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Rila News Dicembre 2017

Enea Nottoli

Redattore e formatore RILA


Dicembre 2017

Greetings from Amburgo

Lo avevamo annunciato che quello di Amburgo sarebbe stato un viaggio particolare, un’esperienza che vi avrebbe portato dentro il Lavoro Aperto e che alla fine, avrebbe aperto una nuova prospettiva non solo in chiave 0-6 ma anche oltre, mettendo sul piatto della discussione nuovi argomenti e nuove opportunità.

In questo numero della news proviamo a rivivere alcuni momenti salienti grazie alle informazioni e alle impressioni della nostra collaboratrice Monica Saja, che attraverso le parole e le immagini ha provato a cogliere alcuni dei momenti più significativi dell’esperienza teutonica.

Il gruppo ha avuto la possibilità di confrontarsi con Angelika Von Der Beek, pedagogista che svolge attività di formazione e supervisione in alcuni dei servizi visitati, potendo così approfondire le tematiche e soprattutto trovare alcune risposte alle proprie domande.

Uno sguardo su Amburgo

Città ricca di acqua e di verde accoglie i propri visitatori in un contrasto e in dialogo diretto stridente tra palazzi di nuova generazione e costruzioni tipiche in mattoncini, segno di un passato recente che ne ha fortemente condizionato la storia presente e futura. Le finestre senza tende delle case e degli uffici, sembrano voler mettere in contatto interno ed esterno in una continuità forte e radicata.

Nell’aria della città ho respirato lo spirito di apertura che caratterizza l’atteggiamento pedagogico nei servizi educativi visitati”.

Il ruolo dell’educatore e gli spazi

In tutti i servizi visitati, spesso diversi per organizzazione interna e spazio a disposizione, esistono principi condivisi del Lavoro Aperto, primo fra tutti quello dell’educatore/adulto sostenitore/accompagnatore. La predisposizione dell’adulto è quella di sostenere e rispettare il pensiero dei bambini ponendosi come un “facilitatore” per l’autodeterminazione del bambino stesso.

Lo spazio è articolato in “stanze funzionali”, ciascuna finalizzata a sostenere i bisogni ritenuti essenziali: movimento, espressione artistica, costruttività, gioco simbolico e di ruolo. In questo contesto si inseriscono in modo armonioso la stanza adibita al pranzo e il bagno, visto non solo come elemento tradizionale ma anche come possibilità di gioco e sperimentazione.

La presenza di uno spazio esterno in cui i bambini possano muoversi e sperimentare è fondamentale: un giardino, possibilmente, poco strutturato in cui “il cantiere del movimento” possa trovare spazio, offrendo ai bambini materiale naturale e di recupero attraverso il quale poter costruire percorsi in autonomia e rispondenti alle proprie capacità.

“La mia riflessione nasce dalla figura dell’educatore “specialista”. Se da una parte comprendo e condivido l’importanza di avere educatori che sappiano osservare, interpretare la spontaneità dei bambini, dall’altro mi chiedo se non sia una rigidità rispetto alla relazione con gli stessi”. 

Le diversità dalla 0-3 al 3-6

L’osservazione dei bambini, le riflessioni degli educatori e dei pedagogisti sullo stress dei bambini e sulle difficoltà inerenti al personale educativo, hanno portato a prendere una scelta organizzativa ben precisa, quella di separare, all’interno dei servizi 0-6, le fasce 0-3 e 3-6.

Lo spazio dei servizi 0-3 è organizzato in due stanze in cui è presente un gruppo fisso di quattordici bambini con due educatori. Sono presenti angoli strutturati in linea con gli stimoli previsti nelle singole stanze funzionali ma inseriti in spazio più contenuti. È presente un angolo dedicato al riposo, ma già dal secondo anno i bambini possono scegliere se dormire oppure no.

I bambini 3-6 sono inseriti in una organizzazione aperta in cui possono scegliere dove, cosa e con chi stare. Ogni quaranta bambini sono previste quattro stanze funzionali, più i bagni e la zona pranzo; sono previsti quattro educatori.

Naturalmente ogni suddivisione per fasce d’età viene gestita autonomamente dai vari servizi, tanto che in alcune realtà questa appare meno netto rispetto ad altre.

“In tutti i servizi visitati ho ritrovato un’atmosfera serena sia nei bambini che negli educatori. Calma, concentrazione, inclusione e cooperazione sono valori visibili che vengono prima di tutto vissuti tra gli adulti per poi essere trasferiti, in modo concreto, nei progetti educativi e soprattutto sui bambini e le loro famiglie”.

Frobel Kindergarten

Mi hanno colpito molto l’organizzazione e il pensiero pedagogico del servizio. I bambini più piccoli hanno spazi più raccolti rispetto ai grandi, ma entrambi posso usufruirne vicendevolmente; in questo modo tutti i bambini entrano in contatto tra loro dando vita ad un unico gruppo.

Coordinatore e educatori si sono approcciati in modo convinto al Lavoro Aperto, sostenuti dal pensiero frobeliano che afferma come ogni bambino ed educatore siano portatori di talenti.

La disposizione degli spazi risulta meno vincolante ma ugualmente stimolante; gli educatori si approcciano giornalmente alle varie stanze in base alle proposte educativo-didattiche, in modo da portare in esse la propria specificità, mettendola così al servizio dei bambini che in quell’occasione si avvicinano all’esperienza proposta.

 

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