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R.I.L.A. (Rete Italiana Lavoro Aperto) è una rete all’interno della quale è possibile sperimentare, scambiare e approfondire le tematiche del Lavoro Aperto.

La ricerca della via italiana è un intrecciarsi di idee, opinioni ed esperienze che si inseriscono in contesti vari e ricchi di tradizioni e di storie personali e collettive.

Una rete in grado di includere e di accogliere chi affronta la strada del cambiamento con il bambino, la famiglia e il loro benessere al centro del pensiero costruttivo.


Aprire la mente per Aprirsi al cambiamento

Enea Nottoli

Parlare di Lavoro Aperto può erroneamente portarci a facili considerazioni che nella realtà non trovano il giusto riscontro. Aprirsi al cambiamento non è un’operazione banale, ma richiede prima di tutto un’azione di introspezione, di auto-analisi e di messa in discussione.

Cambiare non vuol dire ribaltare il concetto del lavoro, ma analizzare il proprio modo di essere, di pensare e di agire per poi intervenire sulla propria quotidianità alla ricerca dei miglioramenti e delle modifiche necessarie per lo sviluppo di un pensiero critico-costruttivo.

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Ripensare il tempo per Ridefinire un percorso educativo

Valeria Bonetti

Mettendosi nella prospettiva del bambino, ci accorgiamo rapidamente come l’attività del gioco “indisturbata” sia quella che, in assoluto, preferisce e nella quale si vuole più a lungo cimentare; dare rispetto al bambino significa dare uno spazio tempo che sia inclusivo, poiché il tempo è vissuto soggettivamente. Il flusso di gioco è per ogni bambino differente e individuale dunque assume il carattere di paradosso l’assoluto bisogno dell’adulto, portato dal proprio percorso educativo a volere mantenere la “dirigenza educativa”, di dettare tempi comuni a tutti andando ad interrompere un ritualità che non ha tempi.

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In viaggio verso il LAVORO APERTO

Monica Saja

Quando nel giugno del 2015 il nostro gruppo educativo si è recato a Bologna per partecipare ad un seminario dal titolo “Open Group”, in cui si affrontava la tematica di un lavoro educativo rivolto a gruppi misti di bambini di età compresa tra 1 e 6 anni, abbiamo capito che qualcosa si stava muovendo.

Un’occasione unica e rara all’interno di un contesto che sembrava immobile: incontrare persone, servizi e formatori che potessero capirci ed offrirci un altro sguardo su ciò che facevamo già da alcuni anni, ovvero progettare e lavorare per/in un servizio educativo che accoglieva bambini da 0 a 6 anni. È in quell’occasione che abbiamo sentito parlare per la prima volta di Lavoro Aperto.

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Se il lavoro aperto non è solo una questione di pranzo

Enea Nottoli

 

Aprire i propri servizi al Lavoro Aperto vuol dire aprire le proprie menti ad un modo nuovo di concepire il bambino, di vedere i suoi bisogni e le sue esigenze; vuol dire mettere realmente il bambino al centro di un progetto pedagogico, che preveda una serie di interventi mirati al benessere dello stesso e di coloro che gli ruotano intorno.

Uno degli elementi fondamentali su cui dobbiamo assolutamente riflettere è la contestualizzazione in cui andiamo ad operare, solo così facendo potremo individuare l’elemento o gli elementi da cui partire per la nostra “apertura”.

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