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Brescia: Separazione e attaccamento

Il passaggio alla scuola dell’infanzia e l’accoglienza: dall’osservazione alle strategie per aiutare i bambini e i genitori, l’ambientamento: stili, relazioni, problematiche e metodologie per un sereno inserimento


Destinatari del Corso:

educatori/educatrici di nido e sezioni primavera, insegnanti di Scuola dell’infanzia

Data del Corso:

28 gennaio 2017
18 marzo 2017

Sede del Corso:

Scuola primaria “Ungaretti” Brescia (BS)

Indirizzo:

Brescia
Viale Piave, 44
25123 (BS)

Costo del Corso:

44,00 euro

Termine per l'iscrizione al corso:

18 marzo 2017

Per Informazioni:

tel. 3286937161
info@edizionijunior.it



Progettazione e Conduzione a cura di:

Alessandra Mantovani
Alessandra Sala


Descrizione del Corso:

CORSO SOSPESO

 

Il passaggio alla scuola dell’infanzia e l’accoglienza: dall’osservazione alle strategie per aiutare i bambini e i genitori, l’ambientamento: stili, relazioni, problematiche
e metodologie per un sereno inserimento.

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Programma del Corso:

Primo incontro 28 gennaio 2017

Alessandra Mantovani

– dalle 9,30 alle 12,30 Storie di bambine e storie di bambini: tenere i fili delle memorie nel passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia

Contenuti

Continuità: tenere insieme, non disperdere, non ostacolare processi avviati e proiettati in avanti.
Un pensiero sulla continuità deve tenere dentro sé il riferimento al passato e al futuro, individuando la dimensione del presente come il dispositivo connettore di entrambe le dimensioni temporali. E non si può parlare di continuità a prescindere dal richiamo diretto al bambino, alla bambina e alla loro centralità nei servizi rivolti alla prima infanzia: dietro le prassi istituzionali e i passaggi che marcano le tappe da un’istituzione all’altra ci sono infatti i bambini, le bambine, le loro tracce, le memorie lasciate che diventano storie personali e collettive di crescita emotiva, affettiva, cognitiva sociale. Le memorie da noi supportate infatti possono crescere e diventare storie, narrazioni entro cui sia possibile intuire una direzione o più direzioni, quelle appunto dei percorsi di crescita che accompagnano i bambini. Le nostre prassi, dunque, i pensieri degli adulti che operano nei servizi per l’infanzia devono obbedire a questo mandato: non ostacolare i percorsi di crescita avviati ma consentire loro di proseguire e di accrescersi secondo un “continuum” pensato, coerente, capace di trasformare le possibili “discontinuità” in differenze dialoganti, interagenti, capaci di integrarsi all’interno di un comune dinamismo che considera i traguardi evolutivi non come definitivi, ma aperti e interpretabili secondo ottiche e punti di vista plurimi.
Complesso è pensare di strutturare prassi di continuità, perché la cura del passaggio da un’Istituzione all’altra necessita di un’operazione di formalizzazione di spazi
mentali ed operativi dedicati che la possano legittimare e ne permettano l’istituzionalizzazione. Va da sé che questo obiettivo è tanto più conseguibile quanto più si
riescono a costruire momenti di confronto che permettano una conoscenza reciproca tra servizi, una conoscenza degli assetti organizzativi e degli assunti teorici e pratici che ne fondano le pratiche. Strutturare percorsi di continuità significa quindi entrare in relazione con gli universi di significati, elaborare culture, costruire percorsi formativi che coltivino spazi mentali individuali e collettivi, che costruiscano spazi interculturali e solletichino curiosità. Costruire pratiche di continuità significa costruire un repertorio condiviso, che include parole, strumenti, gesti, modi di operare, che lascino spazio alle costruzioni simboliche e narrative che sono state condivise.
Complesso è pensare anche ad una altro sistema: quello della aspettative soggettive e comuni della comunità dei genitori, perché uno degli obiettivi dei servizi 0/6 è
quello di costruire una relazione che restituisca al genitore una propria dimensione di competenza, un proprio sapere educativo, che deve trovare spazio per raccontarsi,per lavorare sulle proprie aspettative e sui propri immaginari.
Parlare di continuità significa quindi dare voce a tanti interlocutori: bambini, bambine, educatori, insegnanti, genitori e comunità territoriale di appartenenza. Parlare
di continuità implica lo sforzo della messa in relazione di territori culturali differenti, nello sforzo di garantirne permeabilità e contaminazioni culturali.

Contenuti formativi e metodologia

L’incontro perseguirà l’obiettivo di attraversare i contenuti formativi sopra-citati a partire dalla dimensione complessa che accompagna ogni pratica che voglia definirsi di continuità, nonché di problematizzare aspetti e contenuti che possono accompagnare progetti che si definiscono di continuità a partire dalle consuete prassi istituzionali.
A partire da una sollecitazione o da un contenuto esposto l’incontro avrà lo scopo di sollecitare riflessioni e pensieri, di aprire interrogativi e sollecitare domande
introducendo dispositivi riflessivi che aprano al dubbio e alla messa in discussione di ciò che viene agito come pratica consueta.

Iscriviti a questa giornata

 

Secondo incontro 18 marzo 2017

Alessandra Sala

– 9,30 alle 12,30 Processi di ambientamento e contesti di riferimento: stare, fare, osservare dentro e fuori dai margini

Premessa

Costruire relazioni accompagnate da aspettative importanti. Conoscere un contesto, un ambiente nuovo, nuovi profumi nuove atmosfere. Affidarsi a persone sconosciute, guardarsi, ascoltarsi. Disegnare insieme i contorni di un tempo e uno spazio all’interno dei quali ognuno possa riconoscersi, trovare il proprio modo di sentirsi accolto, incluso. Sentirsi unici e sentirsi con. Darsi un passo, un ritmo che man mano si assomiglia, che si definisce per approssimazioni attraverso lo sguardo, i gesti e le parole. Restituirsi risorse, competenze, darsi piccoli traguardi affrontabili, scommettere sulle possibilità, condividere la responsabilità, decentrarsi, osservare e
osservarsi attraverso il punto di vista dell’altro.
L’ambientamento rappresenta un processo complesso, così come complessi sono i processi che accompagnano la conoscenza tra le persone. Sebbene la complessità, per
essere compresa, affrontata e gestita non possa essere ridotta alle singole parti che la compongono, per orientarci efficacemente al suo interno è importante tracciarne
i perimetri, formulare ipotesi e letture degli eventi, realizzare descrizioni dei comportamenti e distinzioni tra le situazioni che prendono forma, contestualizzandole nel
tempo. Occorre sviluppare buone lenti di osservazione; strumenti, strategie e pratiche flessibili e adattabili; competenze comunicative consapevoli; capacità di ascolto e
decentramento; contenitori di confronto e formazione che ci permettano di non affidarci soltanto all’estemporaneità delle sensazioni, lasciarci trasportare dall’intensità
che la complessità dell’ambientamento porta con sé, ma renderci capaci di coglierla in profondità, leggerla e condividerla nel pieno rispetto della sua speciale identità.

Obiettivi e metodologia

L’incontro formativo si propone di attivare il confronto e l’approfondimento attorno al tema dell’ambientamento esplorando i significati, le funzioni e le opportunità
che la cura e la progettazione dei percorsi di ambientamento dei bambini e delle famiglie offre nei contesti educativi.
La formazione si propone di sollecitare interrogativi attorno all’argomento e facilitare la riflessione.
Il confronto sulle pratiche e la narrazione delle esperienze saranno punti di partenza verso:

  • l’esplicitazione del pensiero educativo sotteso;
  • il decentramento dal proprio punto di vista;
  • l’analisi delle opportunità presenti nei contesti in ottica costruttiva;
  • la verifica della coerenza tra intenti progettuali e pratiche quotidiane.

Un’attenzione particolare sarà dedicata al tema dell’ambientamento come inizio di un processo di conoscenza che si sviluppa nel tempo in continuità col pensiero
progettuale e le pratiche di riferimento del sistema educativo.

L’incontro intende svolgersi attraverso un approccio il più possibile dialogato e partecipato.

Iscriviti a questa giornata

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