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L’osservazione del bambino nel contesto scolastico

castiglia-3Lucia Castiglia

Responsabile del Coordinamento pedagogico dei Servizi Educativi per l’infanzia 0-6 anni del Comune della Spezia

Staff scientifico del progetto

Franco Giovannoni Neuropsichiatra Direttore del Servizio Neuropsichiatria Infantile Asl 5 Spezzino
Nadia Scattini Tecnico della Neuro-psicomotricità dell’età evolutiva
Caterina Grillo Psicolinguista
Lorella Amabile Psicologa

Il Sistema dei servizi per l’infanzia 0-6 anni, gestito direttamente dal Comune della Spezia comprende 9 nidi, 3 centri bambini e bambine e 7 scuole dell’infanzia che accolgono complessivamente circa 800 bambini e le loro famiglie.

Nel 2005 il Consiglio comunale della Spezia ha deliberato il “Regolamento del sistema integrato dei servizi per l’infanzia. Cultura dell’infanzia” e l’art. 1 “Finalità istituzionali” recita: “Il Comune della Spezia promuove lo sviluppo di un sistema educativo integrato che tutela i diritti delle bambine e dei bambini così da favorire, interagendo con la famiglia, il benessere e il pieno sviluppo delle loro potenzialità, nel pieno rispetto delle esigenze e dei ritmi individuali di crescita, in una prospettiva di educazione permanente e di reciprocità, di confronto e sostegno, con l’obiettivo comune di elaborare una nuova cultura dell’educazione a cui devono partecipare tutte le agenzie educative: consapevoli, attente, responsive, capaci di sostenere scelte anche alternative purché incardinate a valori autentici e autenticamente vissuti”.

I significativi cambiamenti delle realtà sociali e familiari hanno fatto rilevare e affrontare alle educatrici e alle insegnanti dei servizi per l’infanzia, nel corso degli anni, frequenti situazioni di criticità e di disagio nei bambini. Il personale educativo ha quindi manifestato la necessità di essere supportato da operatori ed esperti di altri servizi che a diverso titolo si occupano d’infanzia e famiglie. castiglia-4-cL’accoglienza di queste istanze da parte dell’Amministrazione comunale ha sollecitato la promozione del lavoro di rete tra i diversi soggetti istituzionali (Servizi Sociali, Servizi Educativi, Polizia Municipale, Neuropsichiatria infantile e Consultorio Familiare) per favorire il processo di integrazione tra i servizi e garantire una gestione più efficace e condivisa delle situazioni problematiche individuali e familiari e nello stesso tempo rispondere ai bisogni formativi e alle aspettative espresse.

L’esperienza è nata da un incontro, ma come spesso accade gli incontri, a volte anche casuali, producono effetti inaspettati, stimolano curiosità, interessi, stupori … basta lasciare, come ci ha insegnato Loris Malaguzzi, che l’occhio salti il muro … e non solo quello. L’incontro con l’altro è accaduto il 2 aprile 2014 in occasione della ricorrenza della Giornata mondiale dell’autismo. L’altro era il dott. Franco Giovannoni che nel suo intervento coglieva l’occasione per presentarsi come il nuovo direttore della SSD del Servizio di Neuropsichiatria Infantile ASL 5 Spezzino e, sottolineando che “…l’identificazione precoce di difficoltà nello sviluppo dei bambini rappresenta una sfida importante poiché apre delle possibilità di presa in carico ad un’età dove alcuni processi di sviluppo possono ancora venire modificati”, esprimeva il desiderio di “entrare” nei nidi d’infanzia della nostra città.

E’ nel confronto e nello scambio di idee, progetti e riflessioni che possiamo scoprire il senso del nostro impegno, consapevoli che le passioni gioiose – ricordando le parole di Maria Grazia Contini si sviluppano nella condivisione e creazione di legami di solidarietà, di alleanze educative, di riconoscimento delle fatiche e di valorizzazione reciproca.

L’idea che il bambino è portatore di teorie, interpretazioni, domande ed è co-protagonista dei processi di costruzione della conoscenza, rimanda all’uso consapevole di alcuni verbi riflessivi che guidano l’azione e il ruolo dell’adulto (genitore, educatore, insegnante, operatore): ASCOLTARE e OSSERVARE.

L’OSSERVAZIONE è a mio avviso legata alla dimensione del SAPER-STARE, nel senso di saper percepire il luogo dove viviamo e operiamo come “luogo da abitare” nel tempo e per il tempo necessario a conoscerlo, senza fretta, cogliendo ogni attimo, scoperta, gesto e sguardo d’intesa, ogni scelta discussa e condivisa, un luogo in cui si privilegi l’ascolto, “uno spazio in cui tornino possibili le vibrazioni, le sfumature, i toni minori, i sottovoce, i ricordi, gli appena” (A.A.V.V. Guida emozionale del territorio Anima Mundi Ed.)

Osservare non è solo un’azione, ma è anche una RELAZIONE DI RECIPROCITÀ, un processo che ci rende consapevoli di ciò che sta accadendo, è uno strumento che può confermare o smentire le nostre ipotesi o le nostre tesi, che ci permette di interpretare per poi fare delle scelte motivate, discusse e condivise nei gruppi di adulti, o adulti e bambini.

La consapevolezza che i servizi alla persona sono ambiti caratterizzati dalla complessità e che tutte le risorse e gli interventi devono essere posti in relazione sistemica e dialogica, ci ha spinto a ricercare continue interazioni con i servizi del territorio, al fine di porre le basi di quella cultura che ha nel concetto di comunità educante il suo fine ultimo.

castiglia-5L’osservazione del bambino nel contesto scolastico

Il progetto, cofinanziato dalla Regione Liguria, ha come caposaldo la prevenzione del disagio dell’infanzia in qualsiasi forma si presenti e ha lo scopo di fornire al personale scolastico gli strumenti necessari ad individuare eventuali difficoltà e di creare un linguaggio comune per poter elaborare percorsi individualizzati che possano garantire il benessere e il pieno sviluppo delle potenzialità del bambino, il rispetto delle sue esigenze e dei suoi ritmi di crescita, in continuità con la famiglia, i servizi sociosanitari e scolastici di grado successivo.

L’importanza di una programmazione educativa sulla continuità che garantisca al bambino il diritto a un processo formativo organico e completo e promuova uno sviluppo articolato, multidimensionale nella costruzione della sua personalità, comporta la capacità di porsi in continuità e in complementarietà con le esperienze che compie nei suoi vari ambienti di castiglia-8vita.

Il Sistema qualità dei nidi d’infanzia in Regione Liguria DGR 337/2015 al punto 8 Il lavoro di rete sottolinea come il raccordo e la relazione continua con i servizi sanitari, sociali, educativi e scolastici del territorio costituiscono risorsa per sostenere una crescita del bambino che sia ricca di opportunità e soprattutto coerente e organica.

La formazione

La formazione del personale si caratterizza come processo teso alla costruzione di consapevolezze, di modi e significati dell’educazione e di competenze specifiche ed ha la finalità di produrre cambiamenti e trasformazioni tanto a livello individuale quanto a livello organizzativo e sociale, consente una riflessione sul proprio ruolo lavorativo che può produrre nuove modalità comunicative e relazionali.

Il cambiamento diventa evolutivo se c’è circolarità tra individuo-piccolo gruppo-organizzazione e ambiente esterno: l’integrazione tra i vissuti, le attese, le resistenze dei singoli e i ruoli, le professionalità e le funzioni dell’organizzazione generano un processo decisivo per un’elaborazione di senso di quello che si sta facendo.

Obiettivi e contenuti

  • Approfondire la conoscenza delle fasi dello sviluppo del bambino da 0-6 anni in tutti i vari aspetti della crescita
  • Significati dell’osservazione e di strumenti opportuni per individuare le criticità di sviluppo dei bambini
  • Riconoscimento del genitore come “partner” valorizzandone competenze e ruolo
  • Coinvolgimento delle famiglie all’avvio e in itinere del progetto
  • Co-costruzione di schede di osservazione da utilizzare in ambito educativo
  • Condivisione di un linguaggio comune tra operatori di servizi di diversa appartenenza per poter dialogare sulle difficoltà dei bambini
  • Proposte di lavoro utilizzando il materiale osservativo preparato da educatrici e insegnanti al fine di stimolare la discussione sui casi presentati e di creare un clima di collaborazione e interscambio tra colleghi.

castiglia-5-bIl corso di formazione a carattere teorico-pratico ha coinvolto tutte le educatrici e le insegnanti dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali (a gestione diretta e in concessione) per un totale di circa 80 operatori suddivisi in gruppi di lavoro omogenei per servizio (nido/scuola infanzia) o eterogenei (gruppi continuità nido/scuola) in rapporto dialogico e operativo con lo staff del servizio di NPI:

neuropsichiatra, psicologa, psicoterapeuta della famiglia, psicolinguista, coadiuvato dalla pediatra consultoriale dei servizi educativi.

Il personale specialistico della Neuropsichiatria infantile ha proposto a educatrici e insegnanti di lavorare, attraverso la discussione e il confronto, su esempi di schede di osservazione che possano permettere di individuare elementi predittivi o criticità dei bambini, siano essi legate allo sviluppo psicomotorio, comunicativo-linguistico, relazionale e sociale attraverso attività ludico-didattiche che rientrano nella quotidianità del contesto educativo.

Le schede, risultato della rielaborazione dei lavori di gruppo dei nidi, sono suddivise per fasce di età (3-6-9-12-15-18-24-30-36 mesi) e tengono conto di diverse aree di sviluppo (Comportamento sociale, autonomia e gioco; Sviluppo posturale e motorio; Coordinazione oculo-manuale;

Percezione uditivo; Percezione visiva; Competenze linguistiche; Abilità personali) ognuna delle quali distinta in una serie di item.

Le schede della scuola dell’infanzia sono suddivise in aree di sviluppo in riferimento alle abilità di base previste per i bambini al termine del primo, del secondo e terzo anno di frequenza della scuola dell’infanzia (Abilità psico-motorie; Equilibrio e coordinazione dinamica generale, Coordinazione oculo-manuale; Percezione visiva e uditiva; Abilità linguistiche; Organizzazione spazio-temporale; Attività grafica; Gioco; Abilità personali).

Le schede prevedono la registrazione trimestrale delle abilità rilevate e si presentano come checklist poiché la risposta per ciascun item assume la forma di un semplice controllo, a seguito del quale si indica “sì” oppure “no” o “parzialmente” (qualche volta).

A completamento del processo osservativo sono state programmate in tutti i servizi educativi 0-6 anni osservazioni congiunte (personale educativo e operatori ASL) per confermare ed eventualmente supportare l’intervento educativo con suggerimenti e indicazioni mirati.

Successivamente sono stati proposti, all’interno delle stesse strutture di appartenenza e non in contesto ambulatoriale, appuntamenti e consulenze specialistiche alle famiglie.

I Risultati

Il progetto realizzato ha promosso una rete di relazioni e scambi che permette, favorendo la convergenza delle conoscenze, dando spazio all’ascolto e alla discussione, di attivare o riattivare le risorse positive di tutti i membri in riferimento alla funzionalità e alla competenza necessarie al benessere del bambino. Questo consente anche alla famiglia di percepire il sostegno e la solidarietà da parte del gruppo sociale, il senso di appartenenza ad una rete affettiva di cui fidarsi e a cui affidarsi in una dimensione di partecipazione, confronto, condivisione di valori e corresponsabilità che garantiscono la sostenibilità dello sviluppo della comunità stessa.

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