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Vacciniamo i bambini contro la miseria economica e culturale.

Arturo Ghinelli


Il 20 novembre dalle 8 alle 9 di mattina verrà distribuito the caldo e biscotti davanti all’asilo nido Triva a Modena ai genitori e ai cittadini che firmeranno la richiesta alla Giunta comunale di non procedere alla chiusura dei nidi comunali e in particolare del nido Triva, in cui è rimasta una sola sezione.

L’asilo nido Triva è stato il primo nido comunale della città e si contende con un nido di Bologna il titolo di primo nido comunale in Italia. timbro TrivaLa decisione di lanciare una raccolta di firme per la salvezza del Triva è stata presa nella riunione di sezione, in cui dopo un momento di profonda commozione per una “tata”storica che ha ricordato l’impegno per aprirlo, tutti hanno concordato come siano queste le cose della nostra città da proteggere e preservare. Negli ultimi anni le iscrizioni ai nidi sono calate e per questo l’attuale Assessore ha deciso di chiudere nel giugno scorso il nido Todi e di procedere con la chiusura di alcune sezioni, in particolare al Triva è rimasta solo la sezione dei grandi, quando questi bimbi usciranno, il nido verrà chiuso definitivamente. Le maestre e il personale tutto sono convinte però che le ragioni di questo calo siano solo di carattere economico. In tempo di crisi le rette dei nidi risultano troppo alte per molte famiglie. Per questo ritengono che sarebbe necessario l’istituzione di un fondo per il sostegno della copertura delle rette. Fondo che era stato proposto dalla lista civica “Per me Modena” come modifica del bilancio comunale, e che, pur avendo copertura e parere tecnico favorevole da parte dei revisori dei conti, è stato bocciato dalla maggioranza del Consiglio Comunale.

Quale giornata migliore del 20 novembre per lanciare la petizione contro la chiusura dei nidi comunali?La giornata internazionale dei diritti dei bambini e delle bambine è il momento adatto per rivendicare il diritto dei bambini a essere allevati, cresciuti, educati insieme ai coetanei. La città di Modena negli ultimi dieci anni aveva continuato ad aprire asili nido tanto da essere una delle poche città italiane ad aver superato l’obiettivo del 33% di iscritti, posto dalla conferenza di Lisbona, e arrivando al 41% dei bambini della fascia d’età. La nuova amministrazione ha invertito la rotta e sta riportando indietro il welfare per i bambini.

Sono certo che la stessa situazione si sta riproponendo in altre città, perciò spero che la petizione che chiede asili non rimanga un fatto cittadino, pur importante, ma divenga il simbolo della volontà dei cittadini italiani di conservare e proteggere le istituzioni educative dedicate ai bambini, permettendo veramente a tutti, nessuno escluso, di frequentarle malgrado la crisi economica, anzi proprio perché c’è la crisi.

Tito Boeri ha detto al Papa che in Italia ci sono 4 milioni di poveri, più di 1 milione sono i bambini poveri e bisogna lottare per fare in modo che questi bambini possano diventare grandi senza subire gli effetti della povertà più del dovuto.

Si è parlato dell’importanza delle vaccinazioni per i bambini. Ebbene vacciniamo i nostri bambini contro la miseria economica e culturale!

Ne trarranno vantaggio tutti i bambini anche quelli le cui famiglie fanno obiezione all’inserimento al nido, non a causa della retta, ma perché ritengono che la famiglia sia l’unica titolare dell’educazione dei bambini. La città in cui tutti i bambini hanno una qualità della vita molto alta è una città in cui tutti vivono meglio, anche gli adulti.

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