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Da dove veniamo?

a cura di Ferruccio Cremaschi

 

Sergio Cremaschi, nel presentare il suo libro “Tradizioni morali. Greci, ebrei, cristiani, islamici” descrive l’ intreccio che si ritrova nella storia dell’ethos, rappresentato non in una crescita progressiva ma in un mai concluso movimento circolare. Per recuperare un’immagine meno falsata della “nostra” tradizione l’autore suggerisce, anziché l’educazione religiosa, l’insegnamento dell’etica, all’interno della quale far conoscere più religioni senza censurare tradizioni e comunità particolari.

L’educazione scientifica nella scuola dell’infanzia: ricerche, studi ed esperienze nella letteratura

L’educazione scientifica nella scuola dell’infanzia: ricerche, studi ed esperienze nella letteratura

Claudia Lichene

Attraverso un’analisi documentale e una review di ricerche internazionali, l’autrice delinea l’attuale quadro dell’educazione scientifica nella Scuola dell’Infanzia. Sono prese in considerazione diverse posizioni pedagogiche: l’Environmental Education, attenta a sviluppare nei bambini sensibilità per l’ambiente, l’educazione scientifica incentrata sulla salute e il benessere (ad es. la pedagogia del bosco e l’agrinido – Regione Marche) e un approccio più conoscitivo che promuove, tramite le proposte dell’adulto, la formazione di un atteggiamento scientifico nel bambino.


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Intercultura e inclusione sociale nei servizi educativi 0/6: quale ruolo per le famiglie?

Paula Eleta, in collaborazione con Silvia Iaccarino

A fronte di una dimensione sempre più multiculturale dell'odierna società, la pedagogia interculturale si sta impegnando in una vera e propria riconversione, rileggendo i propri paradigmi in una nuova prospettiva, capace di offrire adeguate risposte ai bisogni educativi che emergono da una società complessa e plurietnica. L’efficienza della pedagogia oggi, in definitiva, si gioca sulla sua capacità di promuovere un pensiero aperto e flessibile, critico e problematizzante, in grado di riconoscere la propria specificità in tale realtà multiforme (specificità di linguaggi, di saperi e punti di vista, di prospettive, di percorsi e soluzioni).


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Dalla legge 107/2015 alla sua applicazione: alcune riflessioni sui fabbisogni standard dei servizi educativi 0-6 anni

Dalla legge 107/2015 alla sua applicazione: alcune riflessioni sui fabbisogni standard dei servizi educativi 0-6 anni

Maurizio Parente entra nel merito di numerose e cruciali questioni da affrontare per avvicinarsi ad un sistema integrato 0 – 6 (fabbisogno standard di prestazione, titolo d’accesso alla professione, rapporto numerico educatore/bambino, organismo di coordinamento pedagogico – territoriale …), mette in luce l’attuale complessità dell’offerta educativa per la prima infanzia e suggerisce alcune piste perché la legge 107/2015 possa essere un “utile ripensamento dei servizi educativi per l’infanzia in un’ottica unitaria e di reale continuità, funzionale a tutti coloro che in modi diversi fanno parte di questo sistema”.

L’infanzia e la cultura: un racconto

Jerome Bruner
Traduzione di Katja Masucci
Adattamento e commento di Clotilde Pontecorvo

Vorrei iniziare il mio racconto e dare la mia versione della storia degli studi sull’infanzia, descrivendo i punti di riferimento cruciali della ricerca. Il capitolo introduttivo inizia con la ricerca di Bill Kessen (1965) e del suo gruppo di lavoro, sulle capacità di attenzione nel periodo infantile: i neonati sviluppano la propria capacità di attenzione selettivamente e in modo autogestito, e non come semplici creature dipendenti dall’ambiente.

In punta di dita

Ornella Martini
L’intensa frequentazione del digitale e del virtuale da parte dei bambini porta un mutamento nel rapporto corpo e mente e, di conseguenza, nei modi dell’apprendere. Un atteggiamento di osservazione e indagine consente all’adulto di comprendere modi e significati del fenomeno e di rielaborare forme educative ad esso coerenti.