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Progetto “Ponte Arcobaleno”

Un Progetto di condivisione educativa scuola-famiglia

Nicoletta Scacchetti

Responsabile della Scuola dell’infanzia di Via Ruffini 6/a, Milano                        

Il progetto “Ponte Arcobaleno” si colloca nell’ambito delle iniziative della scuola dell’infanzia a favore delle relazioni scuola-famiglia, con la finalità dello sviluppo integrale del bambino. Nasce dall’intuizione generale dell’importanza della comunicazione, nel tentativo di una maggiore comprensione e divulgazione all’utenza del patrimonio educativo della scuola dell’infanzia e in particolare della nostra.

All’interno dei Sevizi all’infanzia sono consolidati pensieri e pratiche per rendere visibili alle famiglie le esperienze e le attività che si sviluppano nella scuola, con varie forme di documentazione e momenti “classici” in cui è prevista la presenza dei genitori (open day, feste durante l’anno, mostre ed altre occasioni), ma questi eventi rappresentano una parte della vita scolastica non la complessità quotidiana. Il progetto quindi offre ai genitori la possibilità di “uno sguardo dall’interno” per vivere e condividere la giornata educativa dei loro figli, poiché l’evoluzione e la specializzazione dei processi educativi e la loro tecnicizzazione linguistica portano in generale ad un allontanamento della comprensione del’attività scolastica e dei suoi contenuti dal comune senso di comprensione genitoriale.Gli stessi paradigmi di efficienza e competitività, che ormai permeano il nostro immaginario e sono estremizzati in ogni aspetto della nostra vita, si pongono in alcuni strati della società dei genitori come fondamentali e determinanti nel processo educativo per l’affermazione del progetto di vita dei propri figli.

La realtà socio-culturale della nostra scuola e di molte altre a Milano rappresenta una risorsa ma anche una sfida per i servizi all’infanzia, i servizi hanno anche il compito di ricostruire l’interazione tra scuola e famiglia, affinché tutti gli attori coinvolti nel processo educativo delle nuove generazioni, assumano le proprie responsabilità in un processo caratterizzato da corresponsabilità educativa e sociale.

Attraverso conversazioni informali e colloqui tra educatrici e genitori, è emersa l’evidente attenzione delle famiglie alla produzione e sviluppo delle performance e delle competenze cognitive individuali dei loro bambini a discapito del nostro progetto educativo che privilegia anche lo sviluppo delle capacità di autonomia ed affettività, della possibilità di tessere relazioni significative con compagni ed adulti e l’esigenza di superare a scuola come a casa eventi frustranti.

I genitori si domandano: cosa fa il mio bambino a scuola oltre a giocare? e ci comunicano un interesse per evidenze “produttive” come rappresentazione del loro impegno quotidiano.

Questa richiesta di “attitudini” della maggioranza dei genitori, riflette in generale la loro appartenenza ad un determinato contesto territoriale e sociale.

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La scuola è posizionata nel centro del Comune di Milano ed in un quartiere costituito da edifici storici e di pregio artistico. Lo stesso ingresso della scuola affaccia su un affascinante scenario milanese: la piazza dell’antica basilica di Santa Maria delle Grazie e il suo refettorio decorato da “L’ultima Cena” il capolavoro di Leonardo da Vinci.

Gran parte dei genitori della scuola possiede un alta scolarizzazione e svolge attività professionali, organizza il tempo extra-scuola dei figli, in attività e corsi, con l’obiettivo di implementare le conoscenze e le competenze individuali dei bambini, offre occasioni per viaggi, vacanze, visita a mostre ed eventi cittadini.

 

A lato di questa realtà la scuola rileva in generale una elevata tensione delle stesse scacch3famiglie verso l’attività di appropriazione anticipata dei bambini, di saperi e pratiche, come la scelta di avvalersi dell’anticipo scolastico. Si rileva inoltre nelle nuove generazioni di genitori una minore capacità di espressione del proprio ruolo con difficoltà a presidiare le regole e a trasmettere il senso del limite ai loro figli. A questo si aggiunge una relazione mediata con la scuola, dovuta alla delega quotidiana della gestione dei bambini, a tate e nonni. Nella nostra scuola sono presenti anche bambini di famiglie straniere, sono famiglie caratterizzate dall’educare i propri figli ad atteggiamenti e comportamenti inclini al rispetto delle regole del vivere sociale (buone maniere).

 

Il Progetto

L’attività iniziale del progetto è riferita ad una sperimentazione di tre sezioni della scuola nell’anno educativo 2013-14. Gli esiti dell’iniziativa sperimentale, nell’anno 2014-15, condivisi nel gruppo di lavoro delle educatrici, hanno motivato l’estensione dell’esperienza a tutte le otto sezioni della sede con la formulazione del progetto “Ponte Arcobaleno”.

La titolazione stessa del progetto intende esprimere le sue caratteristiche di connessione tra scuola e famiglie rafforzata dal simbolo positivo dell’essere insieme nella diversità.

Il progetto è stato pensato, strutturato e articolato in sede collegiale in obiettivi, ruoli, modi, tempi, spazi e verifica.

  • Obiettivi

Obiettivo è la conoscenza della quotidiana attività scolastica per attenuare eventuali dubbi e pregiudizi dei genitori sulla pratica educativa nel servizio.

La presenza concreta del genitore a scuola, permette una conoscenza reale dei percorsi educativi attivati nel servizio, il genitore vive e condivide la successione dei momenti della giornata come occasioni di valenza educativa a favore della crescita dei bambini (il momento dell’accoglienza, i momenti legati alle pratiche di cura quotidiana l’accesso ai servizi igienici, la preparazione al momento del pasto, il consumo del pranzo, il momento del “relax”, del riposo pomeridiano,il momento del commiato da scuola,l’attività di gioco ed esperienza in sezione, in intersezione, in gruppo allargato).

Conoscenza che aiuta, altro obiettivo, a comprendere l’esistenza di differenti scenari educativi connotati da altri valori espressi nella pratica quotidiana delle educatrici che sono costantemente orientate alla proposta di percorsi e processi di relazione ed apprendimento e non solo alla produzione di artefatti. Favorire nei genitori la consapevolezza della necessità di trasmettere ai figli le fondamentali regole del vivere sociale e del senso limite.

Un terzo obiettivo è restituire dignità e credibilità professionale al personale educativo. Conoscenza, comprensione e condivisione dell’ambiente scuola, permettono a educatrici e genitori di riconsiderare funzioni e reciproci ruoli all’interno del processo educativo del bambino.

  • Tempiscacch8

La durata complessiva del progetto, di 6 mesi a partire dal mese di gennaio 2015 fino a giugno 2015, è in relazione alle necessità organizzative pedagogiche.

Ogni sezione, in accordo con i genitori dei bambini iscritti, ha definito un calendario di presenza quotidiana a scuola di un genitore per alcune ore e prevede la partecipazione di tutti i genitori.

Sette sezioni hanno attivato il progetto dalle ore 9,30 alle ore 11,30 ed una sezione, con decisione dei genitori, ne ha previsto la presenza in tutta la giornata educativa con documentazione video.

 

  • Attori coinvolti

Il Progetto coinvolge i bambini, uno dei genitori del bambino (in alternativa un’altra figura parentale), le educatrici, la Responsabile della scuola e il personale presente a scuola.

  • Modalità

Condizione essenziale per l’attivazione del progetto è l’adesione del totale delle famiglie, con la presenza di un genitore per ogni bambino della scuola, nella giornata individuata.

La modalità di partecipazione dei genitori alla vita della sezione, previo accordo con le educatrici, è libera, come famigliare che osserva e partecipa alla giornata educativa e/o come portatore di proposte, iniziative, esperienze.

scacch12I bambini delle sezioni, sono informati del Progetto e quindi a conoscenza del fatto che per un periodo, ogni giorno, vedranno la presenza di un genitore a scuola.

Quasi tutte le famiglie hanno risposto all’iniziativa, portando a scuola proposte frutto della personale competenza e/o mettendo a disposizione del gruppo dei bambini momenti di attività e di gioco, preventivamente scelti insieme al proprio bambino: “mini olimpiadi”, “scuole di cucina”, “performance musicali”, racconti di vita e narrazioni di storie e favole, giochi motori, danze, feste in costume………

 

 

 

  • Spazi

Per il progetto sono stati utilizzate prevalentemente gli spazi delle sezioni in alcune occasioni anche spazi esterni alle sezioni come il giardino e i saloni comuni

  • Verifica

Il Collegio delle Educatrici, nel mese di giugno 2015, in fase di verifica del Progetto, ha constatato il raggiungimento degli obiettivi dichiarati e complessivamente una migliore percezione da parte delle famiglie sia della pratica educativa che della professionalità delle operatrici. Si è rilevata un’attenuazione delle preoccupazioni dei genitori, rispetto alle performance dei figli, e maggiore attenzione rispetto i percorsi di sviluppo personali dei bambini, e di socializzazione, nonché, per esempio, in occasione della festa Natalizia, una maggiore attenzione dei genitori al contenimento dei comportamenti dei loro bambini al rispetto delle regole comunitarie.

I genitori, hanno apprezzato e sostenuto l’iniziativa, e si sono messi piacevolmente ”in gioco”, manifestando entusiasmo, divertimento, coinvolgimento, insieme ai loro bambini.

Il progetto ha permesso, in sede di prima riunione di sezione dell’anno successivo, di dotare la scuola di un documento, il “ Decalogo dell’ecologia sociale, regole per vivere bene insieme”, voluto, redatto, scritto e sottoscritto da educatrici e genitori. Il documento rappresenta un primo atto formale di alleanza educativa scuola-famiglia e rende evidente il valore del progetto. Sono previsti ulteriori sviluppi al “Decalogo” per arricchirlo nel tempo, con la prospettiva di restituire il senso del pubblico Servizio e della reciproca intenzionalità educativa.

Il Progetto si è anche concretizzato con la produzione comune di una documentazione sotto forma di volumi di sezione contenenti: fotografie, video, raccolte di pensieri e di impressioni di genitori e figli, disegni dei bambini.

Le criticità incontrate riguardano la necessità di organizzare i tempi, dovendo combaciare quelli di bambini, genitori ed attività della scuola.

In conclusione, oltre agli obiettivi già identificati, si può aggiungere che il Progetto ricerca con i percorsi della scuola di relazione la costruzione di una comunità che nei servizi all’infanzia trova anche un luogo di opportunità sociale.

 

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