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La scuola fa differenza, emozioni, famiglie, formazione, genere, identità, spazi

Sara Marini, Giulia Franchi

L’associazione S.CO.S.S.E. – Soluzioni Comunicative Studi Servizi Editoriali nasce a Roma nel 2011 grazie a una start-up dell’università di Roma Tor Vergata. Le socie sono un gruppo di giovani donne provenienti prevalentemente dall’ambiente accademico e dagli studi di genere, la cui scommessa è stata quella di trovare ambiti applicativi in cui investire le proprie competenze.

Si è avviato dunque un percorso di realizzazione e sostegno di attività e politiche per le pari opportunità e la valorizzazione delle differenze di genere e di orientamento sessuale, per l’accoglienza, per l’intercultura, per i diritti delle e dei cittadini stranieri, delle e dei disabili, ispirandosi ai principi del rispetto e dell’uguaglianza, contro ogni forma di violenza e di discriminazione.

In particolare è risultato subito strategico creare un settore “Formazione e infanzia” che si occupasse di diffondere l’educazione al rispetto e alla valorizzazione di tutte le differenze già dalla primissima infanzia, credendo fermamente che questo significasse concentrarsi sulla fascia d’età 0-6 anni. Per farlo lo strumento più efficace e in cui crediamo maggiormente è senz’altro la formazione delle figure educative di riferimento: genitori, insegnanti, educatori e educatrici. Aprire un dialogo costante e costruttivo con chi lavora quotidianamente con bambine e bambini sugli strumenti e le pratiche educative, che consenta di condividere e ridiscutere il proprio vissuto e le proprie scelte alla luce di una maggiore consapevolezza, in merito alle tematiche di genere, agli stereotipi esistenti in questo ambito e di cui ciascuono di noi, consapevolente o inconsapevolmente è permeato e riproduce, in merito alla loro portata e al modo in cui vanno a incidere sull’educazione di bambini e bambine e sul loro proiettarsi nel futuro.

Parallelamente a questa attività a cui riconosciamo centralità strategica, gli altri due assi sui quali si sviluppa l’azione di SCOSSE in ambito educativo sono la realizzazione di interventi in classe, in particolare di educazione sentimentale e prevenzione del bullismo e della violenza di genere nelle scuole secondarie di primo grado, e l’impegno a fare rete tra associazioni, scuole, istituzioni, università e amministrazioni per la valorizzazione delle differenze. Quest’anno si terrà la terza edizione dell’incontro nazionale Educare alle Differenze.

L’inserimento di un approccio di genere nelle scuole di ogni ordine e grado, sia sotto il profilo teorico che operativo, è per noi cruciale per contrastare la formazione di logiche discriminanti e di stereotipi, anche relativi ai ruoli in famiglia e al futuro professionale di ciascuno/a, e per prevenire fenomeni di violenza e sopraffazione legati al genere e all’orientamento sessuale. Per contribuire quindi alla costruzione di una società di donne e uomini più libera e equa. La segregazione orizzontale e verticale nel mercato del lavoro e i differenziali retributivi di genere (vale a dire la distinzione che permane statisticamente tra donne e uomini nel percorso di studi e professionale, sia dal punto di vista delle materie in cui si applicano e nella scelta dei precorsi, sia della possibilità o meno di fare carriera, sia infine del salario) sono infatti anche segni del mantenimento di modelli di genere arretrati, che influenzano le aspirazioni e le scelte delle donne e degli uomini di domani, sotto un profilo sia familiare che professionale. Per incidere su questi terreni è necessario intervenire fin dalla primissima infanzia, quando bambini e bambine, attraverso esperienze individuali e collettive, sono messe/i in condizione di fare le medesime esperienze, acquisire le stesse abilità, immaginare liberamente la proiezione di sé nel futuro, imparare a esprimere e gestire le emozioni, conoscere e rispettare il corpo, proprio e altrui, veder riconosciuti i propri bisgni e sentirsi sostenuti/e e rafforzati/e dagli adulti, in egual misura, a prescindere dal proprio genere.

Cosa sono gli STUDI DI GENERE?

Sono le ricerche condotte in ambito accademico per comprendere gli aspetti, i livelli e le dimensioni dei fattori che intervengono nella costruzione delle maschilità e delle femminilità; per indagare le dinamiche di potere che legano in un rapporto gerarchico i due sessi e gli effetti che su di esse hanno gli eventi, in modo da comprenderne a fondo il significato e la portata.

Gli studi di genere sono una PROSPETTIVA EPISTEMOLOGICA, un modo di interpretare la realtà, che utilizza la categoria di GENERE per analizzare i fenomeni sociali, storici e culturali, applicabile a qualunque ambito di osservazione. Tale prospettiva tocca praticamente tutto l’arco delle discipline.

Inizialmente condotti dai movimenti femministi e/o omosessuali e dalle minoranze etniche e linguistiche, sono nati negli Stati Uniti e hanno iniziato a diffondersi in Europa e nel resto del mondo negli anni Ottanta.

Cosa si intende per GENERE?

La costruzione sociale e culturale dell’identità legata al sesso biologico, con vincoli che la legano anche ai comportamenti e agli orientamenti sessuali, all’essere maschi o femmine nella loro reciproca relazione e interazione.

Si tratta dell’insieme delle differenze tra donne e uomini, che consistono in tutti quei processi psichici, relazionali, comportamentali, geograficamente e storicamente determinati in base a norme, tradizioni, motivazioni economiche e di potere, soggetti a variazioni costanti nel tempo e al mutare di queste componenti.

Il corso triennale “La scuola fa differenza

Dal 2014 SCOSSE svolge per Roma Capitale il corso di formazione triennale “La scuola fa differenza” rivolto al personale di nidi e scuole dell’Infanzia. Il percorso ha coinvolto oltre 200 tra insegnanti ed educatrici di 18 strutture dispiegate sull’intero territorio cittadino e suddivise in 8 gruppi misti 0/6 anni, ciascuno costituito dall’intero gruppo educativo del nido e della scuola dell’infanzia. Il corso è stato pensato di concerto con l’Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità di Roma Capitale nel 2013, in continuità con il “Piano di aggiornamento per il personale dei nidi e della scuola dell’infanzia per il triennio educativo e scolastico 2013-2016” e ha visto nei primi due anni la partecipazione di Archivia – Biblioteca Archivio Centro di Documentazione delle Donne.

Tra i principali obiettivi del corso:

– indagare i processi di costruzione delle identità di genere e lavorare alla valorizzazione delle differenze, dal punto di vista dei presupposti teorici, dell’attività didattica e dei rapporti educativi e relazionali, degli spunti operativi.

– far riflettere sul ruolo attivo, mai neutro, dell’adulta/o educante o insegnante della costruzione e/o trasmissione di stereotipi.

– valorizzare all’interno del gruppo 0-6 peculiarità e occasioni di continuità del lavoro sugli stereotipi di genere tra nido e scuola dell’infanzia.

La metafora che maggiormente rappresenta il senso di questo percorso è quella di fornire delle lenti con cui guardare al proprio ruolo, al proprio lavoro, al rapporto educativo sotto una nuova prospettiva che ci permetta di cogliere i modelli culturali sottesi ai comportamenti che teniamo, ai messaggi che veicoliamo, ai libri che leggiamo, alle attività che proponiamo, al sostegno che scegliamo di fornire o negare … e così a ogni nostra scelta.

Ogni annualità, che ha previsto circa 20 ore tra percorso di base obbligatorio e formazione complementare, è stata strutturata prevedendo incontri di approfondimento teorico, articolate esperienze di laboratorio che hanno costituito il cuore del corso, ampi spazi di ricerca-azione incentrata sull’osservazione del gioco simbolico e la progettazione condivisa di strumenti e attività inerenti alle tematiche affrontate. In un’ottica di autoformazione e scambio di buone prassi la seconda annualità si è conclusa con una giornata di condivisione delle esperienze che ha coinvolto, alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, tutte e 200 le partecipanti.

In una prospettiva orizzontale di co-costruzione dei saperi, strumento privilegiato, oltre alla parola e alla scrittura – mezzi di condivisione, di confronto, di autonarrazione che parte dalle esperienze e dai vissuti – sono stati i libri per l’infanzia e in particolare gli albi illustrati, formidabile dispositivo per la costruzione dell’immaginario di bambine e bambini, attraverso l’intreccio di immagini e parole.

Ed è proprio alle immagini che affidiamo un rapido excursus sulle tematiche affrontate all’interno del corso a partire da “Et Pourquoi pas toi?” di Madalena Matoso (Éditions Notari). Méli-mélo che permette attraverso il meccanismo delle pagine tagliate a metà di immaginare uomini e donne di ogni età e cultura intenti in tutti i tipi di attività, hobby e professioni, perché ognuno e ognuna può essere (o diventare) ciò che vuole.

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La costruzione dell’identità di bambine e bambine

 

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Lee Suzy, L’onda, Corraini, Mantova, 2008

 

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Heidelbach Nikolaus, Cosa fanno i bambini, Donzelli, Roma, 2011

Il corpo

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Alonso Fran e Vicente Manuel G., Io e il ragno, Kalandraka, Firenze, 2011

 

 

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Set prototipo di bambole progettate da SCOSSE in occasione del primo anno del corso

La scuola fa differenza e realizzato dal laboratorio tessile della cooperativa Zajedno di Roma

 

 

Le professioni

 

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Puybaret Eric, Il grande libro dei mestieri, EDT-Giralangolo, Torino, 2015

Famiglie

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Francesca Pardi e Altan, Piccolo uovo, Lo Stampatello, Milano, 2011

 

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Gay-Para Praline, Saillard Rémi, Andiamo papa!, Edizioni Clichy, Firenze, 2013

Emozioni

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Moreau Laurent, A che pensi?, Orecchio Acerbo, Roma 2012

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Herbéra Ghislaine, Il signor senzatesta, La Margherita, Cornaredo, 2012

Le fiabe

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Gustave Dorè, Cappuccetto rosso

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Browne Anthony, Nel bosco, Kalandraka, Firenze, 2014

Sottorappresentazioni

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Dani Torrent, Album per i giorni di pioggia, Edizioni Corsare, Perugia, 2014

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Won Hee Cho, I giganti e le formiche, Orecchio Acerbo, Roma, 2014

Spazi e gioco

 

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Immagine tratta dal video di documentazione realizzato da SCOSSE e Clichevideo nella scuola dell’infanzia V. Piccinini di Roma al termine del secondo anno di corso di formazione dedicato agli spazi

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Blatt Jann, Massini Sarah, Evviva i libri!, Gribaudo, Milano, 2014

Verifica, valutazione e osservazioni

Il corso è stato monitorato attraverso un sistema interno di indagine quantitativa e qualitativa effettuata somministrando questionari compilati attraverso discussioni e contrattazioni in piccoli gruppi.

Il percorso ha incontrato alti e bassi prevedibili nel lavoro su se stesse e nel rapporto con le famiglie, ma ha avuto un ritorno nel complesso molto positivo favorendo l’assunzione di consapevolezza riguardo le tematiche in oggetto e la capacità di confrontarsi in merito, rafforzando la coesione del gruppo educativo e portando a una visione più concreta e costruttiva della continuità 0-6 e della cooperazione scuola-famiglia, anche grazie all’emergere di risorse presenti nel gruppo, a volte inconsapevoli o silenti.

In alcuni casi si sono registrati attriti o incomprensioni dovuti a resistenze esterne su queste tematiche e/o ai primi tentativi autonomi di riportare alle famiglie contenuti affrontati nel percorso di formazione intorno ai quali non era maturata sufficiente competenza.

Si è scelto per questo in un caso di organizzare degli incontri tra il gruppo docente, le formatrici e i genitori per riportare la discussione all’interno di una dinamica orizzontale e condivisa circa la centralità di bambini e bambine e del loro benessere, come singoli/e e come gruppo.

È emerso inoltre chiaramente il bisogno dei gruppi e delle partecipanti di tornare a concentrarsi su se stesse e sulla matrice delle proprie credenze attraverso pratiche laboratoriali. Decisivo, in una seconda annualità caratterizzata da forti tensioni sindacali, si è rivelato l’incontro finale di autoformazione, che ha restituito il senso del lavoro svolto grazie al confronto con le colleghe e tra tutti i gruppi e ha permesso di acquisire una visione d’insieme del percorso e della portata di un cambiamento culturale che tocca trasversalmente tutti gli ambiti delle relazioni e dei saperi.

La triennalizzazione è necessaria per sedimentare i contenuti, proseguire il movimento che porta a guardare alternativamente dentro e fuori di sé, rafforzare le competenze teoriche e acquisire sicurezza nel riversarle nel lavoro in classe e nel rapporto educativo con i /le singole/i e con il gruppo, garantire supporto e tutoraggio nel lavoro di coinvolgimento delle famiglie su tematiche e percorsi intrapresi.

Pubblicazioni

Al termine della prima annualità, in collaborazione con Archivia, è stato realizzato un ebook consultabile all’indirizzo http://www.scosse.org/ebook-scuola-fa-differenza/

A settembre 2015 è stato pubblicato il volume Leggere senza stereotipi. Percorsi educativi 0-6 anni per figurarsi il futuro (Settenove edizioni), nato anche dall’esperienza de “La scuola fa differenza”.

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