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Materie non scolastiche

Percorsi di educazione informale alla scoperta della materia e delle proprietà dei materiali            

Laura Plebani, Coordinatrice GiocheriaLaboratori e Simona Vimercati, Educatrice

 

GiocheriaLaboratori è un servizio della Pubblica Amministrazione che si rivolge alle scuole della città di Sesto San Giovanni con una funzione di sostegno e stimolo all’attività didattica attraverso varie proposte di laboratori.

Da GiocheriaLaboratori annualmente passa una media di 130 classi,  circa 3250 bambini.

Il gruppo di lavoro è composto da 3 educatrici, 1 coordinatrice, il tecnico psico-pedagogista e una serie di figure professionali e collaboratori, che hanno competenze differenti.

Il servizio è attivo dal 1987 e offre alle Scuole dell’Infanzia e Primarie laboratori scientifici e creativi grazie ai quali i bambini scoprono che imparare può essere anche divertente quando la curiosità trova occasioni per esplorare, creare e lavorare.

 

 

Le attività vogliono essere per i bambini un momento di gioco e di riflessione sui tanti perché che il mondo della scienza riserva. Le insegnanti che accompagnano la classe possono osservare i bambini in una situazione diversa dalla quotidianità, scoprendone aspetti e comportamenti nuovi oltre a cogliere spunti per la loro didattica. GiocheriaLaboratori offre corsi di formazione a gruppi di insegnanti di diverso ordine e grado, indirizzando la loro attenzione sull’osservazione e analisi   dei processi cognitivi dei bambini .

Le proposte per le scuole variano di anno in anno.

Alcuni temi rappresentano un archivio storico delle nostre attività: il laboratorio “Immagine”, “Luce”,”l’Astronomia”, “Il Contare”, “Misurare”, “Il Terrestre”, “Giochi in città”.

 

 

I percorsi sono declinati in modo differente a seconda dell’età dei bambini.

Il team di GiocheriaLaboratori ha progettato e realizzato negli anni diverse proposte di laboratori scientifici attraverso i quali concretizzare un modello di educazione informale alla scienza. Il progetto Materie non scolastiche nasce dall’esigenza e dal desiderio di approfondire e divulgare tale modello Dal ricco serbatoio dell’esperienza abbiamo ripescato delle tematiche che, rinnovate e rinfrescate, sono diventate poi il contenuto del nostro progetto.

Le parole chiave con le quali vogliamo descriverlo sono dunque Esperienza e Innovazione.

 

GiocheriaLaboratori per la prima volta incontra i bambini dell’asilo-nido con le loro educatrici.

A partire dai Nidi, la progettazione ha coinvolto i bambini della scuola dell’Infanzia, della scuola Primaria, fino agli adulti.

Abbiamo cercato i punti di continuità tra bambini di età, competenze, bisogni e linguaggi diversi, aprendo una riflessione sulla trasversalità delle modalità di apprendimento.

Il progetto si è svolto dal settembre 2013 a maggio 2015 ora negli Asili Nido ora in Giocheria-laboratori mantenendo sempre lo stesso obiettivo: predisporre gli spazi e mettere a disposizione materiali non strutturati per favorire e promuovere nei bambini l’attività di esplorazione di oggetti pre-funzionali e una analisi delle caratteristiche dei materiali.

 

 

L’esperienza nell’Asilo Nido è stata caratterizzata da un primo incontro con le educatrici alle quali abbiamo raccontato il nostro progetto. Abbiamo raccolto le loro idee e poi collaborato con loro nella progettazione dei laboratori all’interno dei nidi. In ogni nido hanno realizzato i laboratori ripensando gli spazi e armonizzandoli con i tempi delle attività quotidiane dei bambini. Durante lo svolgersi delle attività   abbiamo dato il nostro supporto sia come osservatori sia come documentatori filmandoli.

I laboratori proposti nei nidi ai bambini di 2/3 anni sono stati La terra, le granaglie, la carta, e gli oggetti e la luce .

 

Quali sono i punti che prendiamo in considerazione nell’allestire lo spazio? Come la figura dell’adulto si pone all’interno dei gruppi?

Allestiamo uno spazio di ricerca da percorrere da solo o con gli altri bambini. In questa progettazione cerchiamo di stare lontano dal già deciso, dal noto, da percorsi già tracciati, ma di stare vicino all’intreccio tra gli oggetti e i pensieri, tra il fare e il riflettere, tra le emozioni e la conoscenza.

In GiocheriaLaboratori nasce la mostra-laboratorio in uno spazio assai difficile, perché è uno spazio esploso verso l’alto e lo sguardo tende ad allargarsi potentemente a un fuori, ricco di natura e di luce, che sembra quasi entrare nel padiglione. Serve dunque un dentro molto leggibile, come dotato di un linguaggio silenzioso, che trasmette informazioni e percezioni; uno spazio che cura l’organizzazione del pensiero; uno spazio aperto, che si lascia trasformare da azioni soggettivamente significative. Una serie di pallet, attraversati da piccole mensole, permettono l’esposizione di oggetti pre-funzionali. Tutto è alla portata dei bambini. Altri contenitori raccolgono materiale in grande quantità. La quantità cambia la descrizione di ogni singolo materiale? È diverso immergersi in un contenitore colmo di striscioline di carta rispetto ad immergersi in un altro contenitore colmo della stessa carta, ma a fogli interi? Intero, spezzettato; intero, striscioline di carta. Non è forse il discreto e il continuo che tutti noi abbiamo incontrato in matematica? Allora, l’adulto che cosa fa? Spiega, toglie poesia.? Rinforza l’apparente spaccatura tra scienza e creatività?

No, noi pensiamo che l’adulto debba semplicemente imparare a guardare un foglio di carta o un oggetto per quello che è: il foglio può volare, se lo stringo si accartoccia, si lascia tagliare e unisco elementi isolati. Ma allora, la forma cambia la sostanza?

Noi adulti, in GiocheriaLaboratori, di fronte a tutte queste possibili punteggiature che il mondo circostante ci propone, sostanzialmente osserviamo e soprattutto ascoltiamo la musicalità costituita dal rumore dei movimenti delle mani e del corpo che accompagnano i pensieri dei bambini.

Le mani sono il primo strumento di conoscenza, sono sensori che permettono ai bambini di scoprire, di sentire, di passare dal totale al particolare. La materia si modifica tra le loro dita, li invita a sperimentare, suggerisce nuovi percorsi. I bambini sperimentano con lungimiranza e adesione alla realtà. Man mano che procedono nella conoscenza sono in grado di distinguere e classificare.

 

Abbiamo visto fare gli stessi gesti decine di volte, come a volerli ripassare per un tempo sufficiente da non poterli scordare più. Diremmo, per il numero di volte necessario alla conoscenza di quel comportamento, di quella caratteristica, introducendo piccole, impercettibili variazioni che modulano il procedere infinito del sapere.

Come cerchiamo di rispondere alle difficoltà e di proporre inciampi cognitivi?

Laddove vediamo che i bambini arrivano erroneamente a delle conclusioni, cerchiamo di creare delle situazioni in cui possono ritornare sui loro passi, guardare, ripensare, riguardare ancora, e poi forse cambiare idea. Nascono delle nicchie di lavoro, in cui l’adulto entra con più intenzionalità nel discorrere dei bambini, domanda, si fa specchio del loro pensiero, lo sostiene e lo rilancia.

Sono i piccoli che ci mostrano la strada. C’è bisogno di lavorare e di lavorare molto per prendere confidenza con ciò che si ha davanti.

 

La parte finale di questa relazione pone l’attenzione sugli aspetti metodologici più rilevanti:

l’osservazione uno strumento importantissimo, bisogna creare le condizioni per poterla fare;

la documentazione è uno strumento potente per riflettere sulle cose che sono accadute;

La formazione che ha accompagnato tutta questa esperienza e permette di arricchire il mosaico della conoscenza degli adulti

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