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con la bambola in tasca

 8,20

intervista a cura di Nice Terzi

Letizia Quintavalla

ISBN: 978-88-99338-31-2

Numero di pagine: 48

Allegati:

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Descrizione

Vassilissa è la storia del passaggio di madre in fi glia, del potere femminile dell’intuito, simbolizzato dalla Bambola che la madre le regala prima di morire e che Vassilissa tiene sempre dentro la tasca, cioè la capacità di vedere dentro, di ascoltare, di sentire, di comprendere che spesso le cose non sono come appaiono.
Nell’antico racconto russo l’iniziazione è messa in atto dall’esecuzione di determinati compiti. Il fi ne è una relazione affettuosa e sincera con questo essere che chiamiamo “la donna sapiente”, la strega Baba Yaga, alla quale Vassilissa chiede il fuoco. La ricerca del fuoco costringe la bambina a lasciare la casa e entrare, rabbrividendo, in una vita nuova.
Dunque allentare la presa sullo splendente archetipo della madre dolce e buona è il primo passo. C’è una madre selvaggia che ci aspetta, per insegnarci. Ma nel contempo dobbiamo tenerci strette alla Bambola mentre ne apprendiamo gli usi.
Una sola attrice interpreta la Narratrice, la Madre, la Bambola e la Strega Baba Yaga e una bambina catturata ogni volta tra il pubblico sarà Vassilissa, la protagonista della storia. Gli altri bambini assistono alla storia molto vicini alla casa della strega, in uno spazio delimitato da un cerchio rosso. La scommessa è l’interazione tra il teatro e gli spettatori-bambini, i maggiori esperti dell’arte del giocare. Nel raccontare una storia la relazione è tutto.

“Due sono i cuori del lavoro: la relazione e il rapporto vero-finto.
Le favole sono tali quando contengono un’iniziazione e Con la bambola in tasca più che uno spettacolo è un rito d’iniziazione per la bambina, per l’attrice e per il pubblico tutto.
Era il 1993 a Bologna mentre guardavo dei libri su una bancarella, aspettando il treno, per caso incontro Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estès, lo compro e vado a prendere il mio treno. In viaggio leggo il primo capitolo, è sulla fiaba di Vassilissa la bella di Afanasief e riconosco in questa storia i temi di cui volevo parlare: la necessità di riti d’iniziazione e la forza dell’intuito nel femminile.
Quando, un anno dopo, nasce l’idea drammaturgica di Con la bambola in tasca, mi sono chiesta a chi far interpretare il personaggio di Vassilissa. Ho escluso tassativamente l’ipotesi che fosse un adulto oppure un pupazzo, poteva essere solo una bambina vera, una bambina del pubblico. La relazione tra l’attrice e la bambina sarebbe stato il nodo centrale del lavoro e quindi era necessario che alle prove fossero presenti spesso delle bambine. Questa scelta ha innescato un lavoro immane, ma ci ha aiutato la pratica acquisita in tante esperienze negli anni di laboratori con i bambini.”

 

Indice

Presentazione
Nice Terzi
A chi si rivolge questa pubblicazione

Il teatro, rito di iniziazione contemporaneo
Scheda e sinopsi dello spettacolo Con la bambola in tasca
Il finto come nutrimento del vero
intervista con Letizia Quintavalla

Bibliografia

POSTFAZIONE
Il teatro, di Letizia Quintavalla e l’attenzione per il femminile
Maurizia Cotti

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