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Il seme e il futuro

Associazione “Semi di futuro” –  Roma

 

Parlare di “semi” e di “futuro” sembra un ossimoro, perché davanti ad un seme, al presente del seme, non abbiamo nessuna possibilità di vedere il suo possibile sviluppo, le sue trasformazioni.

E’ un piccolo oggetto duro che in potenza contiene un tutto.

Guardando un seme non si può neppure immaginare quale possa essere il suo futuro, qual è tutto il suo potenziale: sarà una spiga di grano o una sequoia (e quanto sono piccoli i semi della sequoia!), una calendula o una quercia?

Sono molti i misteri del seme. Uno è che non ci rivela nulla di quello che manifesterà più avanti. Un altro è che, come dice Rudolf Steiner nella citazione che abbiamo messo nel nostro poster, “un seme contiene più forza e potenza di quanta ne realizzerà la pianta”. E un altro ancora è che nonostante lì dentro ci siano forze, caratteri e dimensioni straordinarie, quel piccolo nucleo segreto non riuscirà mai a disvelare se stesso da solo. In qualche situazione paradossale – sono celebri a questo proposito i semi ritrovati in alcune tombe dell’antichità – certe semenze hanno dovuto attendere secoli, millenni.

Il futuro del seme prevede che nel suo presente e nel suo continuo divenire ci siano acqua, luce, calore, terra, nutrimento… Un seme, come ogni cosa in qualche modo cosmica, assoluta, per esprimersi sulla Terra e nella terra necessità degli elementi che la terra offre. Alla loro qualità e quantità è affidato il crescere del seme. Ecco perché contiene più potenza di quanta ne realizzerà la pianta, anche la più rigogliosa e fiorente.

Da questi pochi cenni, è chiaro come semi e futuro siano fortemente legati alla crescita e, dunque, all’essere umano in divenire per eccellenza che è il bambino. Alla nascita e alla crescita, con tutte le variabili, le potenzialità latenti, le difficoltà, l’imponderabilità che ogni bambino porta con sé nel momento stesso in cui, con il primo respiro, si attesta abitante del nostro pianeta. E con le trasformazioni che all’ambiente richiede per crescere più armonioso possibile, per restare fedele al suo nucleo e, nello stesso tempo, relazionarsi con la luce, il calore, l’acqua dei suoi genitori, della sua città, della fetta di mondo dove ha deciso di piantare radici e germogliare.

Pensando ai fusti, alle foglie e ai frutti, nel nome stesso della nostra associazione abbiamo voluto sintetizzare tanto i semi quanto il futuro, consapevoli sempre che i bambini di oggi saranno gli adulti del domani.

 

La nostra storia

L’associazione è nata nel 2015 a Roma come risposta e proposta rispetto ad un bisogno molto concreto: sostenere ogni essere umano nella sua crescita individuale, nella ricerca del suo potenziale nascosto, nella valorizzazione della propria individualità.

Un bisogno normale, naturale, che sempre più si scontra con i ritmi frenetici imposti dalla nostra società e drammatizzati dalle metropoli, con modi e tempi di vita che mal si accordano con le fasi di evoluzione del bambino.

Da un lato vediamo dunque bambini sempre più pressati (e stressati) dalle richieste degli adulti e dall’altro genitori sempre più soli e disorientati di fronte alle domande evolutive che i propri figli portano loro incontro, consapevoli della disarmonia che il mondo circostante determina all’interno delle famiglie e desiderosi di diventare protagonisti della propria trasformazione.

Sì perché proprio i bambini, di questo siamo fortemente convinti, sono l’elemento risanante della nostra società, gli artefici di un cambiamento che noi adulti, compresi i genitori, siamo solo chiamati ad accogliere, sostenere e accompagnare. Un cambiamento così importante che inevitabilmente e necessariamente coinvolge anche tutti coloro che vivono attorno al bambino, proprio come un sasso che cade nello stagno non può non coinvolgere tutto, la superficie dell’acqua e la sabbia sul fondo, i pesci che incontra e le alghe che sfiora.

Purtroppo oggi l’infanzia è fortemente minacciata: l’infante, colui che non parla, ha per natura necessità particolari di protezione, di accudimento, ma anche di spazi di libertà, di movimento, di gioco e di relazioni sociali in cui esprimere la sua creatività originaria, che oggi non viene affatto rispettata.

I bambini trascorrono le loro giornate in strutture chiuse, sempre sorvegliati da adulti e organizzati nel loro tempo e nelle loro relazioni con esseri e cose, con l’onnipresente obiettivo che apprendano qualcosa da noi già predisposto, si divertano con ciò che noi adulti troviamo divertente, non si facciano male, non prendano freddo, non si bagnino…

E’ sempre più difficile, a maggior ragione in una grande città, trovare spazio per l’esplorazione di sé nella relazione con gli oggetti e gli esseri, per la libera scoperta del mondo attraverso un gioco libero, spontaneo, esercitato con piccole o grandi cose da manipolare a piacimento secondo la propria inventiva personale, né si può più immergere nella natura per cogliere elementi viventi così vicini al suo essere, con cui legarsi in maniera nuova e autonoma.

Il rischio è di scivolare nella ricerca di attività e luoghi dove tutto deve essere realistico, anzi sempre più virtuale, scientifico, uniforme, omogeneo e per tutti uguale.

Quando poi i bambini si presentano con caratteristiche comportamentali ed evolutive particolari, non inquadrabili nella norma, si tende ad etichettare il disturbo, l’anomalia dello sviluppo e quindi a patologizzare il bambino per poi immergerlo in un vortice di insegnanti, tutor, terapisti, alla ricerca affannosa di una qualche “riparazione“…

Siamo consapevoli che: “l’epoca attuale esercita una pressione enorme sugli uomini per farli adattare alle circostanze. Questa pressione è così sottile e così normale che di solito non la avvertiamo più coscientemente. Allora la particolarità del bambino non riesce ad esprimersi se non come ‘insolenza’, ‘pigrizia’, ‘resistenza’, ovvero come disturbo.” (H. Koehler)

Solo se: ”teniamo in considerazione l’Io del bambino, che lavora secondo un impulso biografico autonomo, dinamico e con una motivazione sui generis, possiamo rispettare il bambino come persona e trattarlo con equità sin dalla nascita. Questo richiede rispetto per il destino ed anche per i conflitti che trova e la sofferenza che sopporta mentre cerca il tema della sua vita, mentre cerca se stesso”. (H. Koehler)

In verità, i bambini nella forma plurale non esistono: esiste l’Infanzia come idea universale, come tempo in cui il bambino possa sperimentare il mondo protetto ma non costretto dagli adulti, accolto con devozione e gratitudine per il regalo che ci fa di affidarsi a noi, per la gioia e la luce che apporta nelle nostre vite, rispettato per tutto ciò che di nuovo con il suo coraggio può venire al mondo.

E noi adulti abbiamo il dovere di tenere presente in ogni momento che per ciascun bambino esiste la sua particolare infanzia che rappresenta qualcosa di completamente diverso, di speciale, di unico e di irripetibile.

“Nel bambino c’è un mistero che non dobbiamo Violare, ma che dobbiamo rispettare e più ancora Venerare”. (M. Montessori)

 

Chi siamo e cosa facciamo

Semi di Futuro è un’associazione di educatori, medici, terapeuti e artisti che provengono da esperienze diverse ma che condividono un’aspirazione e un ideale: creare un luogo in cui ogni individuo, sia esso bambino, adolescente o adulto, possa trovare l’ambiente adatto a far “fiorire” i propri talenti e a scoprire il proprio potenziale nascosto, in cui sentirsi accolto e aiutato nelle proprie necessità.

I pedagogisti e le teorie educative di riferimento sono quelle legate all’antroposofia di Rudolf Steiner e al lavoro di Henning Köhler, Karl König, Martin Buber, James Hillman Janus Korczak, Maria Montessori, Pestalozzi e di tanti altri che come loro hanno saputo indagare in maniera fondamentale il mistero che si cela dietro ad ogni essere che viene al mondo, e quindi in definitiva dietro ad ognuno di noi.

Ogni collaboratore arricchisce il lavoro dell’associazione grazie alle rispettive competenze, che confluiscono in iniziative promosse e discusse collegialmente, condivise da un vasto numero di amici e sostenitori che contribuiscono nei modi più vari.

Ad oggi l’associazione opera nei confronti dell’infanzia con:

  • un “Nido in Casa” attivo dalle 8 alle 15 dove i genitori sono parte attiva del percorso di crescita sociale di ogni bambino e della comunità;
  • una classe di bambini tra i 3 e i 6 anni, ancora accolta tra mura domestiche ed in stretta continuità con il nido come prosecuzione temporale delle particolari necessità di cura che i bambini richiedono nei primi sette anni di vita, a tutela della loro salute fisica e psichica futura;
  • incontri, conferenze e corsi rivolti ai genitori ed alla genitorialità, ma anche alla conoscenza di se stessi e allo sviluppo della propria personalità individuale;
  • un ambulatorio di pedagogia terapeutica per l’accompagnamento di bambini o di famiglie che richiedano percorsi speciali;
  • consulenze mediche, psicologiche e specialistiche per la tutela dell’adulto e del bambino;
  • arte-terapia;
  • conferenze e seminari di formazione di temi più generali.

 

Questo e tanto altro ancora stiamo realizzando e sogniamo di realizzare, con obiettivi che non anelano alla quantità, ma alla qualità di ogni azione e di ogni rapporto umano.

Gli spazi a disposizione sono ancora limitati ma speriamo di realizzare un luogo che non sia soltanto uno studio di consulenza dove esercitare le competenze di ciascuno di noi, ma uno spazio grande, aperto, multifunzionale e laboratoriale per aiutare al meglio ogni individualità a mettere al mondo i propri talenti nascosti, a proteggerli con devozione, a sostenerli con amorevole cura e infine a permettere che liberamente possano, con forza, mostrarsi al mondo.

Un luogo dove si possano risolvere le problematiche evolutive, individuali e familiari, grazie al dialogo, alle conoscenze mediche e terapeutiche, ma anche all’arte, strumento di creatività e di conoscenza capace di rinnovare l’essere umano nel profondo, e al fare insieme.

Un luogo dove i bambini possano giocare e le famiglie ritrovarsi e parlare, ma dove anche gli adolescenti sappiano trovare ascolto, se è necessario, divertimento sano e iniziative a loro dedicate.

 

Il nido e la materna

Qualche parola ancora sul nido “TUTTI GIU’ PER TERRA”, il cuore pulsante dell’Associazione Semi di Futuro.

Il nostro nido simboleggiato da un angioletto, porta il nome di un gioco tipico del bambino piccolo come esplicitazione di quell’aiuto ad incarnarsi, a scendere sulla terra, di quella piccola parte di cielo, di spirito, che è ogni bimbo e ogni essere umano.

Accanto ai principi educativi degli autori citati prima, alla base della linea pedagogica dell’asilo ci sono anche i Quattro pilastri dell’educazione indicati da Jacques Delors, nel suo rapporto del 1997 per l’UNESCO:

  • IMPARARE A VIVERE INSIEME
  • IMPARARE A CONOSCERE
  • IMPARARE A FARE
  • IMPARARE A ESSERE

Nel nostro nido è fondamentale la relazione con le famiglie per creare un abbraccio armonico intorno a questi piccoli che hanno tanto lavoro da fare, specialmente nei primi, fondamentali anni della loro vita.

Ed è fondamentale il rapporto con la natura che scandisce i grandi e piccoli ritmi che tanto nutrono e sostengono la crescita: il grande ritmo delle stagioni, il ritmo sonno-veglia, il ritmo del gioco e del riposo, il ritmo dei pasti con gli ingredienti della stagione, il ritmo del respiro… (http://www.associazionesemidifuturo.it/in-asilo-si-acquisisce-la-salute/
Altrettanto fondamentale è la cura del benessere, nel senso di quel “sentirsi bene in se stessi” che Steiner indicava come uno dei quattro sensi di base del bambino (insieme al senso del tatto, del movimento e dell’equilibrio (http://www.associazionesemidifuturo.it/coccolo-attenzione-silenzio) che permette ai bambini di sperimentare la motricità, così da afferrare il proprio corpo e nel contempo la consapevolezza di essere un io.

Nel nostro nido i bambini escono a giocare in giardino ogni giorno e con ogni tempo, felici di poter calpestare le pozzanghere con la pioggia, o di giocare con luci e ombre delle piante nelle giornate di sole, con la sabbiera a preparare dolcini con le formine, o ad accarezzare Smilla, il labrador che li riconosce ad uno ad uno e li aspetta per farsi coccolare.

A questo riguardo il seme da cui siamo partiti vuole anche ricordare come l’uomo sia al centro di tutto un ambiente naturale cui il bambino guarda ancora con intima religiosità e che oggi, purtroppo, è sempre più distante dalla vita e dall’esperienza di ognuno di noi e soprattutto dei più piccoli.

I ritmi quotidiani dei bambini si svolgono senza fretta tra pappe cucinate sul posto in modo semplice, da gustare tutti insieme, e giochi e nanne, sempre accompagnati dall’amorevole canto delle maestre che scandisce lo scorrere della giornata.

E prima di tornare a casa una tisana e un biscottino da mettere in tasca segnano il momento del saluto e creano un “ponte d’oro” che invoglia il bambino a ritornare il giorno successivo in quella che, di fatto, è vissuta e sentita come la sua seconda casa.

 

I seminari e le cene

Ogni anno l’associazione organizza incontri e seminari rivolti a tutti. Ma anche serate di condivisione e cene di autofinanziamento. L’ultima in ordine di tempo (http://www.associazionesemidifuturo.it/cena/) è nata dalla volontà del nostro gruppo di maestre e mamme di inserire nel nido un piccolo ospite proveniente da un Centro di Accoglienza per Mamme e bambini in difficoltà che si trova nel nostro quartiere. Abbiamo fatto questa esperienza già nei cinque anni precedenti, accogliendo bambini, spesso profughi, che provengono da storie di vita molto difficili e disagiate. La loro permanenza nel nostro nido ha permesso alle mamme di avere più tempo per cercarsi un lavoro e per organizzarsi un’esistenza il più dignitosa possibile.

Tra le iniziative seminariali più recenti ricordiamo il Laboratorio di biografia (http://www.associazionesemidifuturo.it/seminario-biografico-ii/) giunto alla seconda edizione.

Si tratta di tre incontri disseminati nel corso dell’anno durante i quali i partecipanti, guidati da una counselor biografica formatasi all’Emerson College, sono invitati ad aprire le porte su un mondo sconosciuto: loro stessi. Guardare gli eventi che costituiscono la propria storia con occhio limpido e libero dai preconcetti ci dà l’opportunità di scoprire nuovi significati e nuove verità. La sfida è di avvicinarsi ad essa come testimone, cercando di non perdersi nei meandri delle memorie emotive o delle posture scelte in passato che forse oggi non sono più utili.

E’ facendo lo sforzo di separare l’essenziale dal superfluo che possiamo digerire il nostro passato, integrarlo e scorgerne gli obiettivi e le intenzioni più profondi. Ed è solo facendo luce su questi obiettivi che possiamo diventare responsabili del nostro futuro, possiamo fare pace con il passato, risvegliare le opportunità del presente e partecipare  pienamente al proprio destino.

E vogliamo citare i seminari di Incontri con il colore, una serie di sedute settimanali con la pittura perché fare arte favorisce lo sviluppo armonico dell’essere umano, mettendo in equilibrio l’istinto e la ragione e ci aiuta a conoscere e dare forma agli strati più sottili e profondi del nostro essere.

 

Le conferenze

Abbiamo organizzato incontri e conferenze su diversi temi, spesso suggeriti dalle famiglie socie o da genitori, interessati ad approfondire alcuni aspetti educativi o magari preoccupati per l’irritabilità e la poca concentrazione dei loro figli. Per esempio sul rapporto tra bambini e nuove tecnologie, (http://www.associazionesemidifuturo.it/i-bambini-e-la-tecnologia-2/), sul concepimento e la gravidanza, sull’importanza del gioco, del tatto, del contatto e del massaggio…

A biblioteche, spazi pubblici e diversi centri della città proponiamo un ciclo di quattro incontri di sostegno alla genitorialità con esperienze pratiche, momenti di riflessione e condivisione, in programma per i prossimi mesi.

Siamo convinti che diventare consapevoli sia un processo che non può prescindere dalla dimensione sociale e politica di ognuno di noi.

Per questo abbiamo invitato tra i nostri relatori il professor Harrie Salman che per la prima volta a Roma affronterà (http://www.associazionesemidifuturo.it/quale-futuro-quale-europa/) il grande tema della crisi europea: instabilità finanziaria, immigrazione, disoccupazione, spinte nazionalistiche, divisioni scatenate dalle differenze religiose…

Per trovare visioni alternative all’attuale politica, retaggio di un modello di sfruttamento delle persone e della terra, è necessario creare e conoscere la nuova missione dell’Europa da un punto di vista non solo storico e politico-sociale, ma anche nazionale e individuale.

Ogni individuo può dunque farsi promotore e strumento di tale cambiamento, riflettendo sulle responsabilità e le libertà di ciascuno per risvegliare la nostra coscienza di europei e di cittadini del mondo.

Per tutto ciò il nostro motto è: “CON I BAMBINI ADULTI DI DOMANI”.

E per fare sì che il domani sia possibile è necessario trasformare le nostre scuole in Atelier, dove sperimentare il bello con materiali più impensabili, dove dare assistenza al percorso particolare di ogni individuo, dove ognuno possa esprimere il proprio potenziale creativo e percepire la propria esistenza come “vita protesa verso un senso” (Frankl).

Nella giovinezza tale sentimento potrà allora trasformarsi in idealismo, in volontà di collaborare a cambiare il mondo andando liberamente e amorevolmente incontro al proprio futuro.

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