Login
Registrati
facebook
Google+

La diversità come risorsa educativa: l’esperienza del “gruppo misto”

“L’assunzione di una immagine forte, ricca e potenziale dell’infanzia necessita di una corrispondente trasformazione del ruolo adulto in una direzione in cui la sua azione sia giocata molto più sull’organizzazione di contesti strutturanti che sulla proposta di stimoli diretti all’agire dei bambini”, a partire da questa affermazione Gloria Tognetti prende in esame e approfondisce i cambiamenti indotti dall’esperienza del “Gruppo misto” sperimentata ed approfondita in alcuni servizi toscani già dagli anni ’80.

Narrare le Infanzie

Concetta Monachello

L’autrice, nel tratteggiare un’efficace sintesi del Convegno, argomenta rispetto all’importanza di narrare le infanzie, per non perdere l’idea di infanzia portatrice di diritti affacciatasi all’orizzonte culturale soltanto un centinaio d’anni fa, per “consentirci di vedere quel che manca in quel che c’è, perché per farlo occorre spingersi al limite della vita là dove la vita è al limite” …

Differenziazione educativa come segno di qualità nei servizi in Germania

Enea Nottoli

La forte differenziazione dei servizi educativi tedeschi ne costituisce un segno distintivo e perlopiù una ricchezza. In alcuni casi, invece, le diversità delle famiglie e dei bambini non sono sufficientemente rappresentate dai servizi; anche la partecipazione dei genitori, poco incisiva, è un elemento da considerare in ottica di miglioramento.

Oltre il singolo approccio per aprirsi a nuove possibilità e opportunità

Oltre il singolo approccio per aprirsi a nuove possibilità e opportunità è il resoconto di un’esperienza nella quale l’apertura a differenti culture dell’infanzia e a pratiche educative altre favorisce il confronto e allarga la prospettiva degli adulti per riflettere e trovare modi innovativi di progettare e realizzare il curricolo

Voci da un viaggio senza valigie. Dalla prima comunicazione di disabilità verso una nuova progettualità di vita

di Carlo Riva e Elisa Rossoni

Seguiamo gli autori nel percorso della mostra “Maternage”, ci accompagneranno in un viaggio evocativo, denso di suggestioni, a tratti doloroso verso “Uno sguardo che riconosce la disabilità come vita possibile, esistenza, condizione. Non più con gli occhi del pietismo e della malattia ma della vita piena e dell’inclusione”.

Pinocchio intervistato, finisce per intervistare

Non è stato facile intervistare Pinocchio. E non perché sia introvabile. È, al contrario, da per tutto. Si muove sempre, con movimenti che – senza offesa – sembrano da burattino. Scatta di qua e di là continuamente, e, per potergli fare domande e catturarne le risposte, ho dovuto accompagnarlo in una ginnastica a cui non sono allenato. Valeva la pena? Giudichi chi legge…