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Lavorare in gruppo aperto con bambini da 1 a 6 anni

 

In collaborazione con la rete NOA di Berlino

L’open group è più di un concetto pedagogico: è una prospettiva di cambiamento a partire dalla quotidianità dei nidi e delle scuole dell’infanzia, dove i bambini sono i veri protagonisti.

 

RILA logoUn percorso per avviare riflessioni ponendosi domande, nella logica di guardare le proprie realtà per provare ad aprire nuove possibilità d’esperienza. In modo particolare si affronteranno tematiche quali il ruolo degli adulti, il rapporto tra individualità singole e gruppo, i contesti.

 

Una proposta indirizzata a coordinatrici/tori e responsabili di servizi zerosei con l’obiettivo principale di riflettere intorno ai valori del servizio per uniformare comportamenti e prassi per individuare e sviluppare spunti di riflessione originali e specifici per migliorare le performances professionali e creare un clima di reciproca attenzione e di propositività.

 

 

Lavoro aperto

Da Berlino a Berlino alla scoperta del Lavoro Aperto

Il diario di viaggio è un qualcosa, che sin dai tempi antichi, l’uomo ha utilizzato per fermare sulla carta pensieri, sensazioni, emozioni e immagini che altrimenti sarebbero svaniti e, avrebbero colpevolmente privato l’umanità futura di grandi esperienze. Entrare in contatto con una “realtà nuova” non è solo un’occasione per sperimentare…

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Intervista a Nadja Liebegut responsabile Kita BIENENKORB di Dresda

Nell’intervista Nadja presenta il percorso che il gruppo di lavoro del Kita Bienenkorb ha affrontato per promuovere un cambiamento mirato a porre il bambino al centro dei propri pensieri.

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Modelli organizzativi

Quanto i Modelli Organizzativi “dicono” della nostra scuola ?

Donatella Gertosio
Ho letto con interesse l’articolo “Qualità del servizio scolastico e modelli organizzativi nella scuola dell’infanzia” in cui l’autore, l’isp.M.Maviglia, cercando di individuare alcuni elementi costitutivi dei modelli organizzativi, pone in essere domande che rimandano ad una più ampia analisi della “mission” della scuola dell’infanzia e della sua vera essenza.

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Progettare il cambiamento tra teorie e pratiche

Laura Malavasi
Quando si incontra un contributo come l’articolo “Qualità del servizio scolastico e modelli organizzativi nella scuola dell’infanzia” si rimane sempre molto sorpresi. E’ quello che mi è successo personalmente e ancora di più scorrendo il nome e andando a vedere che lo scritto era a firma di un Ispettore Tecnico M.I.U.R, Mario Maviglia.

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Autonomia e responsabilità

Autonomia e responsabilità

L’autodeterminazione dei bambini e il suo significato pedagogico
Gerlinde Lill e Roger Prott analizzano quanto potere decisionale gli adulti concedono ai bambini

“Non possono mica fare quello che gli pare…” Questa è la tipica reazione degli adulti quando si parla di concedere autonomia ai bambini. La qual cosa dipende, tra l’altro, dal fatto che non sono chiari né i contenuti, né gli obiettivi.

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Dare spazio all’autonomia

Partendo dalla sua esperienza pratica, Beatriz Trueba illustra tutto ciò che rientra nell’autonomia e su cui si dovrebbe riflettere al di là della destrezza nella vita pratica, cosa che per gli adulti è molto utile, poiché ne vengono sgravati dal bambino e si chiede se un bambino debba diventare il prima possibile uguale all’adulto

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Aprire gli spazi

“Forza, saltiamo il recinto!”

Il vero modo di scoprire è fuori dai “cancelli” dei servizi educativi. I bambini nel loro percorso verso l’autonomia acquisiscono una serie di abilità: sarebbe un errore non fare in modo che le possano mettere in gioco. È nel loro interesse che possano partecipare alla vita comunale, non come figure estranee o occasionali, bensì come concittadini partecipativi. L’apertura della scuola dell’infanzia all’ambiente circostante arreca benefici a chiunque: bambini, personale educativo, comunità e istituzioni.

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Nulla e di nuovo nulla

L’infanzia oggi è istituzionalizzata e organizzata dagli adulti, dunque i servizi per l’infanzia dovrebbero offrire un maggior benessere e una vita “indisturbata” ai proprio ospiti. L’elemento primario diventa la calma, intesa come un tempo libero, lungo e calmo e non strutturato e programmato. Per questo scopo aprire le “Stanze del Nulla e del Senza” è una necessità, un modo per rendere tutto possibile. Offrire ai bambini il Meno o il Nulla vuol dire farli riappropriare del proprio tempo e dei propri spazi.

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Ascolto e benessere

Il benessere dei bambini

Intervista a Maria Pia Fini

a cura di Annalisa Casali

Il benessere dei bambini: in che termini il concetto di benessere è presente nella pedagogia montessoriana? Può offrirci qualche esempio molto concreto di cosa può significare nella giornata quotidiana perseguire e sostenere il benessere dei bambini?

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Quando l’ascolto diventa progetto

Diana Penso
Come avviene l’apprendimento nella scuola dei più piccoli?
Come nasce, si forma e si sviluppa l’intelligenza, come si costruiscono le categorie logiche che permetteranno in seguito il riconoscimento e la rappresentazione della realtà?

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Eventi:

Milano: Ripetere e ritrovare: quotidianità, noia, trasformazione?
La Spezia: Conversazione di introduzione al Lavoro Aperto
Trento – RILA Il rispetto dell’autonomia del bambino: quali interrogativi
Bologna – RILA Prove di cambiamento tra teorie e pratiche
Verona – RILA Progettare il cambiamento tra teorie e pratiche
Borgo Valsugana: Open group – Fase di avvio del Lavoro Aperto

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