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R.I.L.A. (Rete Italiana Lavoro Aperto) è una rete all’interno della quale è possibile sperimentare, scambiare e approfondire le tematiche del Lavoro Aperto.

La ricerca della via italiana è un intrecciarsi di idee, opinioni ed esperienze che si inseriscono in contesti vari e ricchi di tradizioni e di storie personali e collettive.

Una rete in grado di includere e di accogliere chi affronta la strada del cambiamento con il bambino, la famiglia e il loro benessere al centro del pensiero costruttivo.


Il rapporto tra pari come agorà educativa

Enea Nottoli

Creare una piazza virtuale, un’agorà nella quale far circolare le prime idee, le prime considerazioni e lasciare, almeno parzialmente, libero sfogo alla propria autonomia

La creazione di uno spazio all’interno del quale discutere, creare un percorso condiviso e scambiarsi i primi elementi di democrazia è fondamentale per i bambini, inoltre, attraverso la sperimentazione dell’agorà, chi lavora nei servizi può cogliere sfumature utili per la costruzione di un percorso di autonomia e crescita del bambino.

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Parlare di Lavoro Aperto nella Scuola Statale

Ciò che mi colpisce da sempre, da quando cioè sono entrato come insegnante nella scuola statale, è l’idea che quello del “sistema scolastico” sia un sistema chiuso, bloccato, dentro il quale non sia possibile nessun tipo di cambiamento o di apertura. Quando mi sono approcciato al Lavoro Aperto ho avuto

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Aprire la mente per Aprirsi al cambiamento

Enea Nottoli

Parlare di Lavoro Aperto può erroneamente portarci a facili considerazioni che nella realtà non trovano il giusto riscontro. Aprirsi al cambiamento non è un’operazione banale, ma richiede prima di tutto un’azione di introspezione, di auto-analisi e di messa in discussione.

Cambiare non vuol dire ribaltare il concetto del lavoro, ma analizzare il proprio modo di essere, di pensare e di agire per poi intervenire sulla propria quotidianità alla ricerca dei miglioramenti e delle modifiche necessarie per lo sviluppo di un pensiero critico-costruttivo.

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Ripensare il tempo per Ridefinire un percorso educativo

Valeria Bonetti

Mettendosi nella prospettiva del bambino, ci accorgiamo rapidamente come l’attività del gioco “indisturbata” sia quella che, in assoluto, preferisce e nella quale si vuole più a lungo cimentare; dare rispetto al bambino significa dare uno spazio tempo che sia inclusivo, poiché il tempo è vissuto soggettivamente. Il flusso di gioco è per ogni bambino differente e individuale dunque assume il carattere di paradosso l’assoluto bisogno dell’adulto, portato dal proprio percorso educativo a volere mantenere la “dirigenza educativa”, di dettare tempi comuni a tutti andando ad interrompere un ritualità che non ha tempi.

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In viaggio verso il LAVORO APERTO

Monica Saja

Quando nel giugno del 2015 il nostro gruppo educativo si è recato a Bologna per partecipare ad un seminario dal titolo “Open Group”, in cui si affrontava la tematica di un lavoro educativo rivolto a gruppi misti di bambini di età compresa tra 1 e 6 anni, abbiamo capito che qualcosa si stava muovendo.

Un’occasione unica e rara all’interno di un contesto che sembrava immobile: incontrare persone, servizi e formatori che potessero capirci ed offrirci un altro sguardo su ciò che facevamo già da alcuni anni, ovvero progettare e lavorare per/in un servizio educativo che accoglieva bambini da 0 a 6 anni. È in quell’occasione che abbiamo sentito parlare per la prima volta di Lavoro Aperto.

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Se il lavoro aperto non è solo una questione di pranzo

Enea Nottoli

 

Aprire i propri servizi al Lavoro Aperto vuol dire aprire le proprie menti ad un modo nuovo di concepire il bambino, di vedere i suoi bisogni e le sue esigenze; vuol dire mettere realmente il bambino al centro di un progetto pedagogico, che preveda una serie di interventi mirati al benessere dello stesso e di coloro che gli ruotano intorno.

Uno degli elementi fondamentali su cui dobbiamo assolutamente riflettere è la contestualizzazione in cui andiamo ad operare, solo così facendo potremo individuare l’elemento o gli elementi da cui partire per la nostra “apertura”.

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