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Quando l’ascolto diventa progetto

 18,00

Diana Penso

ISBN: 978-88-99338-12-1

Numero di pagine: 168

Allegati:

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Descrizione

Dalle relazioni affettive alla dimensione sociale dell’apprendimento

Negli anni ’70 nasce, si sviluppa nelle scuole dell’infanzia la pratica della pedagogia dell’ascolto.

Elaborata e ideata da A. Ginzburg psicoanalista, la pedagogia dell’ascolto ben presto si diffonde in numerose scuole d’Italia, ad opera di molti docenti appartenenti al Movimento di Cooperazione Educativa che rintracciarono in essa le basi fondative dello sviluppo emotivo, affettivo, sociale e cognitivo dei bambini.

Nei decenni successivi attraverso “la pedagogia dell’ascolto” sono state introdotte nelle scuole e nei nidi, attività fondate sull’accoglienza e il rispetto delle richieste infantili; educatori e insegnanti hanno dato spazio alle voci dei bambini, raccogliendo conversazioni, registrando riflessioni e discussioni, accogliendo le ipotesi fantastiche che il bambino costruisce sul mondo, sulle sue origini e il funzionamento delle cose…

L’ascolto è entrato nei nidi e nelle scuole con i riti del circoletto il calendario, le presenze, i giornali murali, la raccolta delle conversazioni infantili.

Secondo la pedagogia dell’ascolto, l’insegnamento si costruisce attraverso lo stabilirsi di un rapporto e di una relazione educativa: si apprende grazie a un incontro, fatto di affettività, emozioni, empatia, che consentirà in seguito a bambini e adulti di avviare un percorso di crescita e di sviluppo.

Ma da sola la relazione affettiva non basta, non è sufficiente ascoltare, per accrescere le capacità di pensiero e ragionamento, per promuovere curiosità e interessi verso la realtà. Oltre alla dimensione affettiva, esiste una dimensione “sociale della conoscenza: i bambini imparano continuamente in un ambiente costituito di spazi e di tempi, attività, materiali, conoscono e sperimentano attraverso l’organizzazione, le interazioni tra adulti e bambini e tra bambini e bambini.

Per esistere e concretizzarsi dunque la pedagogia dell’ascolto ha bisogno di radicarsi in una prospettiva sociale, in spazi accoglienti, la relazione educativa è un modo di essere e di fare che può esprimersi e realizzarsi solo all’interno di un ambiente pensato, organizzato per angoli e centri d’interesse, dove sia possibile esplorare o anche nascondersi e rifugiarsi, avviare percorsi di ricerca e esplorazione…

A partire dalle relazioni affettive rivolte ai bambini, l’ascolto dunque si trasforma dunque in progetto che: organizza gli spazi interni ed esterni, accoglie le famiglie, pone attenzione ai tempi dei bambini e alle routines, all’osservazione dei bambini, all’organizzazione dei lavori di gruppo, alla progettazione, all’accoglienza delle differenze, ai bisogni di formazione…

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