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Il progetto Cartunia

Amilcare Acerbi

Formatore, pedagogista


Educare a osservare, immaginare, ideare, progettare, costruire; da soli ma soprattutto in collaborazione.

Ideato per la Biennale internazionale di architettura di Milano nell’edizione dal titolo “Identità e differenze” nel corso degli anni si è sviluppato ed evoluto attraverso azioni in scuole, esposizioni, manifestazioni tematiche, con bambini e ragazzi, educatori, insegnanti, genitori.

Il progetto è denominato Cartunia perché la materia principale di cui ci si serve è il cartone.

Perché il cartone? Il cartone è materiale facile da spostare, tagliare, incidere; anche e soprattutto da parte di bambini. Si può dipingere; ci si incolla carta, cartoncino, stoffe; si unisce con colla, nastro adesivo, spago.

Materiale ideale per indurre e favorire i bambini nella progettazione e costruzione di oggetti tridimensionali, anche molto grandi. Un fai da te con le proprie mani e pochissimi strumenti, semplici.

L’esperienza realizza appieno la formula dell’imparare giocando, la chiave di volta sta proprio nel creare un contesto fisico per un grande gioco di ruolo, in cui ogni realizzazione manuale non cessa la sua funzione una volta completata, ma ogni bambino può utilizzare e completare l’oggetto e l’idea, propria o di un compagno, giocandoci e senza forzature da parte dell’adulto.

La definizione Cartunia evoca, non a caso, anche il mondo del fumetto: l’azione produce infatti sequenze di ricerche, di idee, di racconti, di brevi dialoghi, in cui ci si infila, da protagonisti, così come avviene nel ritmo del fumetto, il “cartoon” degli addetti ai lavori. La parola diviene così la seconda materia utilizzata per intendersi con le osservazioni e la rielaborazione fantastica dei bambini e dei ragazzi.

Infine si chiama Cartunia perché si vanno a costruire pezzi di città e contesti di vita in cui immergersi giocando, trafficando, modificando.

Questa ipotesi di lavoro, condotta contemporaneamente sui due piani, del macro (il contenitore aula\salone\scuola) e del micro (l’oggettistica, grande e piccola da inserire) aiuta l’educatore a creare connessioni tematiche tra le molte azioni che comunque solitamente propone ai bambini, potendone variare interesse e intensità e consentendo, in più, di determinare con una certa facilità l’atmosfera motivante (ed è noto come il coinvolgimento attivo generi emozione e l’emozione positiva migliori la “produzione” di apprendimenti).

Il Progetto Cartunia dunque è stato proposto alle insegnanti della sc. d’infanzia e della primaria di Bra perché era necessario collocare il gran lavoro di ricerca svolto prima sulle forme della Pop-art, e poi sugli alimenti del territorio e renderlo comprensibile e ammirabile dai genitori e dai cittadini del quartiere.

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