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Il IV piano nazionale per l’infanzia

Mirella Castagnoli Commissione Cultura, Fondazione G.Piccini

 

Premessa

Il lungo percorso del IV° PIANO NAZIONALE per L’INFANZIA (2016/2017) raggiunse l’approvazione della Commissione Bicamerale il 12 gennaio 2016 con parere favorevole allo schema per il IV Piano Infanzia che, in via preliminare, era stato predisposto e approvato dall’Osservatorio nazionale infanzia il 28 luglio 2015 .

A parte il   ritardo, che resta colpevole benché sia una costante cronica, (la legge n. 451 del 1997 infatti ne dispone l’adozione con cadenza biennale ma, nel 2016 (circa 20 anni dopo), il Piano per l’Infanzia che veniva approvato era solo il IV non già il decimo o il nono!) Il Piano approvato era il risultato di un lavoro coordinato tra i 50 componenti dell’Osservatorio Nazionale (tutti soggetti rappresentanti di realtà che si occupano dell’infanzia e comprendono tanto studiosi quanto Enti che concretamente conoscono o gestiscono i servizi es: Ministeri, Regioni, Enti locali, esperti, garanti…). I componenti dell’Osservatorio erano suddivisi in quattro gruppi di lavoro, riferiti alle tematiche ritenute prioritarie: contrasto della povertà dei bambini e delle famiglie; servizi socio educativi per la prima infanzia e qualità del sistema scolastico; strategie e interventi per l’integrazione scolastica e sociale; sostegno alla genitorialità, sistema integrato dei servizi e sistema dell’accoglienza. Come abbiamo detto la Commissione bicamerale aveva approvato (a maggioranza) lo schema del piano sottolineando come le proposte formulate fossero condivisibili, articolate in schede operative, … la commissione aveva anche sottolineato però il rischio di “vanificazione” derivante dalla “clausola dell’invarianza finanziaria”, clausola che rimandava ogni scelta concreta alle decisioni di finanza pubblica. Risulta da studi dell’Autorità Garante che, nel 2014, la spesa diretta per l’infanzia e l’adolescenza sia stata pari allo 0,2% del PIL cioè uguale a 398 euro l’anno per ogni bambino. Nel suo parere la Commissione aveva sottolineato anche l’esigenza di una Governance unitaria di tutti i diversi settori di intervento per l’infanzia che risultano essere quanto mai frammentati (l’Autorità Garante ne ha contati e mappati ben 239!) l «necessità di una governance unitaria che coordini e raccolga progetti, buone pratiche, esiti di monitoraggio, erogazione di risorse», di «pianificazione integrata fra il sistema sociale e sanitario della giustizia minorile, della scuola e del sostegno al reddito, al fine di porre in essere interventi in grado di rispondere ai bisogni dei bambini e delle famiglie, anche attraverso l’adozione di modelli di welfare generativo».

La Commissione Bicamerale aveva poi fatto osservazioni su ciascuno dei 4 capitoli in cui si articolava il lavoro dell’Osservatorio sottolineando in modo particolare il ruolo della scuola, dei servizi educativi per prevenire il disagio sociale, della MENSA scolastica, dei servizi educativi per la primissima e prima infanzia, la scuola aperta al territorio come luogo di aggregazione ed inclusione sociale oltre che luogo di dialogo intergenerazionale e interculturale, la prevenzione dell’allarmante fenomeno della dispersione dell’abbandono scolastico con l’attivazione di ambienti educativi stimolanti volti a superare carenze formative anche attraverso attività di ordine ricreativo sportivo. La Commissione raccomandava altresì azioni di sostegno alla genitorialità per prevenire le fragilità conseguenti alle trasformazioni della famiglia e della società. La Commissione non dimenticava di porre attenzione al fenomeno in crescita della presenza fra i migranti di Minori straneri Non Accompagnati (oltre che al sempre sospeso riconoscimento della Cittadinanza italiana a i minori nati in Italia.. )

Infine la Commissione aveva raccomandato «un impegno strutturato per la definizione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) come premessa per un finanziamento stabile della spesa per i bambini e gli adolescenti, rafforzando anche la vigilanza sulla concreta traduzione operativa delle azioni indicate» e in attesa di un indispensabile riordino della governance già menzionata e la “nomina nell’esecutivo di un referente politico per l’infanzia con funzioni di coordinazione degli interventi.

 

Un anno dopo

Dei LEP e del “Referente politico per l’Infanzia” non abbiamo trovato notizia, così come della “governance unitaria”. Dare conto dei provvedimenti concreti discendenti dal Piano Nazionale per l’Infanzia ci è materialmente impossibile. Sappiamo però che la legge per la cittadinanza ai minori nati in Italia da genitori con altra cittadinanza (approvata dalla Camera nell’ottobre del 2015) è tuttora ferma alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Nel mese di ottobre del 2016 la Camera ha approvato una legge riguardante i Minori Stranieri Non Accompagnati. La legge è ora in attesa di superare l’esame del Senato. La sua definitiva approvazione doterebbe l’Italia di un sistema di regole per l’ accoglienza dei minorenni non accompagnati, che supera la gestione emergenziale di questi anni. La legge riconosce infatti ai minori non accompagnati il diritto a un pari trattamento rispetto ai minori italiani. Da qui discendono una serie di diritti: l’accoglienza, il non respingimento, la presenza di un mediatore culturale, il diritti allo studio e alla sanità. Inoltre la legge prevede norme per governo, istituzioni e associazioni, cioè per tutti i soggetti che accolgono il minore. Si tratta quindi di dotarsi di una legge umana che stabilisce un sistema omogeneo di regole e comportamenti per non lasciare più soli gli amministratori .Una legge quanto mai necessaria viste le dimensioni del fenomeno.

Nel 2016, rende noto Save The Children[1] , più di 25.800 ragazzi e ragazze, anche giovanissimi, anche con meno di 10 anni, sono arrivati da soli in Italia via mare. Sono più del doppio rispetto al 2015 ed è un trend in aumento. Inoltre, e purtroppo, sappiamo che in tantissimi hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo (Si stima che, solo quest’anno, più di 700 bambini siano morti in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa). Non tutti i minori stranieri che arrivano in Italia da soli non accompagnati da familiari, pensano all’Italia come alla loro destinazione finale. Anzi salvo poche eccezioni questi ragazzi vorrebbero raggiungere il più in fretta possibile altri paesi europei dove si sono già integrati familiari o amici. Per farlo si rimettono un’altra volta nelle mani dei trafficanti che promettono loro di farli attraversare le frontiere. In questo modo incorrono in gravi rischi di violenza e sfruttamento. Sono oltre 6mila i ragazzi “spariti” di cui si sono perse le tracce. Secondo il rapporto Oxfam “Grandi speranze alla deriva”,(http://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2016/09/MSNA-Sicilia_mediabrief_8-set- 2016_FINAL_DEF.pdf) ogni giorno “spariscono” in Italia 28 minori soli stranieri, e i “ragazzi che diventano così invisibili, uscendo dai radar della legge, diventano conseguentemente ancor più vulnerabili a fenomeni di violenza e sfruttamento”. La crisi migratoria che interessa l’Europa entrerà presto nel suo terzo anno, i bambini saranno sempre più numerosi e l’impatto sulle loro vite sarà ancora più tragico, già nel 2016 su 10 minori entrati in Italia 9 sono “minori non accompagnati”, quindi bambini/ ragazzi che richiedono particolari attenzioni e specifici provvedimenti.

ll 26 gennaio, a Milano, si è tenuto il convegno Minori non accompagnati: storie di legami e migrazione. Esperienze a confronto. La giornata di studio è organizzata dalla cooperativa sociale il Melograno onlus e dalla Città Metropolitana di Milano per approfondire il tema della migrazione dei minori e in particolare dei minori stranieri non accompagnati.

Al Decimo Forum Europeo sui diritti dei minori, che si è svolto a Bruxelles dal 28 al 30 novembre 2016 ben 78 agenzie che hanno firmato una dichiarazione con cui sostengono che : «Le Istituzioni europee e gli Stati Membri devono fare di più per proteggere i bambini rifugiati e migranti»

 

 

 

[1]

Su questi aspetti si segnalano i numerosi report di Save The Children che opera nelle zone di sbarco dei minori non accompagnati sbarcati sulle coste italiane. http://www.ismu.org/2017/01/giornata-mondiale-del-migrante-del-rifugiato/

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