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Fermati tartaruga

Velocità e lentezza nel regno degli animali

Giorgio Celli
Docente di Entomologia, Università di Bologna

Velocità, lentezza: animali veloci, animali lenti.
Gli uni e gli altri obbediscono a una loro strategia, e se se la sfangano, in maniera tale da riuscire a “evolversi fino a diventare nostri contemporanei, dobbiamo concludere che tanto chi va piano, quanto chi va veloce può riuscire a tagliare il traguardo della sopravvivenza. La tartaruga si muove con lentezza proverbiale, ma si porta dietro un suo piccolo bunker, in cui si rifugia, ritirando testa e zampe al sicuro, quando si profila un pericolo. A cosa le servirebbe correre se si protegge proprio stando ferma? E come potrebbe spostarsi velocemente se è coperta di una pesante corazza come un guerriero medievale? L’antilocapra, dal canto suo, pratica l’arte, anzi sarebbe meglio dire lo sport, della fuga. Se si profila all’orizzonte una possibile insidia fila via alla velocità di 96 e passa chilometri all’ora, e beato, anzi bravo, chi riesce a raggiungerla.

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