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Differenziazione educativa come segno di qualità nei servizi in Germania

Enea Nottoli

La forte differenziazione dei servizi educativi tedeschi ne costituisce un segno distintivo e perlopiù una ricchezza. In alcuni casi, invece, le diversità delle famiglie e dei bambini non sono sufficientemente rappresentate dai servizi; anche la partecipazione dei genitori, poco incisiva, è un elemento da considerare in ottica di miglioramento.

Uno più uno è uguale a…?

Il progetto “Uno più uno è uguale a … ?” è un percorso di progettazione partecipata nel quale gli educatori del Nido, gli insegnanti della Scuola d’infanzia e i genitori di bambini di tutte le culture presenti si impegnano a co-costruire un processo di cambiamento di pensiero, prassi e sentire gli uni verso gli altri.

Ginevra Rella, Wilma Fontanari, Sara Nicolini – Coordinamento Pedagogico Cooperativa Pro.Ges. Trento

Luci e ombre di un provvedimento

Intervento al MIUR Potrei iniziare con una critica al fatto che il MIUR ci ha chiamati qui e poi si è presentato senza illustrarci una proposta anche sintetica di come vorrebbe procedere sulla costituzione del sistema integrato di istruzione e educazione da 0 a 6 anni. Ma anche io, come…...


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Legge 107/2015 e Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del 2012

Le considerazioni e le riflessioni di seguito enunciate, senza alcuna pretesa di rappresentare un lavoro sistematico né tanto meno esaustivo, cercano di porre in correlazione alcune tematiche di grande rilevanza riferite alla Legge 107/2015 di riforma, con i contenuti delle Indicazioni Nazionali per il curricolo del 2012. In tal senso,…...


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La Legge 13-07-2015 n.107 e lo zero/sei

Il testo della Legge 107/2015 prevede che, entro diciotto mesi dalla sua promulgazione, venga adottata da parte del Governo una serie di Decreti Attuativi che, per ciò che concerne il settore zero – sei anni, dovrebbero disciplinare l’attuazione di una serie rilevante di azioni complesse, su cui si fonda la…...


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Verso un servizio per la fascia zero-sei

Anna Bondioli
Le “ ragioni” della continuità nido-materna
Già da alcuni anni – sulle riviste specializzate, da parte di chi opera nei servizi per l’infanzia prescolastica, nei convegni del settore – il tema dei rapporti tra asilo nido e scuola materna appare rilevante per le discussioni e i confronti che suscita. Poche, però, se non quasi inesistenti, sono, a livello italiano, le esperienze di effettivo raccordo tra le due agenzie educative, da cui partire e con cui confrontarsi nella prospettiva della progettazione di un servizio per l’infanzia zero-sei.
Le ragioni che spingono verso la continuità dei due servizi sono molteplici e spesso intrecciate tra loro (a considerazioni educative si aggiungono prese di posizione politiche e a queste si sommano esigenze amministrative e sindacali). (…)

Continuità educativa

Elena Tavoni intervista Nice Terzi
Se parliamo di continuità educativa tra Nido d’infanzia e scuola dell’infanzia, quali possono essere gli intenti progettuali?
Se si parla di continuità educativa, più che analizzare e confrontare progetti educativi mi sembra necessario fare lo sforzo di esplicitare le intenzioni educative che li motivano, di mettere queste a confronto e di cercare in esse quella continuità che mantiene una coerenza educativa pur nella diversificazione delle scelte e dei progetti.
È questo un impegno metodologico importante che sta alla base della progettazione e del lavoro di gruppo del nido e della scuola dell’infanzia all’insegna di ciò che amo chiamare “coerenza educativa”.

Programmazione e intenzionalità educativa nell’asilo nido

Premessa Vorrei iniziare con un’osservazione che è, in certo qual modo, un elemento di valutazione collettiva. Questa: anche qui a Empoli, come in altre occasioni di confronto, di analisi, di discussione pedagogico-didattica, la scuola del non obbligo risponde in maniera massiccia, a vele spiegate. Quando si attivano momenti pubblici di…...


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Aspetti «relazionali» e «cognitivi» della programmazione

Vorrei che da questo convegno tutti uscissero con l’idea che programmazione si deve fare sempre con carattere scientifico sperimentale, flessibile, possibilmente in modo collegiale. Qualunque atteggiamento educativo per essere professionale deve essere progettato: il mio intervento non sarà dunque pro o contro la programmazione, ma su come è lecito fare…...


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