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I social network per la promozione della cultura d’infanzia

Paola Toni


Tre considerazioni in premessa

Riprendo quanto già scritto nell’articolo precedente per ricordare cosa suggeriva Richard Normann, studioso ed esperto di Management che diceva che il servizio deve entrare in una «logica di produzione di valore (logic of value production)» e perciò deve rispondere a questa domanda: «Se il servizio per cui lavoro ha un forte orientamento ai sistemi di creazione di valore che permettono di raggiungere e mantenere risultati concreti e duraturi, l’approccio mentale non èquesto è il mio servizio, ma per questi miei clienti quale valore sto creando?”».

Ricordo anche che limmagine del servizio è il più potente strumento di comunicazione e scaturisce dal luogo, dagli ambienti, dal personale e dai loro comportamenti, dal clima e dall’atmosfera che si respira. L’immagine è quell’opinione che si sviluppa sempre, a ragione o a torto, coerente o meno, giusta o sbagliata. Nasce da quello che si vede e da quello che si percepisce.

La percezione e’/diventa l’unica realtà ed è una realtà che viene raccontata attraverso il passaparola. Ma non bisogna mai dimenticare che chi usa il servizio raramente riesce a capire e coglierne la complessità. La percezione avviene su elementi visibile, esterni, concreti come dell’iceberg solo la punta.Toni 1

 

 

La terza considerazione è racchiusa in questo schema grafico che si deve avere bene in mente quando si struttura un piano di comunicazione per i servizi educativi. La strategia, ampiamente descritta nell’articolo precedente, si dota di strumenti adeguati e idonei per comunicare in quel determinato contesto e tra gli strumenti i social network.

L’uso dei social network

L’uso dei social è in costante e continuo aumento. Alcuni grafici esplicativi degli andamenti.

 

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Ogni giorno gli italiani trascorrono 4,5 ore online, 2,5 sui social network…

 

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In questo grafico l’uso di WhatsApp per fasce d’età. È il fenomeno in crescita in questo ultimo periodo. Tutte le educatrici, i coordinatori e le coordinatrici pedagogiche sanno quanti genitori hanno fatto aumentare le colonnine blu… ma la gestione del genitore in WhatsApp verrà affrontata in un prossimo articolo.

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Caratteristiche dei Social Network

Brevemente, ecco l’elenco dei principali social definiti per caratteristiche e utilità.

Toni 5Tweet, cinguettio, messaggi diretti (anche privati e solo per chi ci segue). È un “luogo” di relazioni e conversazioni. Il messaggio non può superare i 140 caratteri, è veloce, immediato. È molto autoreferenziale, piace molto ai politici, giornalisti, sportivi, esperti. Si sa chi lo manda, anche se a volte si nasconde sotto un nome fittizio. Può contenere link di immagini, foto, pagine Facebook etc.

Retweet, cioè lo rigiro: si può citare qualcuno e quindi far girare una conversazione (Citazioni: @nome):

Si può scegliere il tweet e metterlo tra i Preferiti, con l’#tag dico che quel tweet parla di qualcosa (esempio diventato molto famoso:…. #staisereno o l’ultimo ciaone).

É possibile integrare Twitter con Facebook affinché i Tweet vadano direttamente sul nostro profilo.

Si sceglie chi seguire. Questo è molto importante perché la nostra attenzione e il nostro tempo non è infinito e si rischia di passare molto tempo a twittare. Mai confondere il fine con il mezzo, ma spesso i mezzi digitali ci travolgono con la loro semplicità e la loro potenza ammaliatrice.

 

Toni 6270 milioni di utenti nel mondo – 8 milioni in Italia. È il social per il business. Era nato con l’uso esclusivo della lingua inglese ma da qualche anno si accede anche con la lingua italiana. Offre molte opportunità, anche per la ricerca lavoro e lo consiglio a tutti, soprattutto ai ragazzi e alle ragazze che vogliono inserirsi nel mercato.

Richiede molta attenzione e una azione strategica: bisogna scegliere cosa comunicare di noi professionalmente e pubblicare con frequenza gli aggiornamenti. È importante inserirsi in gruppi tematici di discussione e di interesse e seguire le attività di settori specifici e rilevanti. Offre l’opportunità, attraverso le informazioni degli altri utenti, di poter fruire di aggiornamenti particolari. Come Network da il meglio di sé in contesti internazionali.

Nato per professionisti, oggi anche le aziende costruiscono la loro pagina-vetrina. I servizi educativi ancora non sono molto presenti e forse, soprattutto per i privati, potrebbe essere utile inserirsi.

 

Toni 7Instagram è un social network fotografico che permette di utilizzare la fotocamera del proprio telefonino per realizzare delle foto e applicare ad esse degli affascinanti effetti.

Le foto scattate, vengono poi condivise sullo stesso Instagram e su altri social network scelti dall’utente, come Twitter e Facebook.

Le foto possono essere modificate ottenendo risultati particolari, anche vintage. I settori che ne traggono più vantaggio sono il mondo della moda, della cosmesi, del turismo e dell’arte in genere. È affascinante per chi ama la fotografia e vuole condividere con altri.

 

youtubeVideo…tanti video. Amatoriali, tecnici, d’autore, sketch improvvisati o progettati, educational, pezzi di film, di trasmissioni televisive, rappresentativi di talenti o di scherzi, realizzati da persone sconosciute e da grandi artisti. Il mondo in tutte le sue sfaccettature è rappresentato su YouTube. Video belli, brutti, mimati, musicali, educativi, comici, drammatici: tutto è dentro questa applicazione se scaricata nei nostri PC o tablet o cellulari. Spettatore o produttore? Si possono guardare ma si possono anche produrre e caricare.

 

Toni 9Pinterest è un social network dedicato alla condivisione di immagini e video. Il suo nome deriva del verbo “to pin” (appendere) e dal sostantivo “interest” (interesse). Le boards (bacheche, praticamente i cartelloni con i lavori dei bambini che si trovano in tutti i nidi e le scuole infanzia… mentre qui sono realizzata da adulti!!) costituiscono l’idea centrale del social network. Funziona come un raccoglitore di immagini tematiche (dalla pittura e scultura alla gastronomia, dalla natura – flora e fauna in quantità – ai lavori a maglia, uncinetto etc, etc etc), è pubblico e quindi visibili a tutti. Si può guardare, condividere o immettere i propri Pin nelle bacheche a tema.

In soli 3 anni è diventato la quarta sorgente di traffico.

È piacevole rilassante, colorato, offre spunti creativi, in molti casi stupisce. È tutto ordinato, ben classificato, facile da consultare ma difficilissimo staccarsi ed uscire per l’enorme quantità di proposte.

 

Toni 101,3 miliardi di utenti nel mondo – 25 milioni in Italia. Perché è così tanto utilizzato?

Ciascuno di noi può crearsi facilmente la pagina e parlare di sé. Non è la rappresentazione della persona ma di quello che la persona vuole comunicare. Questa è una distinzione importante.

Facebook ha un linguaggio friendly (siamo amici, mi piace), facilita la propensione al dialogo, si ottengono risposte immediate, si entra in una community, ci ricorda i compleanni, gli anniversari, quelle date che ci hanno spesso impensierito.

Abbina linguaggio e immagini e l’approccio comunicativo è immediato: una breve frase che supporta una bella fotografia e se il testo è lungo con un clic si può recuperare e leggere.

I servizi educativi possono comunicare facilmente i loro punti di forza, le loro qualità, le loro eccellenze. Possono dialogare con i loro “clienti”, cercare approvazione, proporre o chiedere cambiamenti etc. Logicamente bisogna essere abili nel proporre immagine e frasi giuste, significative della qualità che tutti i giorni viene prodotta. Anche in questo caso bisogna realizzare un piano di comunicazione e mantenere aggiornamenti continui. È un lavoro, non un passatempo e neanche una cosa che si fa a tempo perso o soltanto da una collega, magari più giovane e più competente.

Per gestire bene una pagina Fb di un servizio educativo bisogna costruire un piano di comunicazione con obiettivi e risultati da ottenere, target da raggiungere. Questo sarà l’argomento del prossimo articolo dove verrà proposto un piano di comunicazione e dati suggerimenti su come dividere il compito con il gruppo di lavoro, oltre a presentare esempi positivi e negativi.

Reputazione personale e sul Web

Ora penso che sia importante ragionare intorno alla parola reputazione. Il significato, come tutti sappiamo, è la considerazione e la stima che la persona o il servizio gode nella società. È molto difficile raggiungere una ottima reputazione, bisogna lavorare molto in qualità e per lungo tempo, perderla e in breve tempo è facilissimo. Riconquistarla una fatica notevole.

Come intervengono i social network nella costruire di una reputazione e immagine positiva?

Dividerò le riflessioni in due ambiti: la persona e il servizio educativo e subito farò la seguente dichiarazione: la reputazione è sempre e comunque una sola.

Rispetto alla persona (educatrice, ausiliaria o coordinatrice etc) che lavora in un servizio educativo la sua pagina personale su Fb deve essere coerente con il ruolo sociale che svolge in quel servizio. Già sono accadute cose spiacevoli perché la persona che decide di apparire sul web pensa di essere libera di rappresentarsi come crede, non si rende conto che il web è lo specchio della propria immagine e che questa viene percepita dal visitatore on line: a seconda di quello che vede o legge si fa una opinione. Se è coerente con il ruolo svolto tutto fila liscio altrimenti sorgono problemi. Questo aspetto è spesso sottovalutato o viene rifiutato in nome di una propria indispensabile e legittima libertà, dimenticando che noi siamo quello che siamo perché entriamo in relazione con gli altri e il compito principale dovrà proprio essere quello di far sorgere in chi ci guarda e legge la considerazione che vogliano che gli altri abbiano di noi. Questa è la libertà.

Non bisogna poi dimenticare che sono le persone che fanno il servizio e quindi l’altra domanda da porre è: la mia immagine sul web contribuisce a rendere giusto e di qualità il servizio in cui lavoro?

Rispetto invece al servizio lo sforzo che si deve fare è proprio quello di rappresentare il valore che quel servizio produce. E di questo ne parliamo nel prossimo articolo.

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Documentazione:

Riflessioni intorno ai siti di asili e scuole d’infanzia
I genitori nei gruppi WhatsApp

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