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I bambini umiliati a scuola

di Chiara Saraceno A Lodi oltre duecento bambini che frequentano la scuola di base sono esclusi dal servizio mensa, dallo scuolabus, persino dallo yogurt che viene offerto come merenda a tutti i bambini indipendentemente dal reddito, perché i loro genitori, stranieri non comunitari, non possono dimostrare la loro condizione di

Quando abbatteremo i muri della diffidenza e dell’estraneità?

di Umberto Galimberti Non bastano l’integrazione e neppure l’assimilazione dello straniero. Quel che occorre è il reciproco riconoscimento. Se è vero, come riferisce il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), che noi occidentali, per mantenere il nostro attuale livello di vita, abbiamo bisogno dell’80% delle risorse della terra,

Se si è cresciuti in una comunità, non è possibile essere stranieri

Umberto Galimberti Bambini che hanno frequentato le stesse scuole e acquisito gli stessi insegnamenti dei nostri vanno riconosciuti come italiani.   Il problema dell’immigrazione e dell’accoglienza può trovare più facilmente una soluzione se smantelliamo alcuni stereotipi, come la nostra presunta “identità nazionale”, enfatizzata dal fascismo che si rifaceva ai fasti

La scommessa linguistica: valorizzazione della lingua d’origine e sviluppo delle competenze in L2

Come rispondere ai bisogni in evoluzione dei bambini di madrelingua non italiana? come dare riconoscimento e accoglienza alle differenze nei servizi prescolastici?
Roberta Nepi, in questa intervista, richiama l’esigenza di nuove strategie e della ri-organizzazione dei saperi e delle didattiche.

Differenziazione educativa come segno di qualità nei servizi in Germania

Enea Nottoli

La forte differenziazione dei servizi educativi tedeschi ne costituisce un segno distintivo e perlopiù una ricchezza. In alcuni casi, invece, le diversità delle famiglie e dei bambini non sono sufficientemente rappresentate dai servizi; anche la partecipazione dei genitori, poco incisiva, è un elemento da considerare in ottica di miglioramento.

Lingua madre

Arturo Ghinelli

“Do legui is mei che uan”. Quanto dovranno aspettare questi ragazzi, anche quelli nati in Italia, per poter studiare e formarsi in un ambiente non monolingue?

Anton nella presentazione che ha scritto, da condividere con i compagni del gruppo di L2, dice di sè: “Ho 15 anni, sono moldavo, sono in Italia da sei mesi. Faccio la scuola Cavour in 2A. Parlo moldavo, russo e l’italiano, studio inglese e francese. Abito a Modena”.

A case for using indigenous children’s literature for emotion socialization in schools (seconda parte)

Il legame tra i luoghi e le persone può evocare, e spesso è associato, a forti emozioni nel mondo materiale. Questo può anche essere visto, ed è rappresentato, nel mondo della finzione dei libri per bambini. La ricercatrice di letteratura infantile, Clara Bradford spiega che i luoghi sono strettamente intrisi di significati; sono legati con la politica, le ideologie e le pratiche sociali e identitarie, e ciò è osservabile in Fiddler Dancer. Io propongo che questi sono fortemente investiti anche dalle emozioni. Quando incontriamo Nolin per la prima volta, lui sta sorridendo e mostra speranza da una parte e dall’altra e prova a imitare la danza di suo nonno e di altri a un evento di fine anno Mètis. Nolin è collocato in mezzo ai suoi fratelli, e stanno partecipando a un’attività collettiva.