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Quella figlia perduta

Chiara Saraceno Qual è il diritto da privilegiare nel decidere con chi deve stare un bambino, quello alla stabilità affettiva e identitaria di una bambina che non conosce altri genitori se non quelli che l’hanno allevata negli ultimi cinque anni o quello dei suoi genitori naturali, cui era stata ingiustamente…

La valutazione nei servizi educativi rivolti alla prima infanzia: la percezione di educatrici ed educatori, tra diffidenze e opportunità

La ricerca presentata, che ha coinvolto 7 Nidi d’Infanzia di Verona e provincia, mette in luce i modelli impliciti dei quali i professionisti dei Servizi educativi sono portatori rispetto alla valutazione, facendone emergere alcuni caratteri intesi con accezione negativa quali il giudizio, il controllo e il potere. Anche i sistemi di accreditamento e certificazione sembrano promuovere miglioramento solo in alcuni casi circoscritti. Affiorano, dalle interviste, alcune opportunità della valutazione: la funzione cognitiva della valutazione che richiama la riflessione sull’azione e la partecipazione dei genitori, ancor più cruciale per il Nido, nel processo valutativo.

La professionalità degli educatori a sostegno della genitorialità : formazione permanente

E’ possibile che i Servizi educativi, oltre che occuparsi dei bambini, sostengano i genitori? In che modo lo racconta Nicoletta Previtali, coordinatrice dei servizi educativi del Comune di Bergamo nel contributo La professionalità degli educatori a sostegno della genitorialità : formazione permanente.

Uno più uno è uguale a…?

Il progetto “Uno più uno è uguale a … ?” è un percorso di progettazione partecipata nel quale gli educatori del Nido, gli insegnanti della Scuola d’infanzia e i genitori di bambini di tutte le culture presenti si impegnano a co-costruire un processo di cambiamento di pensiero, prassi e sentire gli uni verso gli altri.

Ginevra Rella, Wilma Fontanari, Sara Nicolini – Coordinamento Pedagogico Cooperativa Pro.Ges. Trento

Se serve il giudice per affermare un diritto di tutti

Chiara Saraceno

Tutti i bambini dall’anno in su in Germania hanno in linea di principio diritto ad avere un posto al nido. Questo diritto è stato introdotto nel 2013 non solo per favorire l’occupazione delle madri e il loro ritorno al lavoro dopo 1’anno di congedo ben remunerato cui hanno diritto dal 2007, ma per ridurre le disuguaglianze di partenza tra bambini, offrendo a tutti, indipendentemente dalla condizione lavorativa della madre e dalle condizioni famigliari, pari opportunità educative.

I bambini tra cittadinanza e investimento

Intervista a Valerio Belotti.

Secondo i sostenitori dell’investimento sull’infanzia, aver avuto un’esperienza da piccoli in un nido d’infanzia di qualità, favorisce la costruzione di abilità spendibili nei percorsi scolastici e professionali realizzati nell’adolescenza. Posizioni forti, sostenute da studiosi autorevoli in base a particolari acquisizioni della neuroscienza, riguardanti lo sviluppo dei cosiddetti primi mille giorni di vita e da numerose evidenze empiriche...


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