Malaguzzi
I problemi del bambino non sono disgiunti dai problemi generali

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Zeroseiup on-line 1/2015

Una nuova rivista?

Diciamo una rivista nuova, non soltanto perché anagraficamente l’ultima nata, ma perché ambisce a porsi in termini diversi, per essere…

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Zeroseiup on-line 0/2015

Bauman, il teorizzatore della società liquida, ha definito la nostra epoca come il “non essere più e non essere ancora”.
In questo chiasma ci sentiamo di collocarci come rivista: uno spazio per trovare dove siamo e orientarci verso dove vogliamo andare. E questo assumendoci tutte le caratteristiche dell’epoca in cui viviamo e quindi una “rivista liquida”, molto flessibile, molto aperta, in movimento.

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