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Neve in città

Ursula Gruner

Formatrice


Un albo classico che stupisce ancora oggi

 

Questo albo è una fortuna fra le novità dell’inverno.

Terre di mezzo, una editrice che abbiamo già altre volte nominata e presentata per la sua qualità ed attenzione, ha reso accessibile un classico internazionale anche al pubblico italiano: “Peter nella neve”.

La storia è semplice e raffinata allo stesso tempo.

Il protagonista, un bambino piccolo, come recita il testo: “Peter pensò che sarebbe stato divertente giocare a palle di neve con i bambini più grandi, ma sapeva di essere ancora troppo piccolo, almeno per il momento”. Una mattina guardando dalla sua finestra rimane affascinato dalla coltre bianca che copre la città. Le immagini ci fanno percepire lo stupore del bimbo, seduto sul suo letto. Appena fatta colazione, Peter esce di casa per esplorare il mondo bianco che si presenta fuori dalla porta. Crick crock crick crock… con versi onomatopeici il lettore può udire i passi del bimbo sulla neve. Ogni pagina rivela un nuovo gioco nella neve: caminando con le punte in fuori, in dentro, o trascinando due lunghe linee con i piedi nella neve, battendo i rami degli alberi per farla cadere e scivolando giù per la collina. Una entusiasmante giornata che fa venire a Peter sempre nuove idee di gioco. La sua voglia di neve è così grande che ne raccoglie una grande palla e la porta in casa nella tasca della sua tutina. Dopo un bagnetto in una allegra vasca rosa Peter viene colto di sorpresa, la pallina di neve non c’è più. Che tristezza! Una tristezza che si trasforma in un incubo: “sognò che il sole aveva sciolto tutta la neve” Ma no, quando lui si sveglia “stava cadendo di nuovo!” e mentre il giorno precedente Peter aveva giocato tutto solo, questa volta invita l’amico “dall’altra parte della strada”.

 

Questa è la breve storia che viene narrata dalle parole e immagini composte entrambi dall’autore americano, Ezra Jack Keats, figlio di immigrati polacchi cresciuti in grande povertà e diventato uno dei più importanti illustratori di albi per bambini in America. Numerosi suoi titoli sono stati tradotti in altre lingue.

Con “The Snowy Day”, così il titolo originale, pubblicato la prima volta nel 1962, Keats introdusse una significativa novità: il libro è ambientato in un contesto urbano e un bimbo, protagonista della storia, è di colore nero, un bimbo afroamericano. Una rappresentazione che era in quel tempo inconsueta, ma ancora oggi sono pochi i bambini di colore rappresentati negli albi per l’infanzia. Basta andare in qualche scuola d’infanzia per comprendere quanti bambini come Peter sono la consuetudine nella realtà di oggi e proprio a loro manca spesso una figura d’identificazione nei libri illustrati. In questo albo l’autore rappresenta il protagonista di colore senza nessun pretesa educativa o intento interculturale, Peter è un ragazzino qualsiasi in una situazione quotidiana e l’attenzione è concentrato sullo stupore e la gioia di un bambino che scopre la neve.

Ai bambini di colore piace moltissimo vedersi rappresentati negli albi illustrati senza mettere un particolare focus sul colore della loro pelle. Ancora in una recente presentazione in un Istituto Comprensivo con bambini della scuola d’infanzia e quelli della scuola primaria potevo constatare il coinvolgimente dei bambini di colore quando c’era un protagonista del loro colore. Molto significative le poche righe alla fine di questo albo “…prima di leggere Peter nella neve alla classe, composta prevalentemente di bambini neri, sia i bambini neri che quelli bianchi usavano il rosa per disegnare se stessi. Dopo aver letto la storia, i bambini neri iniziarono a usare il marrone. Keats commentò: Vedersi nei libri dà un senso di appartenenza.

Comunque finché dobbiamo sottolinearlo e presentare questi libri come opere speciali, significa che c’è da fare ancora un pezzo di strada perché diventi “normale” vedere nei libri protagonisti di tutti i colori della pelle.

 

Naturalmente non basta rappresentare un bimbo nero per creare un libro prezioso e affascinante. Qui le parole sono chiare ed evocano il piacere e l’emozione di una giornata gioiosa nella neve. Parole che fanno riecheggiare lo scricchiolare della neve sotto i passi e l’atmosfera dei giochi. Un albo con uno stile fresco che ha mantenuto la sua bellezza anche dopo quasi 60 anni.

Lo stile grafico è una bellissima ricerca di un’atmosfera fizzante nei vari momenti. Uno stile che l’artista ha creato proprio per questo libro, come lui stesso spiega nella postfazione. Bellissimo come Keats ha raccolto l’idea per il racconto e quanti materiali e techniche diverse ha impiegato per creare l’illustrazione. Con i collage di carte da diversi paesi del mondo, mentre per la veste gialla della mamma usa una tela cerata, compone uno stile molto originale. Per stampare i fiocchi di neve l’autore incide una gomma da cancellare e la usa come timbro. Con queste varie tecniche di disegno l’album diventa una fonte ricca di stimoli artistici.

Un libro da leggere con la neve per imitare e giocare come Peter e se manca la neve possiamo sentire la sua gioiosa presenza fra le pagine di questo stupendo albo che sa sollecitare la nostra fantasia e sensibilità.

 

Ricordiamo che negli stessi anni un’altro figlio di emigrati ebrei polacchi, Maurice Sendak, ha cambiato la storia e lo stile grafico per la narrazione per bambini. Con l’albo “Nel paese dei mostri selvaggi” pubblicato la prima volta nel 1963, Sendak rappresenta il sentimento del piccolo protagonista, il suo disagio. Un punto di visto ancora molto inconsueto in un’epoca dove la maggior parte dei racconti per bambini erano di tipo moralistico. L’album di Sendak è diventato, grazie a Rosellina Archinto, con l’editrice Emme e poi Bababalibri, anche da noi un classico. Oggi troviamo questo libro ritradotto nel catalogo di Adelphi.

Auguriamo anche a Peter nella neve un buon successo.

Ezra Jack Keats crea in seguito tanti altri libri con il piccolo Peter e altri bimbi afroamericanì.

Chi vuole può godersi in You Tube il libro animato in versione più ampia del libro originale.: The Snowy Day Read-aloud, an animated story.

 

Due altri libri da non perdere sul tema della neve sono:

 

 

Marie-Louise Gay, Stella, regina della neve, Terre di mezzo. Qui Stella e suo fratellino Sam insieme al loro cane vivono numerose avventure nella neve appena caduta. Stella, una bimba allegra con una folta capigliatura rossa, sa rispondere con semplicità a tutte le domande del fratellino e coinvolge il fratello e i lettori nei tanti giochi con la neve.

 

Invece “Questa notte ha nevicato”, Ninamasina, per topipittori editore usa una grafica mista fra disegno e fotografia di una città che “dorme ancora, tutta avvolta in una grande coperta bianca”. Si alternano pagine di fotografia e quelle disegnate con carbocino. Tutto sembra sospeso, anche i rumori della città sono stati attutiti dalla grande nevicata. Gli oggetti cambiano forma ed aspetto, tutto ha una leggera atmosfera magica. Un bel libro stimolo per fare una magica passeggiata dopo la nevicata. Con un libro così si vede la città da un altro punto di vista, un libro per imparare a guardare.

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