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Oltre il singolo approccio per aprirsi a nuove possibilità e opportunità

Gabriella Mazzoni
Coordinatrice pedagogica dei servizi alla prima infanzia del Comune di Firenze
gabriella.mazzoni@comune.fi.it

L’esperienza presentata è una tessitura di progetti che si muovono intorno all’obiettivo di attivare collaborazioni e scambi tra differenti culture dell’infanzia e pratiche educative altre per incoraggiare e facilitare l’apertura mentale sia nella dimensione progettuale sia nella pratica educativa, per approfondire l’esperienza del lavoro educativo anche attraverso attività di tirocinio, per favorire il confronto all’interno dei gruppi di lavoro, allargando la prospettiva degli adulti che educano ed una riflessione a favore di modalità innovative che permettano anche nuove connessioni.
Risulta sempre più importante, per lavorare in modo accogliente, inclusivo e flessibile, favorire la conoscenza e il confronto, comprendere le diversità, aprirsi al mondo. Il confronto con altre realtà e l’individuazione delle specificità come delle diversità di ognuno (concetto di prossimità e di lontananza) aiuta a capire più approfonditamente, quali siano gli elementi legati al contesto culturale di appartenenza individuale e non, e incentiva la riflessione sul proprio modo di fare educazione (competenza riflessiva).
Conoscere e confrontarsi è dunque una azione formativa. Attivare una riflessione per migliorare la qualità della proposta educativa, attraverso lo scambio, è l’obiettivo centrale del progetto. Questo prevede anche la partecipazione delle famiglie con modalità di collaborazione più o meno formali (consigli di nido compresi) per sostegno alla genitorialità maggiormente declinato sulle differenze.
Le competenze riflessive sono utili anche per costruire una maggiore coerenza educativa nel sistema 0-6, pubblico e privato, favorendo, a livello zonale, forme di scambio tra educatrici/tori e insegnanti di scuola dell’infanzia anche attraverso percorsi formativi di continuità su tematiche comuni quali, per citare un esempio, il ruolo dell’adulto negli spazi esterni (outdoor education).
L’utilizzo delle competenze riflessive, accresciute nel confronto tra vari sistemi educativi, favorisce inoltre una sempre maggiore flessibilità e capacità di accoglienza. Incentivare modalità di scambio a vari livelli tra educatrici/tori e insegnanti di scuola dell’infanzia e approfondire l’attività lavorativa attraverso tirocini (anche come tutor) sono esperienze che sollecitano la riflessione sul proprio modo di fare educazione.
L’utilizzo dei media (DVD) è un elemento (caratteristica) importante del metodo all’interno dei progetti che si realizzano con modalità molto vicine all’approccio della ricerca-azione.
Il percorso nasce da una consolidata esperienza pregressa di scambi con paesi europei ed extraeuropei, caratterizzata per lo più da visite ai servizi educativi fiorentini da parte di gruppi di dirigenti, politici, educatori e insegnanti trasformatasi in una vera e propria collaborazione attraverso incontri e scambi tra coordinamenti, educatrici/tori e insegnanti e l’attivazione di percorsi formativi e tirocini diversificati in ciascun progetto. Oggetto di confronto sono alcune tematiche fondanti del progetto pedagogico fiorentino, quali il ruolo dell’adulto, l’organizzazione degli spazi, la relazione con le famiglie. In questa direzione sono andate definendosi, diversamente l’una dall’altra, le esperienze con Klax di Berlino (D) Istituto privato di formazione e di istruzione con nidi, scuole dell’infanzia e scuole di base e con ISI Florence, istituzione universitaria con sede a Firenze. Le modalità collaborative si sono modificate nel tempo in base ai bisogni dei soggetti partecipanti e delle verifiche effettuate in itinere.
La collaborazione con Klax è iniziata nel 2009, grazie ad un progetto europeo Leonardo, con la presentazione dei servizi fiorentini e l’attivazione di percorsi di tirocinio per le educatrici tedesche a cui è seguito, date le specificità rilevate, un breve percorso formativo a Berlino a cura del coordinamento pedagogico fiorentino sull’ organizzazione degli spazi e la presentazione di alcuni materiali.
Da questa occasione è nato l’interesse comune a progettare una modalità di scambio più operativa e di maggior impatto nei servizi che ha portato alla co-costruzione di filmati plurilingue (italiano, tedesco, inglese) su tematiche comuni, tra questi la riflessione sul ruolo dell’adulto nel momento del pranzo e nelle esperienze di gioco outdoor, esperienze fortemente connotate culturalmente. E’ iniziato un processo di ricerca di significati comuni e di variabili educative relative al nutrirsi, nutrire e al vivere esperienze outdoor. Queste riflessioni hanno anche portato, insieme ad altre esperienze di partecipazione delle famiglie, ad una rilevazione congiunta con i genitori delle caratteristiche degli spazi esterni dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, con l’individuazione di opportunità di utilizzo e di criticità, presupposto per un futuro auspicato intervento congiunto con l’assessorato all’ambiente.
La riflessione dei gruppi di lavoro sulle proprie modalità educative è un obiettivo permanente del coordinamento pedagogico. Così la fase preparatoria dei film si è caratterizzata per le riflessioni dei gruppi di lavoro coinvolti sul significato dell’approccio educativo scelto e delle motivazioni sottese a questa scelta, mentre specifico impegno del coordinamento è stata l’individuazione delle riprese più significative e visivamente adatte alla riflessione di tutto il personale.
Il percorso ha visto la collaborazione di pedagogisti che hanno sostenuto la ricerca e la riflessione pedagogica mentre Fondazione Sistema Toscana ha eseguito le riprese e il confezionamento dei film.
Lo scambio su pratiche educative così importanti ha favorito ulteriori possibilità di riflessione sul pranzo come sugli spazi esterni a tutto il sistema 0-6 proponendo sia brevi percorsi formativi con Slow Food e collaborazioni con P. Ritscher (Slow school) sull’utilizzo dello spazio esterno e possibili esperienze, sia un più ampio percorso formativo di continuità 0-6 sul ruolo dell’adulto nello spazio esterno che ha visto coinvolte/i insegnanti di scuole dell’infanzia comunali/parificate e statali e educatrici/tori dei servizi all’infanzia della zona fiorentina. La produzione di filmati sulle buone pratiche è risultata utile per attivare percorsi formativi per tutta la rete dei servizi alla prima infanzia 0-3 della zona fiorentina.
Inoltre, dalla rilevazione dei bisogni del sistema integrato dei servizi all’infanzia fiorentini si evinceva un forte bisogno di un intervento formativo per i servizi privati centrato sugli elementi caratterizzanti l’approccio educativo fiorentino quali l’organizzazione degli spazi e degli arredi, la tipologia e le modalità di presentazione del materiale, i momenti di routine, il valore del pranzo. In risposta ai bisogni rilevati e a quelli espressi dai servizi privati il coordinamento pedagogico ha attivato dei percorsi formativi sugli argomenti richiesti che prevedono -come tutti gli altri percorsi- una metodologia attiva, con piccole progettazioni basate su micro progetti di miglioramento utili per una autovalutazione del grado di autonomia dei servizi privati e opportuni per una verifica da parte dell’ente della rispondenza del progetto pedagogico con la pratica quotidiana. L’utilizzo dei filmati sulle differenze nella pratica educativa è risultato essere un lavoro utile proprio per la forza delle immagini che evidenziavano diversità utili al confronto e allo scambio tra i partecipanti alla formazione.
Questi corsi sono tenuti a Palazzo Rucellai sede di ISI Florence, altro partner col quale il comune di Firenze ha attivato una convenzione nata dal desiderio delle università americane consociate ISI di far conoscere la pedagogia italiana ed in particolare il sistema educativo fiorentino 0-6.
Il Servizio all’infanzia del Comune di Firenze ha sostenuto l’iniziativa di ISI Florence dal 2012 per avviare ulteriori occasioni di confronto in ambito educativo attivando una convenzione che sancisce le modalità di collaborazione tra le due istituzioni. La convenzione prevede oltre alla presentazione del sistema 0-6 fiorentino, nelle linee progettuali 0-6 e nelle specifiche indicazioni a cura del coordinamento pedagogico, anche l’attivazione dei percorsi di tirocinio per far osservare nella pratica educativa le tematiche presentate e discusse in aula con gli studenti. Il tirocinio parte anche da una rilevazione dei bisogni espressi dagli studenti dell’Istituto e si svolge presso nidi d’infanzia e scuole dell’infanzia a gestione diretta e indiretta del comune di Firenze. In questo ultimo periodo è aumentata la richiesta di partecipazione al tirocinio da parte degli studenti americani per apprendere maggiormente il lavoro educativo 0-6 fiorentino.
Il tirocinio è una esperienza formativa anche per il personale 0-6 in quanto viene incentivata la riflessione sul proprio modo di fare educazione.

Quali motivazioni hanno portato ad intraprendere questi percorsi.

1 La necessità di attivare processi di consapevolezza dei pregiudizi e stereotipi che sottendono al fare educativo.

La conoscenza di altre realtà apre la mente a prospettive diverse, aiuta a identificare categorie legate al contesto di appartenenza e categorie più generali. Conoscere e confrontarsi è un’azione formativa.
Sulla formazione c’è un forte investimento anche a livello di immaginario collettivo, sociale, economico e individuale che coincide, in qualche modo, con un “principio di speranza” per il futuro.
Di fatto la formazione in ambito educativo fa riferimento ad una costellazione di valori quali il rispetto per la dignità di ognuno e la possibilità di elevare i livelli personali e professionali nell’intero arco della vita; il diritto alla formazione in servizio per coloro che, a vario titolo, sono coinvolti nel processo educativo con l’obiettivo di sviluppare autoconsapevolezza e assertività; lo sviluppo della democrazia cognitiva e della cittadinanza attiva; il possesso di specifici saperi e competenze che devono essere sempre “aggiornati” e rinnovati in considerazione del contesto sociale in divenire, dei cambiamenti organizzativi, sociali, culturali.
Una formazione che contribuisce a qualificare le esperienze che stanno alla base del nostro sistema educativo si caratterizza trasversalmente come un processo aperto struttura flessibile e non rigida, dinamica , continua e in continua evoluzione.
Formazione intesa certo come sapere, saper fare e saper essere ma, essenzialmente, come formazione umana nel senso più alto del termine che consenta ad ognuno/a di conoscere se stesso/a, la propria umanità , che sviluppi consapevolezza, riflessione sull’ agire, capacità di ascoltare e accogliere,di valutare criticamente se stessi e il proprio fare, mettersi nei panni dell’altro, capire la propria e l’altrui storia, non negare le emozioni ma coltivare la giusta distanza. Una formazione del nostro tempo che accetta e accoglie la problematizzazione.
Formazione di rete ovvero scegliere percorsi formativi che favoriscano la crescita di tutto il sistema creando un terreno comune , partendo dal presupposto di voler unificare senza omologare , puntando al miglioramento della qualità pedagogica e alla diffusione della cultura educativa che ha ispirato il tuscan approach.

2 La responsabilità di essere un ente educativo pubblico.

E’ fondamentale la funzione di tenere insieme il sistema 0-6 e la consapevolezza di quanto tutto ciò sia possibile se vi sono principi, indicazioni, ai quali fare riferimento per favorire omogeneità nell’approccio educativo senza appiattire le caratteristiche dei singoli servizi della rete territoriale grazie alla possibilità di declinarli in azioni e interventi diversi seppur riconducibili ad un pensiero comune e condiviso, discusso. Grazie anche all’impianto normativo regionale solida impalcatura che sostiene l’approccio toscano e fiorentino anche grazie alla scelta di qualificare le professionalità educative attraverso la destinazione di fondi dedicati a formazione e coordinamento nell’ambito della pianificazione zonale ed altri interventi per migliorare la qualità dei servizi educativi. Il Coordinamento gestionale e pedagogico zonale è un altro must della realtà educativa della nostra regione e della nostra zona che risponde al territorio comunale. La zona è uno spazio privilegiato dove mettere in campo strategie specifiche pensate per quei particolari luoghi, non rigidamente delimitate, ma aperte, dove le regole si possono cambiare con il monitoraggio costante per valutare gli effetti e riprogettare.
Formazione e Coordinamento pedagogico si caratterizzano quali elementi fondanti della zona fiorentina e del suo proporsi senza imporsi come modello, della sua capacità di essere di stimolo e rinforzo favorendo lo scambio e la diffusione di pratiche con, da e verso parti diverse e lontane del mondo.

3 La connotazione del nostro territorio.

Il Comune di Firenze, il sistema integrato 0/6, radicato sul territorio, è caratterizzato da tipologie di famiglie con diversità di provenienza molto varie e con diversità socio/culturali rilevanti. Dato il contesto culturale fiorentino sono presenti sul territorio molte agenzie e istituti che operano in ambito educativo e formativo. Americani e tedeschi ma anche spagnoli, paesi dell’est (TALE),Giappone, Sud America (Brasile, Argentina). Forti della consapevolezza delle differenze rilevate tra modalità ritenute molto simili, accogliamo famiglie e bambini di altre provenienze con un approccio basato sull’ inclusione di tutte le diversità presenti nel nostro territorio.

Bibliografia:

Morin, E. (2001). I sette saperi necessari all’educazione. Milano: Raffaele Cortina.

Iori, V. (1999). Lo spazio vissuto. Firenze: La Nuova Italia.

Ritscher, P. (2015). Nachhaltige Erziehung in Krippe und Kindergarten, Das Slowschool Konzept, Bananenblau Verlag.

Gobbo, F. (2000). Pedagogia interculturale. Il progetto educativo nelle società complesse. Roma: Carocci.

Cortecci A. (responsabile P.O. Coordinamento Pedagogico), Progetto TALE Istituto Innocenti, Servizi all’Infanzia area 0-3 Comune di Firenze, october 2015

Ritscher, P.(2011). Slow School, Pedagogia del quotidiano. Firenze: Giunti.

Fortunati, A. (a cura di) (2015). TALE Tuscan Approach Learning for Early Childhood Education and Care. Firenze: Istituto Innocenti Litografia IP.

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