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Noi parliamo tante lingue

Vincenzo Simone

Dirigente Servizio Educativo Integrato 0/6 anni – Città di Torino


Il programma pluriennale di azioni “Noi parliamo tante lingue, promosso dal Servizio Educativo Integrato 0- 6 anni ha rilanciato a diversi livelli e in più direzioni la riflessione sull’apprendimento e l’uso delle lingue nelle scuole dell’infanzia comunali, con particolare attenzione alla molteplicità di codici di comunicazione che caratterizzano le città plurali come la nostra.

La scelta di operare sul tema delle lingue e di differenziare gli interventi in relazione agli obiettivi, ai differenti gruppi di beneficiari e alle specifiche esigenze, nasce dalla riflessione avviata all’interno dell’Area Servizi Educativi sulla peculiare funzione che i Nidi e le Scuole dell’Infanzia possono rivestire nella nostra Città che, come molte altre, ha subito veloci e massicce trasformazioni e in cui la coesione sociale rappresenta una sfida strategica.

Sullo sfondo c’è un contesto sociale caratterizzato, oggi come ieri, da profonde trasformazioni. L’immigrazione a Torino ha radici lontane, risale addirittura al Cinquecento. Certo il fenomeno assunse proporzioni molto diverse dalla metà del secolo scorso quando Torino divenne “la quarta città meridionale d’Italia” e ogni giorno molte persone arrivavano attratte dalla “città fabbrica”.

La migrazione dal Sud del mondo è iniziata a metà degli anni Ottanta ed è stata inizialmente caratterizzata da consistenti flussi provenienti soprattutto dal Maghreb. Oggi il fenomeno è molto più complesso e frammentato. Le persone con cittadinanza non italiana che vivono in città sono 138.076 (15.5% del totale). La cittadinanza più presente si conferma quella rumena (54.775 persone), seguono le persone marocchine (19.139), i peruviani (8.858) e i cittadini cinesi (7.137) che rappresentano l’unica comunità in crescita.

I Servizi educativi per la prima infanzia hanno da sempre svolto un ruolo proattivo ed esercitato una funzione sociale di grande importanza. Possiamo affermare che una prima fase della relazione tra i servizi per la prima infanzia e le nuove famiglie torinesi è stata caratterizzata dalla costruzione della relazioni di fiducia tra donne. Le giovani mamme, soprattutto marocchine, sprovviste di una rete familiare, hanno trovato nelle educatrici, nelle insegnanti , nelle assistenti e nelle econome, braccia aperte ed accoglienti, visi sorridenti, relazioni calde e generoso supporto. Il personale dei servizi è stato per molte neo-mamme in emigrazione la porta aperta verso la città, verso la costruzione di nuove appartenenze e di un futuro meno in solitudine.

Negli anni Novanta, queste relazioni di fiducia hanno vissuto un’importante passaggio che ha condotto – in linea generale – al superamento di una dimensione individuale nella direzione della costruzione di reti interfamiliari, di piccole comunità di quartiere. Sono stati anni in cui i Servizi per l’infanzia hanno costruito occasioni in cui le famiglie si sono incontrate, conosciute e riconosciute. Anni di cene etniche, di feste a base di cous-cous, maccheroni, thè alla menta e coca-cola. Iniziarono allora ad apparire negli atri e nelle bacheche i primi avvisi scritti in lingue diverse dall’italiano.

Oggi a Torino si parlano 109 lingue: un bambino su tre – tra coloro che frequentano i servizi comunali per l’infanzia – parla una lingua materna diversa dall’italiano.

La crescente presenza di bambini e genitori con cittadinanza non italiana ha trasferito nei nostri servizi un patrimonio inedito di culture e lingue di tutto il mondo, offrendo una opportunità educativa di grande significato per tutta la città, sullo sfondo di un mondo sempre più plurilingue, in cui le competenze linguistiche sono sempre più determinanti nei processi di integrazione, di scambio interculturale e di coesione sociale.

 

“Noi parliamo tante Lingue”: le azioni del programma:

  1. Un progetto sostenibile nel tempo:la formazione del personale
  2. Il mantenimento della lingua di origine: la lettera ai genitori
  3. I laboratori linguistici. Giocare con le lingue
  4. I laboratori linguistici . Il consolidamento della lingua italiana per i bambini di 5 anni.
  5. L’ alfabetizzazione delle mamme straniere: “Un PO di mamme vanno a scuola”
  6. La campagna promozionale e le iniziative in occasione della Giornata Internazionale della lingua madre: dare valore al plurilinguismo
  7. Ipotesi per il futuro: aprire i servizi alle comunità e ai “fratelli maggiori”

Le azioni che compongono il progetto sono rivolte a gruppi specifici di destinatari cercando di rispondere a precisi bisogni. In particolare, per le attività rivolte ai bambini ed alle loro famiglie si è cercato di dare risposta alle questioni più critiche che fanno riferimento in primo luogo al mantenimento della lingua materna ed in parallelo al consolidamento delle competenze linguistiche in italiano L2( lingua2), che continua a costituire l’ostacolo principale al successo scolastico delle seconde generazioni di cittadini stranieri.

La capacità di esprimersi e di pensare in più lingue è un fattore di grande rilievo nelle società plurali come quella in cui i bambini torinesi crescono. Può favorire scambi, relazioni e coesione sociale oltre che processi di integrazione e appartenenza; in sua assenza, viceversa, vi è il rischio di aumentare disadattamento individuale e emarginazione sociale.

Le competenze linguistiche sono inoltre unanimemente considerate un elemento portante tra le finalità della scuola dell’infanzia a tutti i livelli: in ambito internazionale, nelle Indicazioni ministeriali e nei nostri documenti di indirizzo pedagogico.

Nel documento pedagogico “Crescere 06. Bambine e bambini a Torino – principi e pratiche educative”, che orienta le proposte educative nei Nidi e nelle Scuole dell’Infanzia cittadine, si sottolinea il riconoscimento, la valorizzazione e la piena cittadinanza delle differenze linguistiche: “Ciascun bambino possiede una propria storia ed è riconosciuto nella sua identità individuale, nella sua unicità e nella sua differenza di genere e culture, di punti di forza e debolezza.”

Il primo passo del programma è stato un percorso di formazione rivolto al personale educativo e condotto da Graziella Favaro, esperta di processi educativi nella migrazione e di educazione interculturale. Siamo partiti dall’osservazione della situazione linguistica dei bambini figli degli immigrati, interrogandoci sulle loro biografie linguistiche, con l’obiettivo di accompagnare e potenziare l’acquisizione dell’italiano L2, sostenere il lavoro educativo nei contesti multiculturali e plurilingui, valorizzando la diversità linguistica presente nelle scuole.

Il percorso formativo ha consentito alle insegnanti di approfondire gli aspetti più strettamente pedagogici dell’apprendimento linguistico nello sviluppo del bambino, sgombrando il campo da una serie di false convinzioni e ha permesso di utilizzare strumenti e metodi per l’osservazione delle competenze ed il riconoscimento e valorizzazione delle situazioni di bilinguismo e della diversità linguistica.

Al termine del primo biennio di formazione, un gruppo di insegnanti, affiancato dal gruppo Educazione Interculturale del Coordinamento Pedagogico, ha elaborato la lettera documento “Crescere con le lingue. Come aiutare i bambini ad apprendere la lingua materna e l’italiano.”.

Nella lettera, si sottolinea come il nido e la scuola dell’infanzia siano importanti per lo sviluppo linguistico dei bambini e si pongono una serie di domande che mettono in primo piano alcuni tra i dubbi principali che riguardano il rapporto tra le lingue nell’educazione dei bambini stranieri:

  • I bambini possono imparare bene lingue diverse?
  • In quanto tempo?
  • Quale lingua si deve parlare con il proprio bambino?
  • Cosa si può fare a casa per favorire lo sviluppo linguistico dei bambini?

La peculiarità della “lettera” torinese rispetto agli esempi utilizzati da altri Paesi europei è la sua stesura “interna” ai servizi educativi , nata come strumento di maturazione comune per genitori ed educatori.

La lettera predisposta in versione bilingue con traduzioni in cinese, arabo, inglese, francese,spagnolo e rumeno, è stata presentata e distribuita a tutti i genitori dei bambini che frequentano le scuole comunali dell’infanzia. Si rivolge direttamente ai genitori stranieri, con l’invito ad orientare le scelte linguistiche, con particolare attenzione alla conservazione della lingua madre, ma contemporaneamente rivolge un invito ai genitori italiani affinché sostengano la crescita dei loro bambini in un mondo sempre più plurilingue, cogliendo le opportunità di crescita culturale e civile che i Nidi e le Scuole mettono a disposizione nei diversi territori della città.

Un secondo filone di iniziative ha visto invece prevalere le attività con i bambini in un percorso di ricerca-azione che è stato prioritariamente realizzato nei contesti scolastici caratterizzati dalla presenza crescente di bambini e genitori stranieri, ha attivato riflessioni ed esperienze con i bambini, relative al bilinguismo ed all’apprendimento dell’italiano come lingua seconda. I bambini sono stati coinvolti in attività espressive, hanno esplorato la sfera emotiva ed affettiva legata alle proprie lingue, quella di origine e quella adottiva.

Attraverso la realizzazione di disegni sul tema “ Il posto delle parole” ciascun bambino è riuscito a dare la propria rappresentazione del vivere tra e con le lingue. I disegni dei bambini sono stati utilizzati per la realizzazione di materiale divulgativo. Sono state stampate cartoline, segnalibri, locandine e manifesti che hanno reso visibile a tutti il patrimonio linguistico dei bambini.

Anche i laboratori per il consolidamento della lingua italiana per i bambini stranieri dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia, attivati negli ultimi mesi dell’anno scolastico in previsione del loro inserimento nella scuola primaria, e le proposte di attività finalizzate all’avvicinamento della lingua inglese per i bambini di 5 anni sono tra le azioni previste nel programma. In particolare, i laboratori di consolidamento della lingua italiana sono realizzati nelle scuole dell’infanzia con una presenza molto elevata di bambini non di madre lingua italiana.

Il progetto di avvicinamento alla lingua inglese non si propone l’obiettivo di far sì che i bambini si impadroniscano della lingua, quanto piuttosto di dar loro un’occasione in più, con la guida di un adulto madrelingua, di giocare con codici di comunicazione diversi da quelli adoperati a scuola o in famiglia.

L’approccio alla lingua inglese è dunque di tipo ludico e le attività sono principalmente incentrate sul versante motorio, gestuale e ritmico.

I bambini infatti giocano con la lingua che usano; nel contempo acquisiscono maggiore dimestichezza con modalità altre di esprimersi, di comunicare, di stare al mondo.

Il progetto “Un PO di mamme vanno a scuola: alfabetizzazione e cittadinanza per donne non comunitarie a Torino è stato realizzato nell’anno scolastico 2012-2013 con il sostegno del Ministero dell’Interno attraverso il Fondo Europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi.

I servizi educativi della Città hanno avuto il ruolo di capofila, in partenariato con attori del terzo settore impegnati sul territorio cittadino con donne immigrate.

L’idea del Progetto nasceva dalla consapevolezza che l’offerta di una formazione linguistica e sociale rivolta a donne immigrate con figli piccoli, spesso isolate in contesti domestici e familiari, potesse diventare un prezioso fattore di integrazione sociale.

In particolare, l’offerta di una formazione rivolta in via prioritaria alla mamme straniere di bambini in fascia d’età 0-6 anni iscritti ai Servizi Educativi della Città, con sedi a loro dedicate e orari flessibili in relazione alla frequenza scolastica dei propri figli, garantiva più di altre formazioni proposte una certezza di frequenza.

Inoltre, i servizi per l’infanzia rappresentano un contesto particolarmente privilegiato al fine di facilitare percorsi di inclusione ed integrazione sociale, grazie soprattutto al rapporto di fiducia che si instaura con le famiglie.

La scelta di organizzare i corsi nelle circoscrizioni cittadine con una maggiore concentrazione di popolazione immigrata ha garantito la presenza di circa 300 donne/mamme.

A partire dall’anno 2013-2014 le attività sono confluite nel Progetto “Petrarca” cui i servizi educativi hanno partecipato come partner della Regione Piemonte, capofila del progetto.

L’Area Servizi Educativi ha inoltre rivolto un’attenzione e un supporto costanti alla scuola dell’obbligo statale coinvolgendo la Primaria e la Secondaria in proposte progettuali promosse dal Servizio Inclusione e realizzate in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino.

In particolare, per il terzo anno scolastico continuativo 32 borsisti universitari sono impegnati in 32 scuole con percorsi di insegnamento della lingua italiana a studenti stranieri di recente arrivo.

Un altro progetto prevede per il prossimo anno l’attivazione sperimentale in tre Istituzioni Scolastiche (sei classi) di esperienze di confronto tra le lingue presenti in classe e altre lingue e culture per sensibilizzare le alunne e gli alunni alla varietà linguistica.

Il Servizio Inclusione mette inoltre a disposizione, in collaborazione con la Cooperativa Atypica, interventi di mediazione interculturale finalizzati a sostenere le relazioni tra le Scuole e le famiglie dei minori iscritti che non conoscono la lingua italiana, nei momenti salienti della loro vita scolastica.

Il supporto comprende anche interventi di interpretariato linguistico e di traduzione di documenti e/o materiale informativo e divulgativo.

Da qualche anno dunque, il tema dei traffici linguistici e comunicativi tra la prima infanzia ha assunto una dimensione sempre più diffusa e consapevole nei nostri servizi, fa ormai parte delle costanti attenzioni delle educatrici, delle insegnanti e del Coordinamento Pedagogico.

E’ diventata una pratica del quotidiano coinvolgendo sia i bambini sia le famiglie e ogni anno l’Amministrazione Comunale prevede dei momenti di valorizzazione del patrimonio linguistico che arricchisce le nostre scuole e la nostra città. Di recente, in occasione della Giornata Mondiale della Lingua Madre, in oltre 25 tra nidi e scuole dell’infanzia, si sono ascoltate filastrocche in pugliese, le storie di Giufà della tradizione siciliana, diverse fiabe arabe, canzoni in bambara, storie in lingua Piripù: Tante lingue, tante culture, una città.

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