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L’intenzionalità delle parole

Paola Toni

L’analisi di esempi concreti di testi utilizzati dai Servizi per l’infanzia per comunicare con le famiglie, uno per tutti la Carta dei Servizi, richiama la necessità di riflettere sul significato delle parole, sull’opportunità di condividerlo, e sull’esigenza di consapevolezza rispetto ai diversi, e non sempre voluti, effetti che le parole producono.

Scuola dell’infanzia, un’identità difficile tra assimilazione e differenziazione. Il RAV e il RAV Infanzia a confronto.

Enrica Fontani

Gli strumenti per l’autovalutazione della scuola sono la sintesi di numerose scelte compiute a monte del processo auto valutativo. Dal confronto tra il RAV e il RAV Infanzia viene alla luce la concezione di scuola sottostante e l’idea di bambino (nonché quella del “buon insegnante”). Emergono, altresì, questioni tuttora aperte e irrisolte, la più insidiosa delle quali riguarda l’uso, le finalità e, di conseguenza, le metodologie, della valutazione degli apprendimenti degli allievi di scuola dell’infanzia.

Il mestiere di maestro nella scuola dell’infanzia

Il mestiere di maestro nella scuola dell’infanzia

Diana Penso

Il percorso dal concetto di insegnante di scuola dell’infanzia “mamma” a quello di docente professionista è una vera e propria elaborazione culturale individuale e di gruppo. L’autrice lo ripercorre nelle diverse fasi di sviluppo, dall’800 ad oggi.

Lo specchio magico

Nel passaggio dal paradigma dell’intensità e della fatica al paradigma della leggerezza e dell’estensione non si può prescindere dall’interesse e dalla comprensione degli allievi, intercettata con il contatto e il dialogo, mantenuta viva con esperienze e storie che avvicinano, in una comune ricerca di senso.

Ornella Martini


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Apprendimento o addestramento?

Come uscire dall’”agonismo esistenziale strategico” che caratterizza ormai tutte le sfere del vivere e, in modo particolare, l’apprendimento? L’autrice suggerisce la via dell’istinto, dell’immaginazione, della creatività, degli affetti, delle avventure, delle grandi narrazioni emozionanti e dell’esplorazione libera, dimensioni che l’adulto deve garantire attraverso un investimento sul tempo necessario, e sugli spazi da esplorare, grandi, liberi, vari e nuovi.


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Profili professionali del docente a confronto: gli obiettivi formativi qualificanti (D.M. 249/2010) e il Bilancio di competenze (D.M. 850/2015).

Enrica Fontani

La differenza tra il profilo professionale delineato dal D.M.249/2010 per la formazione iniziale dei docenti e quello tracciato dal D.M. 850/2015 non si riduce alla diversità nel descrivere l’insegnante neo – laureato e l’insegnante neo – assunto, piuttosto è da ricondurre alla diversa idea di apprendimento e, conseguentemente, di docente che ispira i due profili.

Lo sviluppo professionale docente nei contesti prescolasticiSeconda parte: Dalle competenze… alla form-azione dell’agency

Lo sviluppo professionale docente nei contesti prescolastici
Seconda parte: Dalle competenze… alla form-azione dell’agency

Chiara Urbani

L’articolo presenta la parte qualitativa della ricerca sull’agency professionale, la capacità dei docenti di individuare i propri bisogni formativi, le risorse a disposizione e di attivarsi per rispondere a specifiche esigenze di conoscenza. Tramite le interviste si indaga a fondo sui significati, gli atteggiamenti e le convinzioni degli insegnanti coinvolti.

Riflessioni intorno ai siti di asili e scuole d’infanzia

Riflessioni intorno ai siti di asili e scuole d’infanzia

Paola Toni

I siti dei Nidi e delle scuole d’infanzia possono essere strumenti di comunicazione e di crescita del servizio educativo e delle famiglie, inducono le equipe a riflessioni necessarie, meglio ancora se condivise con le famiglie, per comunicare la mission e il senso di ciò che viene dichiarato.

La pedagogia mafiosa

Siamo soliti associare il predicato “educare” e il suo portato di cura e benessere della persona, a significati positivi. In realtà la pedagogia interpreta un’idea di uomo e di mondo, in questo caso, mafioso.

I professionisti dell’educazione devono sostenere la sfida e dotarsi di strumenti e metodologie efficaci a contrastare la pedagogia mafiosa.


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