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Zeroseiup on the web marzo 2019

EDITORIALE

Appunti per la costruzione del sistema integrato di educazione fin dalla nascita

Daniele Chitti

In questa fase, prevalgono i dubbi e le incertezze (forse anche il pessimismo) su cosa occorre fare per procedere nella costruzione del sistema integrato 0-6 anni, cioè per dare seguito operativo al decreto 65/2017. Ciò è senz’altro dovuto a problemi di natura oggettiva (politica e istituzionale), ma, forse, anche al fatto che le nostre discussioni vertono spesso su ciò che distingue i territori e i gestori, e, quindi, sull’impossibilità di applicare ricette universali. Anche nella misura in cui questa affermazione è vera, ha il difetto di condurci in un vicolo cieco e, potenzialmente, all’inazione.

La mia opinione è che queste discussioni sono viziate da un errore metodo-logico ricorrente quando si parla di organizzazioni e di servizi alla persona (genericamente intesi), in particolare: la confusione tra la Vision e la Mission. Posso già anticipare la conclusione di come lo potremmo correggere: le Mission dei singoli servizi /gestori/amministrazioni saranno diverse, perché dipendono dal livello di sviluppo/complessità e dal contesto storico, politico, culturale e istituzionale locale, ma se non riusciamo a declinare una Vision uguale per tutti, dalla quale le infinite Mission possono generarsi (step-by-step), non potremo, da un lato, mai parlare della costruzione di alcun sistema coerente sul territorio nazionale, dall’altro, rischiamo di far prevalere un atteggiamento rinunciatario a livello locale, anche dove la situazione sembra essere più favorevole.

Detto per inciso, è sempre stato il lato oscuro del mondo dei servizi per l’infanzia quello di trovare distinzioni, piuttosto che similitudini. Non solo le distinzioni interne tra approcci, metodologie, modelli, contesti sociopolitici, vincoli contrattuali, pubblico versus privato, ma anche le distinzioni esterne con i “nostri vicini” istituzionali (il sistema dell’istruzione, il sistema dei servizi socio-sanitari, l’intero welfare). Se, da un lato, questo ha portato anche ad una certa sana competizione interna e al nascere di molte identità di sicuro interesse, dall’altro ha limitato la creazione di una base per riconoscersi in uno stesso movimento/sistema con obiettivi comuni e ha fortemente limitato la vera creazione del sistema integrato pubblico-privato nei servizi per l’infanzia che pure molte leggi regionali auspicano.

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ZEROSEIUP ONLINE MARZO 2019

FORMAZIONE

Arte contemporanea e integrazione, esperienza biennale nelle scuole di Bra

Cristina Testa

La scuola dell’infanzia di zona Montecatini sorge nel cuore del quartiere oltre ferrovia di Bra. Nel corso degli ultimi anni il quartiere si è popolato di numerose famiglie straniere e la scuola ha visto aumentare la presenza di alunni stranieri, mentre le famiglie italiane hanno iniziato a preferire scuole collocate in altre zone della città.

La scuola, con le sue insegnanti, ha sentito il bisogno di confrontarsi con una situazione sociale e professionale talvolta carica di difficoltà ma straordinariamente stimolante dal punto di vista pedagogico. Decisa ad assumere un atteggiamento positivo di fronte al cambiamento e di fare del multiculturalismo un punto di forza e di ricchezza, rendendo la scuola oltre ferrovia non più la scuola degli stranieri ma la scuola dove si parlano tante lingue, dove si sperimenta e dove si cerca l’incontro tra culture diverse.

L’arte e il suo linguaggio universale e internazionale, capace di superare qualsiasi differenza di lingua e di cultura è stata il filo conduttore di tutto il percorso permettendo così ai bambini di esprimere non solo la loro creatività ma dando un’opportunità in più di esprimersi, di acquisire competenze, comunicare, di cogliere nelle diverse culture gli elementi più fecondi per costruire un progetto comune.


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PROFESSIONALITA’

Lo spazio pensato

Teresa Monacci

Pensare lo spazio della scuola dell’infanzia per dare tempo alle esperienze.

Un progetto di governance territoriale realizzato a Altopascio.


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Lo spazio come ambiente di apprendimento

Giuseppina Messetti

Oltre la didattica indiretta

Nei servizi dell’infanzia “lo sviluppo di una didattica attiva e, più in generale, l’attenzione progettuale alla definizione di un curricolo orientato in senso ecologico, teso a valorizzare sul piano formativo il gioco, le attività di esplorazione e scoperta e le pratiche di educazione indiretta, si è legata progressivamente alla riflessione pedagogica sulla fisionomia e la qualità dell’organizzazione ambientale”


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QUIsSI CRESCE! Un percorso di comunità educante che ha il respiro di una visione

Anna Pisani - Responsabile comunicazione QUIsSI CRESCE!

A Macerata istituzioni, genitori, insegnanti e educatori riprogettano e trasformano insieme gli spazi esterni come luoghi di connessione tra i servizi educativi e la città, ampliano i servizi educativi e integrativi per famiglie anche fuori dai circuiti educativi classici, privilegiando il dialogo intergenerazionale. Il progetto QUIsSI CRESCE! è sostenuto da Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile


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SERVIZI EDUCATIVI

Chiedo asilo

Perché in Italia mancano i nidi (e cosa si sta facendo per recuperare il ritardo)

 

Più nidi, più scuole dell’infanzia, più accoglienza per i bambini da 0 a 6 anni: l’Europa ce lo chiede da anni. A cominciare dal 2002, quando il Consiglio europeo di Barcellona ha posto a tutti gli Stati membri l’obiettivo di “fornire, entro il 2010, un’assistenza all’infanzia per almeno il 90% dei bambini di età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico” e “almeno il 33% dei bambini di età inferiore ai 3 anni”.

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DIDATTICA

Con-vivere una mattina speciale al nido

A cura di: Elisa Balducci, Mascia Contucci, Elisa Reggiani

(Educatrici Nido d’infanzia “Il Poggio dei Bimbi” di Poggio Torriana, RN)

Morena Garattoni

(Coordinatrice pedagogica, comune di Poggio Torriana)

L’esperienza riferita nel contributo rappresenta uno dei possibili modi di declinare, in modo operativo e concreto, la partecipazione delle famiglie alla vita del Nido.


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Maneggiare con cura. Corpi, emozioni e pratiche di cura nei servizi educativi per la prima infanzia.

Simona Baratti, Gruppo 0-6, Movimento di Cooperazione Educativa

«Alle educatrici e agli adulti, in genere, spetta dare ascolto, capire veramente, espandere la voce dei bambini. L’ascolto è un gioco di specchi e di rimandi, è impostare un rapporto che sappia di emozioni che si traducono in linguaggio, l’ascolto è negoziazione di significati: è disponibilità ad esserci con i bambini, è avere lo sguardo sottile che registra il cambiamento, è restituzione ai bambini del senso della loro efficacia, è evitare, infine, che i bambini siano “figure di silenzio”


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SERVIZI EDUCATIVI

Un quadro europeo sullo sviluppo dei servizi educativi per l’infanzia

Maurizio Parente

 
Lo sviluppo dei servizi educativi per l’infanzia ha alle spalle una storia che, in vario modo, si intreccia con la complessità dei contesti sociali e la loro trasformazione. Tali servizi, infatti, hanno risentito e risentono non solo dei mutamenti sociali, culturali, demografici, politici ed economici propri dell’evoluzione storica di ogni Paese, ma anche delle trasformazioni delle strutture familiari e delle idee di bambino e famiglia. Gli stessi obiettivi che ne costituiscono la cornice di senso hanno subito profonde trasformazioni: da servizi preposti essenzialmente all’assistenza e sicurezza dei bambini, si è progressivamente passati a considerali servizi di utilità sociale (indispensabili per garantire la conciliazione tra vita e lavoro, favorendo il lavoro femminile) fino a riconoscerne un reale valore educativo e formativo.


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ZEROSEIUP online - registrazione Tribunale di Bergamo n. 16 03/06/2015 - ISSN 2499-8915

Direttore responsabile: Ferruccio Cremaschi