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Lo spazio nel progetto educativo: il ruolo dell’educatore

Doriana Allegri

Fiammetta Tonelli


(Introduzione ai percorsi formativi operativi per nidi -“Progettare per i piccolissimi”- e scuole d’infanzia -“Dalla progettazione alla giornata Educativa” – del Comune di Genova).

Il tema dell’ambiente inteso come spazio è un elemento fondamentale nella definizione del progetto educativo che si intende realizzare. Secondo una teoria socio-costruttivista dell’apprendimento le strutture, la scelta dei materiali e il modo in cui vengono messi a disposizione dei bambini costituiscono un invito all’esplorazione e alla comunicazione con l’ambiente e tra le persone presenti nello spazio educativo. Poiché lo sviluppo sociale è visto come parte integrante dello sviluppo cognitivo, lo spazio deve essere progettato e predisposto per garantire che tutti i bambini e gli educatori si sentano a loro agio e sviluppino il piacere del fare insieme. Nella convinzione che la qualità degli spazi vada di pari passo alla qualità dell’apprendimento, Loris Malaguzzi ha definito proprio lo spazio come terzo educatore (Malaguzzi, 2010).

Dunque, l’organizzazione degli spazi deve derivare da un attento processo di riflessione.

Foto spazi GE3Un ruolo fondamentale è giocato dagli educatori i quali non sono coinvolti esclusivamente nel rapporto diretto con i bambini e con le loro famiglie ma si dedicano alla cura degli aspetti estetici, percettivi e sociali dello spazio educativo, in linea con la loro idea di progetto educativo.

L’obiettivo della progettazione ambientale deve essere, dunque, quello di organizzare spazi adeguati sia per il bambino, che per gli insegnanti e i genitori.

Ogni asilo nido è organizzato in spazi differenziati funzionali a rispondere ai bisogni propri delle diverse età, ai ritmi di vita dei singoli, alle attività. Importante è che vi siano spazi, interni ed esterni, che favoriscano gli scambi comunicativi tra bambini, ma anche tra questi e gli adulti ed anche spazi che favoriscano momenti di intimità individuale dei piccoli. Questi devono essere messi nelle condizioni di esprimere al meglio le loro potenzialità, le loro competenze e le loro curiosità, devono sentirsi protagonisti attivi dei percorsi educativi e costruttori della loro identità.

Agli educatori, a loro volta, deve essere garantito uno spazio adeguato, non a misura di bambino, in cui poter preservare il momento dell’incontro con i genitori e poter realizzare una proficua collaborazione tra di loro.

Oltre agli spazi, è molto importante pensare con attenzione anche ai materiali da utilizzare che trasmettano ai bambini bambino un senso di sicurezza, accoglienza e protezione (Rinaldi, 2009). Foto spazi GE 2Tutti gli arredi, sia interni che esterni, devono possedere dei requisiti ben precisi che attengono alla loro funzionalità, alla sicurezza, all’accessibilità e alla facilità d’uso, ma anche alla gradevolezza estetica.

In sintesi, l’architettura dello spazio educativo non deve essere puro assemblaggio di spazi e materiali ma deve scaturire da un costante dialogo con il progetto pedagogico.

Esperienze pratiche

I Servizi per l’infanzia del Comune di Genova nella progettazione e nella declinazione dei servizi riconoscono il ruolo importante del contesto educativo nel favorire il benessere, lo sviluppo e la crescita dei bambini. Il tema dell’ambiente inteso come spazio insieme alla consapevolezza del cambiamento del concetto di infanzia, che vede il bambino come agente attivo del suo sviluppo nei vari contesti di vita, sono elementi fondamentali nella definizione del progetto educativo.

Questa consapevolezza maturata e condivisa da tutte le scuole/nidi della Direzione Scuola e Politiche Giovanili richiedeva una riflessione approfondita ed è per questo che nel corso dell’anno scolastico 2014/15 il Coordinamento Pedagogico ha proposto un percorso di formazione per le insegnanti /educatrici disposte a mettersi in gioco sulla sperimentazione di nuovi modelli.

Il percorso si è avviato con due incontri seminariali, dal titolo “la qualità dei servizi educativi 0-6 e la buona progettazione degli spazi: l’architettura, gli arredi, i materiali”, ai quali hanno partecipato responsabili e funzionari delle scuole, educatori di sette nidi che si sono proposti per ripensare al contesto educativo della loro realtà e insegnanti di nove scuole infanzia interessate a ripensare alla progettazione della giornata educativa.

La formazione è poi proseguita in modi diversi, per i nidi si è avviato il corso “Progettare per i piccolissimi” condotto, per ciascun gruppo di lavoro, da un funzionario del Coordinamento pedagogico, che, in linea con le più recenti teorie psico pedagogiche, ha stimolato la riflessione degli educatori sull’ “idea di bambino” e su come la strutturazione dello spazio, l’attenzione ai tempi e ai materiali a disposizione diventano parte integrante del progetto educativo. Si è proseguito con una visita agli spazi del nido, poi con la piantina a disposizione si sono evidenziati i punti di forza e le criticità riferite ai diversi ambienti e le educatrici in un confronto “brainstorming” hanno esposto diverse proposte e soluzioni; l’ indicazione del formatore è stata quella di pensare ad un progetto condiviso su uno o più spazi del nido, e dopo un periodo di sperimentazione convocare un incontro di verifica per validare il progetto.

 

Hanno  curato la stesura dell’articolo “Progettare per i piccolissimi”  Ufficio Coordinamento Tecnico dei Servizi per l’Infanzia Comunali e Privati
Responsabile Doriana Allegri –  Funzionario Fiammetta Tonelli e Tirocinante Claudia La Cavera.

 

 Asilo Nido “Eolo”  –   Asilo Nido “Cicogna”

 

 

Dalla progettazione alla giornata educativa”

Il percorso formativo delle scuole infanzia condotto da un docente della Facoltà di Scienze della Formazione di Genova, si è così articolato: un incontro seminariale su “La giornata educativa, diverse tipologie dell’offerta pedagogica”, e, per le scuole che si son proposte per la sperimentazione, un percorso di riflessione sulla progettazione della giornata educativa.

Le insegnanti di ciascuna scuola hanno lavorato individualmente con il formatore individuando un proprio modello di giornata educativa a seconda degli spazi a disposizione, del numero di sezioni, della programmazione educativa, degli orari di frequenza dei bambini …

Il percorso si è concluso a chiusura dell’ anno scolastico con una conferenza di verifica aperta a tutte le scuole infanzia comunali, le insegnanti coinvolte nella formazione hanno illustrato la loro esperienza e il progetto/ modello sperimentato a scuola.

L’esperienza si diffonderà gradualmente a tutte le scuole infanzia per arrivare a proporre un modello di giornata educativa più flessibile nell’impostazione, con possibilità di esperienze comuni uguali per tutti i bambini, per apportare cambiamenti dentro l’organizzazione della giornata educativa attraverso la riorganizzazione degli spazi scolastici.

 

 

Scuola dell’infanzia “Guido Rossa”   –   Scuola dell’infanzia “Montale”

 

Bibliografia

Malaguzzi, L. (2010). I cento linguaggi dei bambini. L’approccio di Reggio Emilia all’educazione dell’infanzia. Bergamo: Edizioni Junior, 2010.

Rinaldi C. (2009). In dialogo con Reggio Emilia ascoltare, ricercare e apprendere. Reggio Emilia: Reggio Children.

Foto spazi GE 6

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Documentazione:

Dalla progettazione alla giornata Educativa – Scuola dell’Infanzia Montale
Dalla progettazione alla giornata Educativa – Scuola dell’Infanzia Guido Rossa
Progettare per i piccolissimi – Nido Cicogna
Progettare per i piccolissimi – Nido Eolo

2 commenti su “Lo spazio nel progetto educativo: il ruolo dell’educatore

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