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Non ho tempo

Ritmi di lavoro e comunicazione nella pratica televisiva

Marco Giusti
Autore di programmi televisivi

Pesto presto. Quando sono stato invitato al convegno sulla lentezza che si sarebbe tenuto a Firenze, ho accettato senza problemi. Tutto il mio lavoro è basato sulla rapidità; e sul tempo. Rapidità di esecuzione, tempo che ti manca per finire, per definire la messa in onda, tempo che ti manca per tornare a casa, per mangiare, per scrivere, per vedere i bambini, per parlare con tua moglie. La lentezza, cioè l’idea di poter avere delle lentezze, che ho comunque, ahimè, l’ho vista sempre come un sogno perduto. Magari poter fare delle cose con lentezza, mi sono sempre detto. Anche se poi sono sempre stato il primo a teorizzare l’elogio della rapidità, cioè della mancanza di tempo. Facendo le cose senzatempo tutto appare più chiaro e preciso. Tutto è essenziale. Inoltre – è stata la tesi sostenuta da tutto il gruppo con cui lavoro in televisione – chi ha detto che avere più tempo sia un bene? Lo sarebbe, poi, se tu avessi sette giorni di tempo per montare una puntata di “Blob”.

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