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Rila News Luglio 2016/1

 Percorso di approfondimento e accompagnamento alla sperimentazione della proposta pedagogica Lavoro Aperto

R.I.L.A.® è la Rete Italiana che nasce con l’intento
di raccogliere e mettere in relazione tutte le esperienze e le realtà
territoriali italiane che desiderano conoscere il pensiero pedagogico ed
educativo che sostiene il concetto di Lavoro Aperto… continua a leggere

 

n. 4, Luglio 2016

In viaggio verso Berlino. Spunti per una riflessione attiva dall’esperienza dei coordinatori pedagogici di Bologna

Un’esperienza formativa, un viaggio studio di aggiornamento, osservazione e perfezionamento a contatto con la realtà berlinese che ha permesso, alla fine di riportare a casa una serie di spunti importanti su cui riflettere e sui quali cominciare a ragionare in prospettiva italiana. Non un semplice copia e incolla, bensì una riflessione accurata e attenta, ma soprattutto contestualizzata dalla quale avere degli spunti importanti.

Sono proprio gli spunti che hanno attirato la nostra attenzione e che, secondo noi sono meritevoli di essere riproposti per avviare una prima piccola riflessione in previsione proprio della visita all’interno dei servizi berlinesi.

Lontana dalla nostra concezione è sicuramente la figura dell’educatore. Il sistema italiano lo vede ancora legato ad una forte invasività nel percorso del bambino e, autore di una regia stretta. Nei servizi visitati, da subito si è evidenziata una regia meno visibile ma per questo non meno presente; l’educatore accompagna il bambino nel proprio percorso senza per questo tracciare una strada obbligatoria e a senso unico. La progettualità degli adulti, dunque, incontra quella dei bambini poiché essi hanno progetti, interessi, obiettivi e priorità. Il rischio di perdere la propria legittimazione, il proprio ruolo è scongiurato direttamente dal bambino, che all’interno del servizio assume un ruolo di co-regista assieme ai propri educatori.

Scorrendo le impressioni dei partecipanti percepiamo i bambini come soggetti che hanno pensieri sin da piccoli, pensieri che poi possono mettere in pratica all’interno della loro esperienza nel servizio. Non i semplici bambini competenti, bensì pensanti e in grado di pensare il proprio percorso supportati dagli educatori.

Il termine “libertà” riecheggia continuamente nelle strutture educative ed è vista come uno strumento fondante di qualsiasi percorso di democrazia. Libertà di sperimentare, libertà di provare e soprattutto libertà di crescere rispetto alle proprie attitudini. Un tema, questo che ha portato ad una profonda riflessione i coordinatori bolognesi, i quali si sono chiesti a più riprese se, all’interno del nostro sistema, esista veramente un percorso libero e democratico, in grado di rispettare i diritti dei bambini.

I servizi visitati hanno fornito un’idea forte di “apertura” e “possibilità”. L’offerta di contesti educativi che aprano e non chiudano le possibilità per i bambini è ampia e praticamente univoca: sperimentare per crescere, conoscere per comprendere, condividere per ampliare. Questi sono solo alcuni dei motivi emersi all’osservazione di situazioni in cui l’idea di identità e di sviluppo si rafforzano nell’incontro con la pluralità.

Ogni momento della vita del bambino è considerata un’esperienza utile alla sua crescita, al suo sviluppo sia intellettivo che emotivo. Offrire situazioni strutturate così come destrutturate è di fondamentale importanza.

La tecnica dell’osservazione ha sicuramente prodotto una serie di spunti interessanti, da cui noi abbiamo attinto solo minimamente, consapevole però, che anche poche parole, inserite in un contesto e in una visione aperta, possano creare un momento importante di confronto e di scambio reciproco di idee.

Ci piace, dunque, in previsione del nostro viaggio nei servizi educativi di Berlino riprendere, dall’esperienza dei colleghi di Bologna, alcune parole chiave quali:

REGIA – PROGETTUALITÀ – PENSIERO – LIBERTÀ – APERTURA – POSSIBILITÀ – IDENTITÀ – PLURALITÀ.

Vorremmo che questi termini vi accompagnassero durante la nostra/vostra osservazione, aiutandovi così a cogliere quelli che sono i valori contenuti all’interno del sistema, cercando di mantenere un’oggettività quanto più ampia possibile e, ricordandosi sempre che ogni qualvolta affrontiamo una realtà diversa dalle nostre dobbiamo mantenere alta la capacità di contestualizzazione.

Giusto per ricordare … Alcuni spunti di Gerlinde

“Lavoro Aperto è più di un progetto pedagogico e sicuramente più di una mera concezione dello spazio. È un modo diverso di convivere nella scuola dell’infanzia e nei gradi successivi, perché qui i protagonisti sono i bambini […].

Lavoro Aperto significa soprattutto considerare possibile non solo ciò che ci è familiare, ma essere aperti a nuove visuali e a nuove prospettive. Spazio e tempo, progettazione e organizzazione non nascono da sé, ma siamo noi a crearli- e sono perciò modificabili. Accorgersene è uno dei punti di partenza. Significa assumersi la responsabilità delle condizioni e delle possibilità di agire degli “ospiti”- ma anche dei loro limiti. Entrambe le cose esigono una motivazione profonda.

Il Lavoro Aperto nelle scuole dell’infanzia è un processo che riguarda gli adulti.”.

L’angolo della comunicazione 1

Il viaggio a Berlino sarà l’occasione per approfondire alcune tematiche, osservare situazioni nuove e soprattutto per cominciare un percorso di riflessione.

Per questo motivo vi chiediamo di annotare, di fotografare o disegnare tutto ciò che riterrete opportuno e degno di essere ricordato e, successivamente di condividere con noi il vostro materiale per creare una rete importante che sia spunto per un confronto denso e ricco di punti di vista.

Creare rete vuol dire, infatti, mettere insieme quanti più punti di vista possibile in odo da avere una visione del Mondo a trecentosessanta gradi.

L’esperienza di Berlino produrrà, in seguito, una pubblicazione che non solo raccoglierà le vostre/nostre foto e le vostre/nostre annotazioni più significative, ma anche una serie di riflessioni e approfondimenti sui principali temi che emergeranno.

 

INTANTO, IN QUESTO PERIODO DI PREPARAZIONE VI CHIEDIAMO UN PRIMO STEP: INVIATECI UNA VOSTRA IMPRESSIONE SU QUESTA ESPERIENZA CHE ANDREMO A VIVERE; POCHE RIGHE O UNA SOLA PAROLA CHE RACCHIUDANO LE VOSTRE ASPETTATIVE, MOTIVAZIONI E RICHIESTE VERSO L’ESPERIENZA BERLINESE.

 

L’angolo della comunicazione 2

Così come promesso questo è soprattutto il vostro spazio, quello in cui ci raccontate le vostre esperienze, ci lasciate i vostri pensieri e soprattutto date il vostro contributo alla discussione.

La prima a manifestare il desiderio di dialogare è stata Monica Saja.

Vorrei condividere con voi alcuni pensieri che mi hanno accompagnato nel viaggio di ritorno a casa dal primo incontro di Coordinamento della RILA.

Mi hanno particolarmente colpito le riflessioni condivise sull’idea di RETE e sul bisogno di RIAPPROPRIARSI DEL PROPRIO RUOLO PROFESSIONALE E DELLE PROPRIE PRATICHE, così il mio pensiero è andato al mio intervento al Convegno Nazionale “Curricolo è Responsabilità” nella commissione della macroarea “Curricolo è Reti e Relazioni”in cui presentavo il nostro Progetto educativo 0-6. Rileggendo il testo e ripensando alla RILA ho trovato diverse suggestioni ed analogie tra ciò che nei nostri Servizi pensiamo di offrire ai bambini e ciò che noi aderenti alla RILA vogliamo costruire insieme, e mi sono detta “ in fondo ciò che vale per i bambini vale anche per noi adulti addetti ai lavori, e forse per ogni persona”. Mi piacerebbe condividere con voi questo materiale non certo per dare risposte ma, spero, per aprire domande come ne ha aperte di nuove a me e al mio gruppo di lavoro:

  • Quanto siamo consapevoli di ciò che agiamo ogni giorno?
  • Condividiamo realmente il significato di essere una Rete tra educatori, con il coordinatore, con le famiglie e con i bambini?
  • Quanto siamo disposti ad assumerci Responsabilità e Rischi nella relazione educativa?

Queste saranno le domande da cui partiremo nel nostro servizio per parlare di LAVORO APERTO.”

 

 

La lavagna di RILA2La Lavagna della RILA

Un nuovo evento è segnalato sulla lavagna della RILA. Clicca sull’icona, stampala ed usala come promemoria.

 

 

 

Uno sguardo su Berlino

Continua il viaggio nel mondo berlinese. Dopo un percorso veloce nella storia della capitale tedesca, entriamo nella cultura, soffermandoci non solo sull’aspetto monumentale ma facendo riferimento anche alle istituzioni scolastiche. Una visione aperta, ampia che collega con un filo sottile passato, presente e futuro con Berlino che si candida sempre più a diventare capitale della cultura nei prossimi decenni.

In ambito culturale, Berlino offre una gamma sorprendente di strutture e di eventi. Oltre a musei apprezzati in tutto il mondo, come il Pergamon Museum, la città vanta straordinarie pinacoteche, teatri dell’opera e artisti e interpreti di alto profilo, come Daniel Barenboim, i Berliner Philarmoniker con Simon Rattle, Katharina Thalbach… e altri. Alle istituzioni culturali di grande tradizione si affianca la scena indipendente e sperimentale e il tutto fa di Berlino una fucina culturale di grande richiamo. Berlino ricopre un ruolo non secondario nella storia del Cinema ed è stata soggetto di grandi classici del cinema d’autore, da Metropolis a Il Cielo sopra Berlino. Attualmente la città è un’importante location per l’industria cinematografica, con oltre 300 film girati qui ogni anno, e riveste un ruolo centrale per molte produzioni e postproduzioni (studi di registrazione, editing dei sottotitoli) cinematografiche e televisive, basti citare gli studi di Tempelhof e il centro di produzione cinematografica di Adlershof.

Oltre 1200 scuole pubbliche e private sono costantemente impegnate a sperimentare modelli scolastici ed educativi. Tra questi sono state realizzate iniziative innovative come le scuole statali bilingui europee, fondate dopo la riunificazione, che hanno riscosso molto successo

Gli istituti comunali d’istruzione rivolta agli adulti (Volkshochschulen) offrono possibilità per l’educazione permanente e della terza età. Nonostante la difficile situazione di deficit delle finanze pubbliche, l’istruzione rimane un obiettivo prioritario. Attualmente la politica dell’istruzione punta su una maggiore collaborazione tra scuole e istituti superiori e di ricerca.

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